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Autore: Admin

Pregiudizi con e senza corona!

Clicca per aprire la finestra di Psicoradio su pregiudizio e coronavirus

Nei mesi scorsi abbiamo avuto paura dei cinesi, e subito dopo dei lombardi. Ancora oggi, forse, guardiamo con sospetto coloro che non indossano la mascherina. Ma cosa sta succedendo?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha parlato di un pericolo di stigma sociale per i casi sospetti di Covid-19. Il rischio, secondo l’OMS è che il pregiudizio sulla malattia e i timori facciano sì che “le persone per paura nascondano i sintomi per non essere viste come untori” mentre “una diagnosi precoce farebbe calare il rischio di complicazioni”.

Psicoradio tratta, ancora una volta, il tema del pregiudizio di chi giudica gli altri pericolosi e incompetenti, uno stigma che spesso sopportano i portatori di disagio psichico. Il linguaggio dei media e la comunicazione, come Psicoradio ha spesso sostenuto, contribuiscono a diffondere questi pregiudizi. Ma ascoltiamo i redattori di Psicoradio, che hanno conosciuto purtroppo in prima persona questo tipo di giudizio.

Tra loro c’è chi come Lorenzo afferma che è meglio aprirsi: “il mio obbiettivo è raccontare a persone che non conoscono il mio percorso per fargli capire che se uno sta male è meglio rivolgersi ai Centri di Salute Mentale e che tenersi tutto dentro fa stare ancora peggio”. Michela invece racconta: “sono fortunata perché quelle poche persone che sanno non mi giudicano anzi cercano di starmi vicina”. E Gino chiede di andare oltre i pregiudizi “senza giudicare le persone dall’esterno ma conoscendole: non si possono giudicare i libri dalla copertina”.

SOGNARE SENZA sonnifero

Psicoradio vuole aiutare tutte le persone a sentirsi meno sole attraverso consigli per trascorrere il troppo tempo libero. In questa puntata parliamo degli audiolibri che la Rai ha messo a disposizione sul sito RaiPlayRadio.

AIUTO AI TEMPI DEL COVID

L’assenza di contatto umano, interazioni sociali, il cambiamento delle abitudini o l’impossibilità di godere dell’aria aperta, possono avere delle ripercussioni negative, nel lungo periodo e nell’immediato, per ognuno di noi.
Qui vi segnaliamo gli spazi di ascolto e i servizi a cui potete rivolgervi per ricevere supporto psicologico e aiuto concreto.

Troverete numeri di telefono, email, pagine e gruppi Facebook che potete contattare. Vi risponderanno psicologi, psicanalisti, operatori impegnati nell’emergenza Covid, ma anche familiari e utenti con cui aprire un dialogo di auto-mutuo aiuto.

Per ogni servizio elencato troverete indicazioni su:

  • Nome del servizio
  • Tipo di supporto offerto
  • Responsabili del servizio
  • Utenza a cui si rivolge
  • Contatti telefonici e orari del servizio
  • Contatti via social e/o indirizzo sito web quando disponibili
  • A che livello opera il servizio (nazionale, regionale, provinciale, cittadino)

Servizi di supporto psicologico per affrontare l’emergenza sanitaria Coronavirus

Tipo di supporto offerto: per rispondere all’aumentato bisogno di supporto psicologico e di supporto nella gestione dello stress in questo contesto di emergenza sanitaria numerose Aziende Usl hanno attivato le proprie Equipe Psicosociali dell’Emergenza o servizi dedicati alla popolazione e al personale sanitario.

Responsabili: Offerti dalle AUSL della Regione

Sito Internet: https://www.ordpsicologier.it/home.php?Lang=it&Item=corona_AUSL

A chi si rivolge: a tutta la popolazione.

Contatti: ogni azienda Usl ha attivato contatti telefonici e telematici (email, social media ecc…) per risponderte al meglio ai bisogni dei cittadini. Sul sito generale trovate i riferimenti da chiamare o a cui scrivere, città per città e gli orari in cui i servizi sono attivi.

Livello: regionale


Parla con noi

Tipo di servizio offerto: Un numero telefonico a cui risponde un gruppo di psicologi della Ausl di Bologna, in collaborazione con le associazioni di familiari e utenti. Per ascoltare, accogliere bisogni ed emozioni, per non lasciare soli i cittadini in difficoltà, le persone seguite dal Servizio di Salute mentale e i loro familiari.

Responsabili: Azienda USL Bologna, CUFO

Sito Internet: http://www.sogniebisogni.it/

A chi si rivolge: a tutta la popolazione

Contatto telefonico e orari: 051.6597234 dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17

Contatto online: e-mail info@sogniebisogni.it

Livello: cittadino – Bologna


Servizio di soccorso e sostegno psicologico per l’emergenza Coronavirus

Tipo di servizio offerto: un team di psicologi e psicoterapeuti è disponibile, telefonicamente per le persone che hanno bisogno di sostegno psicologico in questo momento. Servizio gratuito.

