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Autore: Admin

LA VIOLENZA SUGLI ANIMALI È L’ANTICAMERA DELLA VIOLENZA SULL’UOMO



In questa puntata parliamo di un legame sanguinoso, quel collegamento che, secoli or sono aveva già individuato il poeta Ovidio: la linea tanto sottile quanto forte che lega la violenza perpetrata sugli animali a quella perpetrata sugli umani.
Psicoradio propone un’intervista a Francesca Sorcinelli, educatrice e presidente di Link-Italia, associazione che dal 2009 ha il compito di compensare le mancanze (scientifiche, culturali e sociali) del nostro paese, sulla relazione tra il maltrattamento sugli animali e la violenza sulle persone.

Le Polizie internazionali considerano il maltrattamento di animali un potente indicatore di pericolosità sociale. La malavita organizzata obbliga i nuovi adepti a torturare ed uccidere animali a loro cari, come efficace tirocinio per la vita delinquenziale. In Italia solo sei anni fa è stato introdotto il carcere per il reato di maltrattamento di animali; prima il reato era punito con una semplice ammenda.
Sorcinelli racconta un episodio avvenuto all’interno di una scuola, una violenza compiuta da alcuni ragazzini ai danni di gatti e galline, e sottolinea quanto sia difficile educare i bambini al rispetto degli animali in una società che ha istituzionalizzato l’uso e l’abuso di questi ultimi.

 

BULLI E CYBERBULLI

Psicoradio torna su un tema già trattato con molta passione altre volte: il bullismo. La redazione ha intervistato il neuropsichiatra infantile Stefano Costa; nell’Azienda USL di Bologna ha l’incarico di responsabile dell’unità che si occupa dei ragazzi in situazione d’urgenza in psichiatria.
“Il bullismo è un comportamento aggressivo nei confronti di una persona, e ha tre caratteristiche: l’intenzionalità, la persistenza, il disequilibrio tra aggressore e vittima. Questa è la definizione classica. Poi, aggiunge Costa, c’è un altro aspetto importante che è quello del pubblico: quasi sempre gli atti di bullismo hanno degli spettatori.”

Il bullismo provoca traumi che possono portare all’isolamento della vittima: le reazioni tipiche sono di tipo depressivo e di chiusura. Tra le altre cose Costa, a partire dalla sua esperienza, spiega i diversi modi in cui ragazzi e ragazze compiono atti di bullismo.        
In questo quadro il cyberbullismo introduce alcune novità; tra queste è importante il distanziamento tra aggressore e vittima. L’aggressore ha davanti a sé non qualcuno in carne ed ossa, ma una tastiera e un  monitor; quindi anche una persona meno aggressiva, e meno prestante fisicamente, può fare cyberbullismo. Inoltre “la permanenza e la diffusione dei danni sul web sono potenzialmente maggiori” rispetto il bullismo agito dal vivo e non on-line.

 

 

REMS: UNA RIVOLUZIONE DA PORTARE AVANTI

In queste settimane Franco Corleone,  il commissario del Governo per la chiusura degli OPG, gli  ospedali psichiatrici giudiziari, sta presentando la relazione sul passaggio dalle vecchie strutture detentive alle nuove strutture sanitarie, le REMS (residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza) e ne parla ai microfoni di Psicoradio.
Corleone afferma che ci sono aspetti positivi come la chiusura completata di 3 dei 6 OPG e l’apertura  di molte delle  REMS che erano previste. Delle persone all’interno delle REMS, 133 sono state dimesse e ciò indica che le REMS hanno funzionato dal punto di vista riabilitativo.
In questa delicata fase di cambiamento non mancano però le difficoltà. Restano infatti da chiudere ancora alcuni dei vecchi OPG e si sono già formate liste d’attesa per l’ingresso nelle REMS .
Penso che ci sia la necessità di un chiarimento legislativo per capire che cosa devono essere le REMS e a chi devono essere destinate.  Altrimenti  credo che le REMS non basteranno, né  quelle che ci sono né  quelle che apriranno.”
 
Numerosi  sono i temi di cui il commissario parla nell’intervista: dalla contenzione meccanica  ancora praticata in alcune strutture, al caso dell’ ex OPG di Castiglione delle Stiviere, in Lombardia, dove sono ancora ricoverate  persone provenienti da altre regioni, ma raccontando anche dei tanti giovani infermieri che lavorano all’interno di queste nuove strutture.
Psicoradio continuerà a seguire il lavoro di Franco Corleone, perché un cambiamento così grande come la chiusura degli OPG ha bisogno di attenzione e impegno da parte di tutti.
 
