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Noi ci siamo

Voi come state?


Noi ci siamo

Riunioni di redazione in remoto, registrazione delle puntate con lo smartphone e montaggio da casa. Perchè “fare radio è un’occasione di socializzazione e comunione importante in questa quarantena”. Anche Redattore Sociale parla del rinnovato impegno di Psicoradio ai tempi del Coronavirus (leggi l’articolo).

In questo momento più che mai sentiamo forte il bisogno di esserci, di tenere alta l’attenzione su argomenti in questo momento trascurati, quelli del mondo interiore, della psiche, di stare vicino alle tante persone che questa strana situazione vivono con aumentata sofferenza.

Su Facebook continuiamo a pubblicare notizie, commenti e suggestioni su quanto sta accadendo a noi e intorno a noi. Le nostre trasmissioni invece sono solo in pausa (ancora per poco!) perché stiamo lavorando per trasferire online tutta l’attività redazionale, quella che facevamo in studio di registrazione.

Non è certo semplice lavorare con una redazione in cui ciascuno sta chiuso a casa propria, e per qualcuno che già non sta bene questa costrizione diventa davvero molto dura.
Ma stiamo vedendo i primi risultati e presto potremo farli sentire anche a voi!

Stiamo sperimentando nuove tecnologie e nuovi spazi online per incontrarci e per continuare a produrre informazione e cultura.

Vogliamo continuare il compito di Psicoradio: informare e sensibilizzare sui temi della salute mentale, lottare contro i pregiudizi, proporre nuovi punti di vista, dare voce a chi non ce l’ha.

Contiamo come sempre sul vostro supporto e la vostra vicinanza, cari Psicoascoltatori.

Restiamo in contatto.

Abbiamo bisogno di voi, dei vostri consigli, pareri, e anche critiche!

Potete seguirci su Facebook dove troverete sempre nuovi aggiornamenti, ascoltare il risultato del nostro lavoro redazionale qui sul sito e scriverci a psicoradio@gmail.com, via messenger o ai contatti della redazione.

Restiamo insieme.

Qui possiamo anche abbracciarci

“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo.
Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero.
Ma su un punto non c’è dubbio.
Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”.

Murakami Haruki – Kafka sulla spiaggia

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