Responsabili: Croce Rossa italiana e S.e.P (Servizio Psicosociale della CRI)

Sito Internet: https://www.cribo.it/2020/04/02/attivazione-servizio-di-soccorso-e-sostegno-psicologico-nellemergenza-coronavirus/

A chi si rivolge: a tutta la popolazione

Contatto telefonico e orari: 334-1558281   oppure   334-1558290. Tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00.

Livello: regionale – Emilia-Romagna


Progetto Itaca

Tipo di servizio offerto: un numero verde gratuito per supporto psicologico rivolto a chi si trova in isolamento, per essere vicini a chi soffre.

Responsabili: Associazione di volontari per la Salute Mentale – Progetto Itaca

Sito Internet: https://progettoitaca.org/progetto-itaca-non-si-ferma-sempre-vicini-a-chi-soffre/

A chi si rivolge: a tutta la popolazione

Contatto telefonico e orari: 800.274.274 da fisso e 02.29007166 da cellulare. Sempre attivi.

Contatto online: contatto tramite la piattaforma Skype e  tramite indirizzo mail linea.ascolto@progettoitaca.org.

Livello: nazionale – tutta Italia


La forza della parola

Tipo di servizio offerto: ascolto e sostengo psicologico gratuito per tutte le persone chiamate a confrontarsi con la solitudine e l’angoscia legati a questo periodo di emergenza e a chi è in prima linea nella lotta al Covid.

Responsabili: Il Centro di clinica psicoanalitica JONAS ITALIA

Sito Internet: https://www.jonasitalia.it/la-forza-della-parola/

A chi si rivolge: un servizio rivolto a tutta la popolazione e uno specifico per operatori e operatrici di tutti i reparti ed i servizi coinvolti nell’emergenza covid-19.

Contatto telefonico e orari: Numero verde 800 453858 – Su Bologna 051 241854. Sempre attivi.

Contatto online: contatto tramite le pagine Facebook delle varie sedi Jonas in italia che aderiscono al progetto. Pagine FB e numeri telefonici delle diverse sedi si trovano qui.

Livello: nazionale – tutta Italia


Ascolto agli operatori impegnati nell’emergenza Covid-19

Tipo di servizio offerto: spazio virtuale di ascolto offerto a titolo gratuito gestito da 3 psicologi psicoterapeuti (dr. Nella Mazzoni, dr. Cinzia Aicardi, dr. Silvia Taliente).

Responsabili: s.p.i.a (Sentieri di psicologia integrata e applicata). Associazione di Finale Ligure che riunisce psicologi psicoterapeuti ed esperti della comunicazione

Sito Internet: https://www.assspia.it/homepage/s-p-i-a-ascolto-agli-operatori-impegnati-nellemergenza-covid-19-finale-ligure/

A chi si rivolge: dedicato specificamente a medici, infermieri, operatori sanitari, volontari della Protezione Civile, della Publica Assistenza e agli agenti delle Polizie Municipali impegnati nella cura e nel supporto ai malati e alla popolazione.

Contatto online: Lasciare messaggio privato (Messenger) con un recapito per essere ricontattati alla pagina Facebook dell’Associazione SPIA-Sentieri di Psicologia Integrata e Applicata https://www.facebook.com/associazionespia/

Livello: nazionale – tutta Italia


Paura Covid-19? Ti aiutiamo noi!

Tipo di servizio offerto: Presidio di Psicologia in farmacia con numero verde per l’assistenza psicologica per chiunque in questo momento abbia bisogno di supporto psicologico. Una volta rientrata l’emergenza sarà possibile proseguire i colloqui in Farmacia per una valutazione e supporto

Responsabili: Anpif – Associazione nazionale psicologi in farmacia

Sito Internet: https://www.farmaciaepsicologia.it/psicologo-per-paura-covronavirus-ti-sosteniamo-noi/

A chi si rivolge: tutta la popolazione

Contatto telefonico: 800199361

Contatto online: pagina facebook https://www.facebook.com/Psicologoinfarmacia.formazione/

Livello: nazionale – tutta Italia


Emergenza Coronavirus

Tipo di servizio offerto: diversi numeri verdi, alcuni gestiti in autonomia ed altri in collaborazione con le Protezioni Civili e gli Ordini degli Psicologi Regionali che offrono supporto psicologico gratuito.

Responsabili: Sipem SOS

Sito Internet: https://www.sipemsos.org/eergenza-coronavirus.html

A chi si rivolge: tutta la popolazione con particolare attenzione alle categorie professionali attive in prima linea e a soggetti fragili coinvolti direttamente o indirettamente.

