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Autore: Admin

REMS LA RIVOLUZIONE COMPIUTA?

Una notizia ha colpito la redazione di Psicoradio. Un giovane, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, aveva cominciato a scontare la sua pena nella REMS (Residenza per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza) di Ceccano, nel Lazio. Per due volte, negli ultimi mesi, si era allontanato dalla struttura e per questo un magistrato aveva deciso che doveva andare in custodia cautelare nel carcere romano di Regina Coeli. Venerdì 24 febbraio, Valerio, questo il nome del ventiduenne, si è impiccato nella sua cella. Valerio era stato giudicato incapace di intendere e di volere e pericoloso per sé e per gli altri e per questo affidato ad una REMS, una tipologia di struttura  molto diversa dal carcere. Intento principale delle REMS è la cura e vi opera personale sanitario abituato a trattare un determinato tipo di patologie.
Per approfondire l’argomento la redazione ha intervistato Elia De Caro, Osservatore Nazionale dell’Associazione Antigone: “La REMS non è una struttura carceraria ma terapeutica”  dice Elia De Caro, il quale sostiene che probabilmente non era necessario rinchiudere il giovane in carcere. Ci si chiede perché  si fosse deciso di tenerlo in una struttura carceraria,  a fronte di una persona con uno stato di sofferenza , uno stato di necessità di cure dal punto di vista psichiatrico.

Pochi giorni fa sono stati chiusi pressoché definitivamente gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Il 19 febbraio 2017 è stata resa pubblica la Seconda relazione semestrale sulle attività svolte da Franco Corleone in veste di Commissario unico per il superamento degli OPG. Con questa relazione Corleone ha concluso il suo mandato. Attualmente, in Italia, la capienza totale delle 30 REMS presenti nelle diverse regioni è di 604 posti e le presenze sono di 569 persone. La rivoluzione fatta fino ad oggi con la chiusura ormai definitiva degli OPG, che Corleone paragona idealmente alla chiusura dei manicomi promossa da Franco Basaglia, lascia però, secondo lui, molti temi in sospeso, che andranno risolti nei prossimi mesi e anni: la strada fatta è molta ma c’è ancora tanto lavoro da fare, dal punto di vista giuridico e culturale nonché all’interno delle stesse REMS. Come lui stesso scrive L’abolizione del manicomio criminale ci rende più forti per aumentare le libertà e i diritti di tutti“.
Come avviene la cura all’interno delle REMS? Nel corso del convegno Pericoloso Chi, organizzato da Psicoradio, l’abbiamo chiesto al Dott. Claudio Bartoletti, psichiatra e Direttore Sanitario della REMS di Bologna. La difficoltà della cura di  pazienti autori di reato è esattamente la stessa di curare pazienti mediamente gravi in ogni contesto”, ha detto ai nostri microfoni il Dott. Bartoletti, secondo il quale il mandato della REMS è fare tutto il possibile per dimettere i pazienti”.

CATTIVA



La puntata della settimana è dedicata all’arte ed in particolare allo spettacolo “Cattiva”, incentrato sulla figura, la vita e la vicenda artistica della scultrice francese Camille Claudel, vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento: una donna così coraggiosa da sfidare le convenzioni della sua epoca ed il dolore di vivere una situazione tragica.
Silvia Cavalieri, Susanna Regazzi ed il musicista Enrico Simoniello, interpreti dello spettacolo, “un po’ a metà strada tra il concerto ed il recital, con figurazioni di danza”,  sono venuti negli studi di Psicoradio per parlare dell’artista, raccontare il loro lavoro e reinterpretare alcuni brani musicali di Edith Piaf, Francoise Hardy e Jacques Brel ed alcuni brani recitativi tratti dai diari di Camille Claudel.
Fin da ragazzina Camille Claudel voleva scolpire, tanto che il padre trasferisce tutta la famiglia a Parigi per farle seguire dei corsi di scultura privati. A quel tempo le donne non erano ammesse al corso di scultura dell’Accademia delle Belle Arti ma la Claudel riesce ad entrare nello studio del celebre scultore Auguste Rodin come allieva e sbozzatrice ed intreccia al contempo con lui una relazione sentimentale molto complicata. Diventa col passare del tempo talmente brava che Rodin la promuove ma a poco a poco si separa da lui. Da qui comincia la sua parabola discendente: il fratello Paul, convertitosi al cattolicesimo non vedeva di buon occhio la vita di Camille, ai suoi occhi troppo libera e peccaminosa, tanto che nel 1913, d’accordo con la madre, fa rinchiudere Camille, sempre più sola, povera e provata psicologicamente, in manicomio. Da lì non uscirà più, se non dopo la sua morte nel 1943.