Ciao Piero! Psicoradio ricorda e saluta Piero Santi, storica voce e responsabile cultura di Radio Città del Capo, scomparso qualche giorno fa.

Buone notizie! Chiuso anche l’OPG di Aversa

Franco Corleone il commissario del governo che deve vigilare sull’attuazione della legge che poneva come termine della chiusura definitiva degli Opg il 31 marzo 2015, ha dato la notizia ai microfoni di Psicoradio.

 

Il commissario ha preparato una relazione per il governo, dove, oltre a fare il quadro della attuazione della legge, individua anche alcuni nodi critici nella gestione delle REMS, le nuove “residenze” che hanno sostituito gli OPG. Una fra tutte: ci sono oggi un centinaio di persone che aspettano di essere inserite nelle Rems, ma che non trovano posto. Infatti attualmente i posti disponibili non sono sufficienti a coprire il fabbisogno del circuito penale.

 

Le Rems andrebbero utilizzate solo come extrema ratio, afferma Corleone, ma dai dati emerge una differenza notevole da regione a regione tra le decisioni dei giudici. In alcune regioni infatti l’invio alle REMS è molto più frequente che in altre. Franco Corleone ha discusso con Psicoradio molti altre questioni importanti, come quella degli strumenti di riabilitazione, della formazione e della contenzione. Per ascoltare l’intervista completa sintonizzatevi sulle prossime puntate di psioradio!

LA PAZZE GIOIE

In questa puntata, invece,  Psicoradio le mosse dall’ultimo film di Paolo Virzì, “La Pazza Gioia“, (interpretato da Valeria Bruni Tedeschi  e Micaela Ramazzotti). Le protagoniste, nei panni di due persone affette da disturbi psichici, esprimono il loro bisogno di felicità instaurando un’amicizia che le porterà a fuggire insieme dalla clinica nella quale sono ricoverate.
Su sollecitazione di Lorenzo,  che ha visto il film e lo ha raccontato ai redattori di Psicoradio, si è innescata una discussione su due temi che a suo parere emergono prepotentemente dalla visione:  “Sentite mai il bisogno di fuggire dal contesto psichiatrico nel “mondo reale”, il mondo dei “sani”? E l’amicizia, vi aiuta ad affrontare la vita di tutti i giorni?”.

Filippo ha le idee chiare sull’argomento: “Io il film non l’ho visto; però ho capito che non accettare la malattia, in particolare il disturbo bipolare, ti può portare a queste “pazze gioie”. In questi anni, da quando mi sono ammalato, ho avuto tantissime pazze gioie, però seguite da tanti ricoveri subito dopo. Forse è meglio una vita meno piena di pazze gioie, però più consapevole” .

In questa puntata anche un’anticipazione dell’intervista a Franco Corleone, il commissario del governo che deve vigilare sull’attuazione della legge che poneva come termine della chiusura definitiva degli OPG il 31 marzo 2015. Ai microfoni di Psicoradio, infatti, il commissario ha dato la notizia che anche l’OPG di Aversa ha chiuso. Franco Corleone ha discusso a lungo con Psicoradio molte questioni importanti, come quella degli strumenti di riabilitazione, della formazione e della contenzione. L’intervista sarà trasmessa interamente nelle prossime puntate, ma intanto in questa potete ascoltare una breve anticipazione.

NESSUNO RESTI INDIETRO



Dentro al Roncati , ex manicomio di Bologna, e’ nata “Nessuno resti indietro”, un’associazione formata da utenti dei servizi di salute mentale, ma aperta a tutti.
“Nessuno resti indietro” – sottolineano ai nostri microfoni il presidente Mario Mazzocchi e il vice presidente Giovanni Romagnani  – è nata per aiutare chi, a causa della sua malattia psichica, ha perso terreno”.
L’obiettivo è analizzare le pratiche quotidiane nei servizi pubblici di cura; sotto osservazione sono, per esempio,  il tempo che i medici hanno a disposizione per  i colloqui psicoterapeutici,  la loro disponibilità, le metodologie terapeutiche, le possibilità e i percorsi di inserimento lavorativo.