Contatto online: controllare il sito generale per i contatti regione per regione.

Livello: regionale – Il servizio è attivo nelle regioni Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna, con specifiche e differenti modalità.


Pronto Psy Covid19 Emilia Romagna

Tipo di servizio offerto: servizio gratuito di supporto psicologico telefonico

Responsabili: Sipem SOS

Sito Internet: https://www.sipemsos.org/eergenza-coronavirus.html

A chi si rivolge: coppie, genitori, famiglie in lutto e persone in difficoltà per l’emergenza Coronavirus sul territorio dell’Emilia Romagna.

Contatto telefonico: solo SMS al numero 3517968660 dove indicare recapito telefonico a cui essere ricontattati

Contatto online: info@sipem-er.itinviare una mail indicando un recapito telefonico a cui essere ricontattati

Livello: regionale – Emilia Romagna


Pasti per chi è in difficoltà

Tipo di servizio offerto: fornitura gratuita di pasti a domicilio in favore di persone anziane, disabili e fragili che in questo periodo di emergenza sanitaria non hanno una rete familiare di supporto e spesso si trovano in solitudine

Responsabili: Caritas diocesane

Sito Internet: https://www.caritassardegna.it/emergenza-coronavirus-le-caritas-sarde-riorganizzano-le-loro-attivita-per-i-piu-poveri/

A chi si rivolge: persone anziane, disabili e fragili prive di rete familaire di supporto

Contatto online: info@caritassardegna.it

Livello: regionale – Sardegna


Donne che subiscono violenza

Tipo di servizio offerto: Tutti i numeri telefonici dei centri antiviolenza

Responsabili: D.I.R.E (Donne in rete contro la violenza)

Sito Internet: https://www.direcontrolaviolenza.it/

A chi si rivolge: Donne che subiscono violenza

Contatti: a questa pagina la lista completa dei Centri regione per regione con tutti i recapiti telefonici e online https://www.direcontrolaviolenza.it/contatti/

A Bologna: Casa delle donne Bologna (www.casadonne.it). Contatto tel accoglienza: 051333173. Contatto tel accoglienza: 0516440163. Email: infobologna@casadonne.it

Livello: nazionale


Con i genitori – Sportello di supporto psicologico alla genitorialità

Tipo di servizio offerto: in tempo di Covid-19 supporto ai genitori che vivono momenti di difficoltà legati alla gestione del lavoro e della cura dei figli in casa e che desiderano aiutare i propri bambini nella comprensione di quello che sta accadendo. Gli incontri sono gratuiti e sono svolti in via telematica.

Responsabili: proposto dal Dipartimento di Psicologia propone nell’ambito di Trame Educative per Nuove Comunità, in collaborazione con il Comune di Bologna.

Sito Internet: http://www.trameducative.it/it/2020/03/30/con-i-genitori-lo-sportello-di-supporto-psicologico-alla-genitorialita-offre-consulenze-online/

A chi si rivolge: per genitori di bambini 0-6 anni

Contatto online: Per avere un appuntamento è possibile scrivere a psi.conigenitori@unibo.it indicando un proprio recapito telefonico a cui essere ricontattati.

Livello: regionale – Bologna


Problemi alimentari

Tipo di servizio offerto: in tempo di Covid-19 supporto ai genitori che vivono momenti di difficoltà legati alla gestione del lavoro e della cura dei figli in casa e che desiderano aiutare i propri bambini nella comprensione di quello che sta accadendo. Gli incontri sono gratuiti e sono svolti in via telematica.

Responsabili: MondoSole Associazione e Centro di Cura Specializzato in anoressia, bulimia, binge eating (dca)

Sito Internet: https://www.chiarasole.com/associazione-centro-mondosole/

A chi si rivolge: persone con disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, binge eating, obesità)

Contatto telefonico e orari: +39 0541 718283 oppure +39 328 0823574 (cellulare anche per WhatsApp) la mattina dalle 10.00 alle 13.00

Contatto online: email chiara@chiarasole.com  gruppo FB https://www.facebook.com/AssociazioneMondoSoleAnoressiaBulimiaBinge/

Livello: regionale – Rimini

Da vicino nessuno è disabile

“Ho chiesto all’ISTAT quanti sono i disabili in Italia, ma non lo sanno, perchè non c’è una definizione universalmente condivisa di disabilità”, ed è questo dato che ha ispirato Danilo De Biasio, ideatore e organizzatore del Festival dei Diritti Umani, a scegliere lo slogan di quest’anno, ispirato alle parole di Basaglia: Da vicino nessuno è disabile.
 