Secondo Susanna Regazzi, che interpreta Camille da giovane “Ognuno deve essere libero di esprimersi. Mi ha fatta arrabbiare tutta questa storia ma penso che mi servirà ad essere più libera e a liberare altre persone.” “Credo che sia stata rifiutata perché ad un certo punto non era più presentabile, per aver sempre rifiutato i ruoli canonici della donna madre e sposa, che a quell’epoca erano ancora molto costringenti” racconta Silvia Cavalieri.

 

CONVEGNO PERICOLOSO CHI?

 

Chi è “pericoloso” davvero, e quali sono invece le paure che nascono da pregiudizi così radicati che è difficile accorgersene? Quelle paure che possono far male a chi si sente oggetto di un timore indifferenziato, a chi viene guardato con sospetto, emarginato?
Uno dei temi che Psicoradio ha affrontato fino dalle prime trasmissioni è stato quello dell’idea, molto diffusa, che associa le persone con una diagnosi di disturbo psichico e la pericolosità.
ll 17 febbraio 2017 a questo tema Psicoradio ha dedicato il convegno “Pericoloso chi?” organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna.

La Locandina con il programma di Pericoloso chi?

La copertura stampa del Convegno

Guardateci al minuto ’13 del TG Emilia Romagna!

Leggete quello che i quotidiani hanno detto di noi!

“Psicoradio di Bologna spegne 10 candeline”, Il sole 24, 13 febbraio 2017

“Auguri a Psicoradio l’emittente di tutti”, Il Resto del Carlino, 14 febbraio 2017

“Contro i cliché 10 anni di Psicoradio”, La Repubblica, 14 febbraio 2017

“La mente on air con la psicoradio” pag 1, Corriere di Bologna, 21 febbraio 2017; “La mente On air con Psicoradio” pag 2, Corriere di Bologna, 21 febbraio 2017

Nella prossima pagina, alcune immagini dal convegno, il programma, i contenuti e molto altro.

Per chi non ha potuto partecipare…ecco cosa è successo!

La giornata si è articolata in cinque parti:

1)   ORGOGLIO CONTRO IL PREGIUDIZIO: PSICORADIO

2)   CHI È PERICOLOSO? La definizione di “pericolosità”, e i dati

3)   L’IMMAGINARIO. Cosa assorbiamo dai media, senza accorgecene?

4)   LA PERICOLOSITA’ DEL PREGIUDIZIO

5)   LA CURA. Come si curano le persone che hanno commesso violenza?

Si è discusso della convinzione diffusa secondo la quale chi è in cura presso i servizi di salute mentale è pericoloso e fa paura.

Il convegno ha ospitato saperi diversi – dalla psichiatria alla magistratura, dalla psicoanalisi al genere, alla comunicazione, alla letteratura. Hanno partecipato infatti al convegno psichiatri e psicoanalisti, magistrati, esperti in comunicazione e delle strutture che ospitano donne che hanno subito violenza, insieme a familiari ed “esperti per esperienza”, ovvero persone in cura ai servizi di salute mentale. Il convegno si è chiuso con un incontro con Salvatore Striano, scrittore e attore (Gomorra, Cesare deve morire), nato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, che dopo molti anni di carcere ha cambiato la sua vita, e da una carriera di delinquente è passato a quella di artista.
Tutti gli ospiti hanno dialogato con redattori e redattrici di Psicoradio.