 

 

Psicoradio  ha discusso animatamente sui temi presentati dall’associazione; e in effetti anche alcuni psicoredattori si sono trovati d’accordo  sui problemi riscontrati dall’associazione, per esempio  la mancanza di un adeguato numero di medici a causa dei tagli della sanità: a questo proposito uno dei redattori racconta “io ho una psichiatra bravissima ma so che non può dedicarmi più di mezz’ora perchè ci sono  venti persone in fila dopo di me”.
Per maggiori  informazioni potete accedere al sito di Sogni e Bisogni.  Un altro rischio denunciato dall’associazione è quello della “cronicizzazione addolcita”. Di cosa si tratta? Ascoltate la puntata…!

 

LA FERITA DI IPPOCRATE



“Il 30,5% degli studenti di medicina hanno sofferto di una patologia psichica, il 14% ha avuto pensieri suicidari e in generale la percentuale di studenti che hanno sofferto di depressione è più alta rispetto a chi frequenta altre facoltà”.
Alcuni studenti di medicina dell’Università di Bologna sono stati, per alcuni giorni, ospiti della redazione di Psicoradio, per un tirocinio formativo.
Redattori e studenti hanno lavorato fianco a fianco, discusso delle loro vite, delle loro fragilità, arrivando a comprendere come, spogliati dai ruoli sociali, siamo tutti profondamente simili. Non studenti, non medici, non pazienti, non redattori, non giornalisti ma solo esseri umani.

Proprio questo senso di appartenenza ha spinto i futuri medici a condividere con la redazione un tema molto importante e poco conosciuto. La grande percentuale di laureandi in medicina colpita da patologie psichiche durante gli studi, con conseguente abbandono del percorso universitario.

 

NEMICO CIBO



 

Il 2 giugno 2016 è la prima giornata mondiale dedicata ai disturbi alimentari. In questa puntata conversiamo la dott.ssa Mariangela Pierantozzi, psicanalista, psichiatra, tra le fondatrici di Officina Mentis, associazione psicanalitica di Bologna. Con lei abbiamo analizzato i principali disturbi (l’anoressia nervosa, la bulimia, la pica), i decorsi, e anche qualche ipotesi sul perché nascano i disturbi alimentari.

 

 

 

L’anoressia si manifesta soprattutto nell’età dello sviluppo, riguarda  donne per il 95% e solo il 5% di uomini, ed è una malattia del benessere, diffusa nella società occidentale. La bulimia, che consiste nella continua assunzione di cibo, è di difficile diagnosi perché la persona non cambia di peso, dato che si induce il vomito.
Dal punto di vista psicologico ci sono molte teorie sulla loro origine, una delle quali sostiene che l’anoressia abbia alla base un legame conflittuale con la madre. Nel caso delle pazienti viste dalla dottoressa Pierantozzi, invece,  l’anoressia spesso riguardava  il rifiuto di diventare grande, la negazione delle pulsioni sessuali, che infatti in età adolescenziale si manifestano con grande forza.

Stimolata da un convegno dedicato alla “recovery”, la redazione, per approfondire l’argomento, ha intervistato  la dottoressa Flavia Russillo, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale di S. Lazzaro e membro del comitato scientifico del convegno. Ai microfoni di Psicoradio ha raccontato che la recovery è “un termine inglese che significa mettere al centro del percorso di cura l’utente e renderlo protagonista del proprio percorso di risoluzione qualunque sia il livello che può raggiungere, quindi non guarigione come risoluzione dei sintomi ma come investimento sulle proprie risorse.” La Dott.ssa Russillo ha spiegato inoltre l’importanza del ruolo degli ESP, che potremmo definire come “esperti per esperienza”, all’interno del progetto recovery, sottolineando come queste figure non siano tecnici ma utenti dei servizi di salute mentale, familiari degli stessi o cittadini, persone che dalla propria esperienza di dolore hanno tratto un punto di forza in grado di fornire una diversa prospettiva con cui aiutare altre persone ad affrontare il proprio percorso terapeutico. Gli ESP non sostituiscono il ruolo degli operatori ma li affiancano.

 

 

 

MILA VAGANTE ARRIVA IN SICILIA



L’autonomia è “una battaglia quotidiana: nonostante io sia riuscita fin da bambina a fare cose molto importanti anche con una disabilità, le mie piccole conquiste non vengono mai notate a dovere.” Poter fare un tirocinio, un lavoro, poter avere un reddito, non dipendere troppo dalla propria famiglia e dalle aspettative degli altri, sono alcune delle idee sull’autonomia che sono emerse da un dibattito interno alla redazione, che sentirete in questa puntata.
Ma autonomia è anche un giro d’Italia in solitaria con una bicicletta a pedalata assistita. Lo sta facendo Mila Brollo, un’operatrice sanitaria di Gemona del Friuli, che sta portando a termine il suo viaggio per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi della salute mentale e del diabete, malattia di cui soffre.