Per De Biasio il disabile non è altro da noi, ma bisogna stare attenti a non cadere nella retorica che basti dare a tutti le stesse possibilità: “se permetto a Usain Bolt e a un uomo in carrozzina di stare sulla stessa linea di partenza, avrò anche dato a tutti le stesse opportunità, ma di certo non mi sono preoccupato dei loro risultati”. E per questo è necessario che siano i disabili a raccontarsi e ad autorappresentarsi, e non solamente coloro che sono in grado di fare attività eccezionali, ma anche chi affronta quotidianamente la propria disabilità.
 
E poi, come negli anni precedenti,  ci sarà spazio per i temi più politici e critici,  ma anche focus su cinema e musica.
Insomma, il Festival è completo, e quest’anno cambia “solo” la fruizione: a causa dell’emergenza Coronavirus, potrete seguire il Festival dei diritti umani dal 5 al 7 maggio, totalmente online.
 
Anche Psicoradio, che era stata invitata a Milano per parteciparvi, sarà presente in forma virtuale, con una serie di trasmissioni che potete andare ad ascoltare in streaming sul sito www.festivaldirittiumani.it

COME NON SI DEVE PARLARE DEL CORONAVIRUS

Da molti anni Psicoradio combatte una battaglia contro i pregiudizi sulla salute mentale che il linguaggio e la comunicazione contribuiscono a diffondere.

Le persone che hanno un disturbo psichico sanno per esperienza diretta cosa è lo stigma, anche quelli che non conoscono questa parola. Sanno cosa vuol dire essere guardati con sospetto, evitati; sanno cosa significa vergognarsi nel parlare di una sofferenza, di una diagnosi, e di quanti pregiudizi si nutra l’immaginario di chi giudica senza conoscere.

Cosa c’entra con il Coronavirus? C’entra. Un recente documento dell’Organizzazione mondiale della sanità denuncia il pericolo dello stigma sociale nei confronti di chi è sospettato di avere il COVID-19. Attorno a questa nuova epidemia si moltiplicano comportamenti discriminatori, per esempio nei confronti di persone che appartengono ad alcune etnie, o che provengono da alcune regioni… Trump ha parlato pochi giorni fa di “virus cinese”, e nella educata Svizzera su alcune auto con targhe italiane sono stati attaccati cartelli di insulti.

Il rischio è che ciò produca non solo l’isolamento di persone o gruppi, ma anche – come succede per i disturbi psichici – che le persone nascondano sintomi, non cerchino immediatamente assistenza sanitaria per paura di venire viste come “untori”.

E così come succede per i disturbi psichici, il modo con cui si parla di COVID-19 è fondamentale per riuscire a combattere la malattia e per non alimentare paura ed esclusione.

Il linguaggio deve essere rispettoso, preciso ma “accogliente”. Quando si parla di coronavirus, alcune espressioni (per esempio, “caso sospetto”) possono avere un significato negativo per i malati, le loro famiglie, alcune comunità; possono creare una paura diffusa e “disumanizzare” le persone colpite dalla malattia. Al contrario, la storia mostra esempi concreti di come l’uso di un linguaggio meno stigmatizzante abbia contribuito a controllare epidemie e pandemie: è successo nel caso dell’HIV, o della tubercolosi.

Per questo l’OMS ha dato suggerimenti su come parlare di COVID-19. Eccone alcuni.  Si tratta di usare una comunicazione che non alimenti il panico e che non ferisca le persone. Chi parla o scrive sui social, e i mezzi di comunicazione in generale dovrebbero tenerne conto. E in molti casi i criteri sono simili a quelli da osservare quando si parla di salute mentale.

 

LE PAROLE CONTANO

COSA FARE E COSA NON FARE QUANDO SI PARLA DEL NUOVO CORONAVIRUS (COVID- 19)

 

-Soprattutto per i social e in generale i mezzi di comunicazione!

COSA FARE – Parlare della situazione anche in modo positivo, di chi guarisce, dell’efficacia delle misure di prevenzione. Per la maggior parte delle persone questa è una malattia dalla quale si guarisce. Ci sono semplici passi che tutti possiamo fare per mettere al sicuro noi stessi, i nostri cari e i più vulnerabili.

COSA NON FARE – Enfatizzare solo e soprattutto le notizie negative e i messaggi minacciosi. Il timore è utile, il panico può produrre risposte irrazionali. Bisogna aiutare a proteggere le persone più vulnerabili.

 

COSA FARE – Parlare in modo accurato del rischio derivante da COVID-19, sulla base di dati scientifici e delle più recenti raccomandazioni fornite dalle istituzioni

COSA NON FARE – Usare un linguaggio iperbolico che genera estrema paura, con parole come “peste”, “guerra mondiale”, “apocalisse”, ecc. E non bisogna ripetere e diffondere voci non confermate, diffuse da social di dubbia attendibilità.

 

COSA FARE – parlare di persone che “hanno preso” o “hanno contratto” il COVID-19.

COSA NON FAREParlare di persone che “trasmettono COVID-19”, “infettano gli altri” o “diffondono il virus” poiché questo linguaggio indicano un “colpevole”. 
L’uso di questi termini crea l’impressione che chi ha la malattia abbia in qualche modo fatto qualcosa di sbagliato (o sia meno umano di noi); così si mina l’empatia verso un altro essere umano;  potenzialmente si alimenta la riluttanza a sottoporsi a test e quarantena.

 

COSA FARE – Parlare di “persone che hanno COVID-19″, “persone che sono in cura per COVID-19”.

COSA NON FARE – Riferirsi a persone con la malattia come “casi COVID-19” o “vittime”.

 

COSA FARE – Parlare di “persone che potrebbero avere COVID-19” o “persone che si presume abbiano il COVID-19”

COSA NON FARE – Parlare di “sospetti COVID-19” o di “casi sospetti”.

 

COSA FARE – Parlare semplicemente della nuova malattia da coronavirus (COVID-19)

COSA NON FARE – Associare luoghi o etnie alla malattia. Questo non è un “virus di Wuhan”, un “virus cinese” o un “virus asiatico”.

 

Non è il caso di pensare che si tratti discorsi superflui, di lussi in un momento molto duro. Le parole sono importanti, quando si tratta di Covid-19 o di salute mentale. Le parole possono definire in modo negativo o solidale le persone. E il rischio che si corre è che le persone non si facciano curare subito, aumentano sofferenza, e aumentando i rischi.

 

Per approfondire:

Social Stigma associated with COVID-19

 

In italiano:

Stigma sociale associato a COVID-19

 

SCRIVETECI SE AVETE NOTATO TERMINI/ MODI DI TRATTARE LA SITUAZIONE E IL COVID-19 CHE NON VI SONO PIACIUTI

PSICORADIO CONTINUERÀ A PARLARNE

Noi ci siamo

Riunioni di redazione in remoto, registrazione delle puntate con lo smartphone e montaggio da casa. Perchè “fare radio è un’occasione di socializzazione e comunione importante in questa quarantena”. Anche Redattore Sociale parla del rinnovato impegno di Psicoradio ai tempi del Coronavirus (leggi l’articolo).

In questo momento più che mai sentiamo forte il bisogno di esserci, di tenere alta l’attenzione su argomenti in questo momento trascurati, quelli del mondo interiore, della psiche, di stare vicino alle tante persone che questa strana situazione vivono con aumentata sofferenza.

Su Facebook continuiamo a pubblicare notizie, commenti e suggestioni su quanto sta accadendo a noi e intorno a noi. Le nostre trasmissioni invece sono solo in pausa (ancora per poco!) perché stiamo lavorando per trasferire online tutta l’attività redazionale, quella che facevamo in studio di registrazione.

Non è certo semplice lavorare con una redazione in cui ciascuno sta chiuso a casa propria, e per qualcuno che già non sta bene questa costrizione diventa davvero molto dura.
Ma stiamo vedendo i primi risultati e presto potremo farli sentire anche a voi!

Stiamo sperimentando nuove tecnologie e nuovi spazi online per incontrarci e per continuare a produrre informazione e cultura.

Vogliamo continuare il compito di Psicoradio: informare e sensibilizzare sui temi della salute mentale, lottare contro i pregiudizi, proporre nuovi punti di vista, dare voce a chi non ce l’ha.

Contiamo come sempre sul vostro supporto e la vostra vicinanza, cari Psicoascoltatori.

Restiamo in contatto.

Abbiamo bisogno di voi, dei vostri consigli, pareri, e anche critiche!

Potete seguirci su Facebook dove troverete sempre nuovi aggiornamenti, ascoltare il risultato del nostro lavoro redazionale qui sul sito e scriverci a psicoradio@gmail.com, via messenger o ai contatti della redazione.

Restiamo insieme.

Qui possiamo anche abbracciarci

“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo.
Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero.
Ma su un punto non c’è dubbio.
Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”.

Murakami Haruki – Kafka sulla spiaggia

Coronavirus, Psicoradio racconta la quarantena di chi ha un disagio psichico

Redattore Sociale attraverso la penna di Alice Facchini ha dedicato un bell’articolo al lavoro di Psicoradio ai tempi del Coronavirus. Ve ne proponiamo un estratto.

“Sentivo un peso, facevo fatica a respirare: non capivo perché, poi ho realizzato che era ansia”.

“La radio è uno dei modi per dare un senso e un sollievo a queste giornate di quarantena”.

“Ci sono dei momenti in cui anche solo parlare con qualcuno ti cambia il punto di vista”.

Le voci dei redattori di Psicoradio suonano chiare e limpide come sempre. Anche in questo periodo di quarantena, infatti, non si ferma la radio di Bologna fatta da pazienti psichiatrici, che oggi stanno realizzando pillole di 5 minuti declinando il tema della salute mentale, troppo spesso ignorato dai media mainstream.