 

 

Mila, che si è ribattezzata Mila Vagante, ha inforcato una bicicletta costruitale apposta per l’occasione, e da Gemona, attraversando tutta l’Italia si è diretta a Lampedusa.
In questo momento  si trova in Sicilia, a Palermo.
Nella sua tappa a Bologna, Psicoradio l’ha intervistata. Mila afferma che la sua meta, Lampedusa, simbolizza l’inclusione, l’apertura delle porte, tema che molto sentito in psichiatria. Il servizio continua con il parere della dott.ssa Ivonne Donegani, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, che ha accolto Mila al suo arrivo in Piazza Maggiore.

 

PSICORADIO FA LEZIONE DI LOTTA AL PREGIUDIZIO



Ogni anno Psicoradio ospita in stage un gruppo di giovani liceali, per continuare, anche al di là delle trasmissioni, la sua lotta contro stigma e pregiudizi di cui sono bersaglio coloro che soffrono di un disagio psichico.

 

Così, qualche settimana fa, gli studi di Psicoradio sono stati piacevolmente “invasi” da studentesse dell’Istituto Pedagogico Laura Bassi di Bologna. I redattori  hanno coinvolto le giovani ospiti in uno psico-gioco; su fogliettini anonimi ognuno, redattrici e redattori compresi, doveva rispondere alla domanda: “Quali sono le aspettative su di te che senti più pesanti?”. Dalle risposte anonime è nato un confronto tra liceali e “pazienti-redattori”.

 

 

 

Per alcune ragazze l’aspettativa “ingombrante” è quella di essere sempre efficienti, “belle” e magre; altre invece hanno raccontato la fatica e la paura di deludere le aspettative della famiglia.
All’osservazione di un redattore che si aspettava risposte più tormentate, da parte di ragazze così giovani, una studentessa ha risposto:” Perché forse per noi che siamo piccole e stiamo entrando nel mondo è più facile rialzarsi quando si cade” .

LA RUVIDA LINGUA DELLE FOGLIE DI PAPUSZA



Alisa è una giovane donna rom di nazionalità rumena che vive a Bologna da 10 anni. La sua storia parla anche della storia dell’immigrazione rumena in città. Alisa, arrivata adolescente, ha vissuto in un edificio occupato in condizioni molto difficili. E’ arrivata anche a negare la sua identità per farsi accettare dai non rom. Nella conversazione che Psicoradio ha fatto con lei, Alisa rovescia molti stereotipi come quello degli zingari che rubano i bambini. Ma ad Alisa chiediamo anche di spiegarci perchè ci sono bimbi che chiedono l’elemosina.

 

Un’altra donna rom è la protagonista della seconda parte della puntata: Bronisława Wajs, soprannominata Papusza: bambola. Era una poetessa rom polacca vissuta nel secolo scorso; la sua comunità non accettava che lei scrivesse, i suoi testi molto intensi. Papusza è morta folle e sola, dopo aver bruciato tutte le sue opere: se ne sono salvate solo pochjissime, e ne leggiamo 2  in questa puntata, accompagnata dalla bella musica di Lida Golescu.

 

 

PICCOLE RESISTENZE QUOTIDIANE



Psicoradio ricorda il 25 aprile, riflettendo con i redattori sulle piccole resistenze quotidiane. Non vogliamo banalizzare il sacrificio di chi ha combattuto tanti anni fa, piuttosto considerarlo come un esempio ancora valido.
“La mia resistenza è cercare di fare una vita normale, con mio figlio e la mia compagna, e a non abbandonarmi all’assistenzialismo.”, raccontava qualche tempo fa M., uno dei redattori. “La mia casa ha resistito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oggi c’è ancora una crepa e ogni volta che la guardo penso alla fortuna che ha avuto e a quanto è stata forte“.
“Ogni giorno resisto alla depressione. Non è facile ma, cerco di farcela”.

 

 

Continuando nella carrellata di piccole resistenze quotidiane, la redazione di Psicoradio ragiona anche sul significato della parola liberazione. Cos’è per noi la liberazione? Cosa ci rende liberi?
Per qualcuno è il suono delle campane tibetane, il vento o una lunga nuotata in mare aperto; per qualcun altro è essere liberi dai pregiudizi e dalle aspettative che gli altri hanno su di noi.
“La cosa che mi fa sentire più libero in assoluto è una bella seduta di psicoterapia!”, racconta Lorenzo, un redattore.