“Nelle puntate cerchiamo di raccontare il nostro disagio durante questo periodo difficile” spiega uno dei redattori storici di Psicoradio, Lorenzo Albini, bolognese di 47 anni che vive con la madre e il fratello in un appartamento in centro.

“Stare in casa e non socializzare è un po’ invalidante e da un punto di vista psicologico lo considero una regressione. Prima stavo imparando a lavorare, ad avere delle responsabilità, a stare in mezzo alla gente: questo per me è un passo indietro. Comunque, penso che la quarantena di un redattore di Psicoradio sia molto simile alla quarantena degli altri: abbiamo tutti delle debolezze e delle fragilità, che in questo momento si manifestano in maniera più forte”.

Riunioni di redazione in remoto, registrazione delle puntate con lo smartphone e montaggio da casa: la Psicoradio, la radio di Bologna fatta dai pazienti psichiatrici, non si ferma e produce programmi sul tema della salute mentale. “Fare radio è un’occasione di socializzazione e comunione importante in questa quarantena”

Continua a leggere l’articolo su Redattore Sociale.

Chi ha paura del Coronavirus?

Da più di un mese le nostre vite sono invase da un virus che di simpatico ha solo il nome: il Coronavirus. E, quel che è peggio, la nostra quotidianità è pervasa da una presenza che ha radici antiche, quella della paura

In redazione da molti anni ci interroghiamo su questa emozione che tutti sperimentiamo.  Per questo abbiamo deciso di proporvi un mix di puntate di Psicoradio in cui abbiamo affrontato il tema della paura. Scoprirete così, tra le tante, le paure dei nostri psico-redattori, quelle più diffuse tra le persone intervistate per strada in occasione di festival e convegni, e quelle rivelate in un’intervista da Pierfrancesco Majorino, a Milano assessore alle Politiche Sociali Salute e Diritti, e di cui avevamo presentato il libro “Nel labirinto delle paure”.


E quali sono le paure dell’attore Valerio Mastandrea? Lo abbiamo chiesto anche a lui.

Però, anche se in questo periodo è facile farsi prendere dal fantasma del Coronavirus, ricordiamoci quello che ha scritto Freud:
Lumorismo è il più maturo ed eminente  meccanismo di difesa. L’umorismo non è rassegnato ma ribelle. Rappresenta il trionfo del principio del piacere, che si afferma contro le avversità delle circostanze reali.

Questo spiega i tanti  messaggi ironici che circolano in rete, e anche perché la trasmissione inizia con un pizzico di ironia!

SALVIAMO CITTÀ DEL CAPO

Amiche e amici bolognesi,

purtroppo, al nostro rientro dalle ferie, ci è stato comunicato che, per le vicende che stanno toccando in questo momento Radio Città del Capo, la messa in onda settimanale di Psicoradio e la diretta speciale mensile sono sospese. 

Lo psiconetwork però è ancora attivo!

La nostra redazione, che è indipendente dalla linea editoriale di Radio Città del Capo, continua a lavorare:
ci potete ascoltare ogni settimana nelle città in cui vanno in onda Radio Popolare e Radio Tandem, oltre che sul web, e trovate tutte le nostre trasmissioni in podcast sul nostro sito.

Non trasmettere a Bologna, come immaginerete, è per noi una perdita incalcolabile, oltre che un vero dispiacere. Radio Città del Capo per prima ha creduto nel nostro progetto e per quasi 14 anni le sue frequenze sono state per noi casa.

La situazione è ancora in divenire e non sappiamo come si concluderà.
Vi terremo informati e speriamo di tornare presto con le nostre voci nell’etere bolognese, perché siamo parte di questa città e in questa città vogliamo continuare a parlare di salute mentale.

Qui di seguito un nostro riassunto su quanto successo a Radio Città del Capo.

Radio Città del Capo ha cominciato a trasmettere i programmi di Psicoradio sui temi della #psiche, della #salute della sofferenza psichica nel 2006 e da allora siamo cresciuti insieme. La redazione è stata sempre generosa e collaborativa con noi: sono settecento ormai le puntate andate in onda e che hanno parlato alla città di Bologna di temi di cui altre testate non parlano quasi mai.

La redazione di Radio Città del Capo è preziosa per la città, non solo per i programmi di #cultura e #informazione, ma anche perché nel tempo ha ospitato e fatto crescere moltissimo realtà culturali in tanti campi dalla musica alla letteratura, dalla immigrazione al lavoro. In tempi bui queste sono luci che non devono e non possono spegnersi.

Tutta la nostra #solidarietà va ai #giornalisti che rendono viva la redazione e che in questi anni con la loro passione e dedizione ci sono sempre stati vicini: con loro abbiamo collaborato in moltissime situazioni, ed è anche grazie alla loro disponibilità che da 13 anni lavoriamo per costruire un pezzo di coscienza civile sulla salute mentale.

Maggiori info su quanto sta accadendo qui
Potete anche leggere i comunicati ufficiali qui e qui.

Per impedire che Radio Città del Capo si trasformi in una delle tante frequenze radiofoniche fantasma che nessuno ascolta e nessuno ricorda, potete dare un segno di vicinanza e di sostegno alla redazione aderendo a questa petizione.

TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO FATTO A FEBBRAIO

L’INCRINATURA NEL VETRO
Abbiamo avuto il piacere di vedere sia dietro le quinte (recuperate le nostre puntate sul backstage!) che in platea il nuovo spettacolo di Arte e Salute. La compagnia “Arte e Salute Ragazzi” al fianco dei musicisti di Concordanze, realtà che da anni si impegna a portare la musica negli Opg e nelle Rems, è tornata sul palcoscenico con lo spettacolo “L’Incrinatura nel vetro”. Al fianco dei giovani attori, che hanno interpretato un testo ispirato al “Lenz” di Georg Büchner,  anche i musicisti Massimo Pupillo e Mattia Cipolli.

SESSFEM INCONTRA MASCHILE PLURALE
Abbiamo partecipato all’incontro su sessualità maschile e femminile al Centro delle donne. Sessfem, laboratorio sulla sessualità femminile ha incontrato Maschile Plurale, associazione che promuove da anni incontri tra uomini in cui riflettere sull’identità maschile. Di sessualità maschile e femminile parleremo anche in una delle prossime puntate di Psicoradio.

LA FOLLIA DEL RAGNO
Officina Mentis ha dedicato un nuovo incontro alla ricerca di Ernesto de Martino sul tarantismo. Nel corso della serata è stato proiettato il documentario“La Taranta” , il primo documento filmato sul tarantismo, girato dal regista bolognese Gianfranco Mingozzi, con musiche di Diego Carpitella e commento di Salvatore Quasimodo. La serata era a cura di Angela Peduto, presidente di Officina Mentis, psichiatra e psicanalista.

BERGAMO LIBERA
A sei mesi dalla morte di Elena Casetto, diciannovenne ricoverata nel reparto di psichiatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, legata al letto e trovata carbonizzata a seguito di un incendio, la Conferenza nazionale Salute Mentale, il Forum della Salute Mentale e la campagna “E tu slegalo subito” insieme ad altre associazioni hanno promosso, nel mese di febbraio, l’incontro Bergamo libera da contenzione”. Psicoradio ha sostenuto l’iniziativa in ricordo di Elena e invita chi vuole a fare lo stesso.

Paure e speranze a Casa Rupe

Un’accoglienza diffusa sul territorio, su scelta volontaria dei comuni,  destinata a poche persone per volta (percentualmente al numero di  residentii nel comune), finalizzata all’inserimento attraverso formazione al lavoro, corsi di italiano di educazione civica. Questo è lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di cui ci siamo occupati in una serie di puntate.

Questa volta due migranti ospiti allo SPRAR Casa Rupe raccontano a Psicoradio le loro paure e  i loro sogni .“Ho avuto paura del viaggio. Ho visto tante persone morte, c’è chi è morto in mare, chi per il freddo, chi in treno perché toccava l’elettricità. Ho visto morire i miei compagni di viaggio nella foresta tra la Grecia e la Serbia. Ho avuto paura perché quando fai un viaggio tutto a piedi e senza documenti, il pensiero del suicidio è sempre presente racconta la  voce dolce di un ragazzo marocchino di 21 anni scappato da Casablanca ancora minorenne. “Grazie allo SPRAR Casa Rupe  ho imparato l’italiano, ottenuto la licenza media e imparato a fare il metalmeccanico per aiutare economicamente la mia famiglia che spero un giorno possa raggiungermi”. 

Anche l’ospite russo, un ragazzone arrivato in Italia tredici anni fa per raggiungere la madre, all’inizio ha avuto paura: “quando sono stato a Napoli a lavorare ho visto tante cose brutte; ero solo, avevo paura e mi mancava la mia famiglia ”.
Oggi ha 34 anni e desidera portare in Italia la figlia di cinque anni rimasta in patria “per vivere finalmente  insieme”.

David Lovelock, coordinatore di Casa Rupe ci dice che, nonostante il clima difficile e le tristi realtà con cui si viene in contatto, è “un lavoro che mi dà la possibilità di fare qualcosa rispetto agli eventi di cui sono testimone; siamo in una fase storica in cui forgiamo la nostra mente rispetto ad un atteggiamento di chiusura o di apertura. Le prospettive non sono rosee; però mi piacerebbe poter dire, magari ai miei nipoti, che io stavo dalla parte giusta della barricata”.

 

 LA MUSICA DI PIERO
UNA PALESTRA EMOTIVA PER ESERCITARMI A LASCIARMI ANDARE
Nei “5 minuti d’aria”, Piero, redattore di Psicoradio,  racconta il suo processo di ricerca creativa e interiore che da diversi anni svolge attraverso la musica nota come “ambient”.
Il  linguaggio musicale diventa una palestra mentale ed emotiva, per “esercitarmi a lasciare andare. Nella mia esperienza, alla base di ogni sensazione di tensione, ansia, rabbia, c’è il tentativo fallimentare di fuggire mentalmente dal momento presente, in favore di qualcosa che non c’è più o non c’è ancora. Improvvisare mi costringe a stare qui, lasciando che emerga quel che deve emergere senza giudicarlo.
Piero utilizza chitarra elettrica e voce in modi non convenzionali per creare paesaggi sonori eterei e meditativi, all’insegna della sperimentazione e della libera improvvisazione.

Voci da Casa Rupe

Continua il viaggio di Psicoradio all’interno di Casa Rupe, a Sasso Marconi sull’Appennino bolognese, un esempio del sistema di accoglienza per migranti vulnerabili, conosciuto con l’acronimo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).
Lo SPRAR è attualmente il metodo più interessante e efficace per integrare le persone che vengono da altri paesi. Qui infatti per legge vi entrano pochi migranti che risiedono in appartamenti nei comuni che si offrono volontariamente di accoglierli.
In questa seconda puntata sentiremo le testimonianze di due dei sei ospiti di Casa Rupe, gestita dalla cooperativa sociale Open Group e li conosceremo attraverso le loro passioni e le loro aspettative.

Il primo a parlare con Psicoradio è un ragazzo marocchino di 21 anni, che ha lasciato il suo paese d’origine per poter mantenere la sua famiglia. Appassionato di calcio dice: “Ho preso una coppa come miglior giocatore juniores in Marocco e qui  continuo a giocare in prima squadra. C’è bella gente. Conosco l’Europa grazie al calcio internazionale”.

L’altro ospite che abbiamo intervistato viene dalla Russia, ha 34 anni e da 13 vive in Italia. Alla domanda quali sono le differenze tra mentalità russa e italiana risponde: “gli italiani sono più di buon cuore, noi siamo diversi, in Russia se hai qualcosa in più degli altri le persone diventano invidiose e vogliono farti del male. Invece voi aiutate tutti”.
L’intervista continuerà nella prossima puntata dove si parlerà delle paure e dei sogni di questi ragazzi per il loro futuro.

Le tre puntate sullo SPRAR sono state realizzate da Psicoradio in collaborazione con il progetto del Comune di Bologna e Asp “Bologna Cares! Sprar Metropolitano”.

Le tre puntate sullo SPRAR sono state realizzate da Psicoradio in collaborazione con il progetto del Comune di Bologna e Asp “Bologna Cares! Sprar Metropolitano”.

Casa loro è casa Rupe

Questa è la prima di 3 puntate dedicate all’accoglienza dei migranti negli SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Partiamo con la visita di Psicoradio a Casa Rupe, una struttura Sprar Vulnerabili per rifugiati con sofferenza psichica o problemi di tossicodipendenza, gestita dalla cooperativa sociale Open Group.
David Lovelock
è il coordinatore di Casa Rupe. In cima a una delle prime colline dell’Appennino bolognese, a Sasso Marconi, convivono 6 ragazzi in un appartamento con tre camere, una sala e una cucina in comune, “Sono loro a prendersi cura della casa. – spiega David – Seguono anche un laboratorio dove fanno dei piccoli lavori di assemblaggio e cablaggio per alcune aziende del territorio”.

Nello SPRAR vulnerabili gli ospiti vengono aiutati a superare le dipendenze, imparano l’italiano, qualcuno ha ripreso la scuola,   fa corsi di formazione, e si avvicinano in vari modi al mondo del lavoro.
Vivere in un contesto piccolo come quello di Sasso Marconi favorisce anche l’inserimento nel tessuto sociale locale: “Fanno la fila dal medico e chiacchierano con gli altri pazienti, fanno sport vanno a fare la spesa, instaurano delle relazioni reali con gli altri abitanti e tutti li conoscono. – sottolinea David, – Siamo fortunati perché questo paese e la sua amministrazione si sono dimostrati subito accoglienti e disponibili”.

La nostra Costituzione riconosce il diritto di una persona a una vita dignitosa, non a un italiano, ma a chiunque provenga da una situazione dove non può perseguire la dignità della propria esistenza.”

Le tre puntate sullo SPRAR sono state  realizzate da Psicoradio in collaborazione con il progetto del Comune di Bologna e Asp “Bologna Cares! Sprar Metropolitano”.