Alcune immagini del convegno Cliccate per vedere le dimensioni reali!

 

 

PSICORADIO DIECI E S’ODE

Alessandro Bergonzoni insieme ad altri amici storici della redazione augurano a Psicoradio cento di questi anni. Tra gli altri Angela Baraldi, cantante e attrice bolognese ringrazia per il servizio offerto alla cittadinanza e soprattutto “ai cuori un po’ persi che possono in questa splendida radio parlare di cose di cui di solito non si parla mai.
 
Anche i redattori di Psicoradio raccontano qual è per loro il valore più profondo dell’attività svolta in questi anni: “Psicoradio per me è il giardino delle piante spezzate, il giardino in cui si entra avvolti nel buio e si esce vivi di luce. Sono rinata, sono rifiorita grazie a Psicoradio”, ha spiegato Morena utilizzando un’efficace metafora poetica. Lorenzo invece ha voluto sottolineare come Psicoradio lo abbia “aiutato molto ad uscire un po’ dal guscio e ad entrare nel mondo e nella vita, a dialogare con altre persone.
 
Morena e Lorenzo hanno trovato anche il tempo di un blitz alla facoltà di Scienze della Comunicazione per porre alcune domande relative a pericolosità e salute mentale a Milena Gabanelli, celeberrima giornalista di Report. Nel frattempo Luca, altro redattore di Psicoradio, ha posto per strada qualche quesito a diversi passanti su argomenti analoghi. Nello specifico: “Se un vostro vicino di casa soffre di disagio psichico come ti comporti? Hai paura di lei o di lui?” e poi “Possono essere curate le persone che commettono violenza secondo te?”.
 
Psicoradio ha festeggiato anche organizzando a Bologna un incontro con le radio del network Larghe Vedute: sedici radio italiane diverse tra loro per formato ma accomunate dalla lotta allo stereotipo sulla salute mentale.  L’incontro è servito a definire quale sarà il futuro del network e per immaginare delle campagne comuni come ad esempio, prendendo spunto dal convegno Pericoloso chi?, una campagna di sensibilizzazione contro l’idea che chi è in cura presso i dipartimenti di salute mentale possa essere più pericoloso di chi invece non lo è.

FARE MALE COME ATTO D’AMORE

Direi che lo schizofrenico ha meno possibilità di compiere gesti violenti, rispetto a chi non lo è, perché spesso ha un vissuto di paura, di solitudine e di timidezza.
Lo sostiene ai microfoni di Psicoradio Ivonne Donegani, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale D.P. di Bologna.  Anticipiamo così la riflessione sulla relazione tra pericolosità e disagio psichico che verrà affrontato dal convegno “Pericoloso chi?” del 17 febbraio.
Faccio fatica a parlare di pericolosità del paziente psichiatrico
– continua la dottoressa Donegani – E’ più probabile che ci possano essere atti violenti da parte di persone che stanno male e non sono in cura e quindi non riconoscono il loro problema, che  andrebbe invece curato psicologicamente, farmacologicamente e con un intervento di inclusione sociale.

Alla domanda se in ambito psichiatrico si può parlare di “raptus” la psichiatra risponde che non crede esista il raptus “ovvero una cosa che  succede improvvisamente. C’è sempre qualche cosa di antecedente che può in qualche modo spiegare un certo evento. Spesso per la persona  schizofrenica  compiere un atto aggressivo equivale a compiere un atto d’amore. Ricordo un paziente che ha fatto del male a sua madre e voleva farne a se stesso: attraverso questo atto voleva porre fine ad una vita di sofferenza per entrambi.”

PERICOLOSO A CHI?

Uno dei temi che Psicoradio ha affrontato fino dalle prime trasmissioni è stato quello dell’idea, molto diffusa, che  associa le persone con una diagnosi di disturbo psichico e la pericolosità.
Chi è “pericoloso” davvero, e quali sono invece le paure che nascono da pregiudizi così radicati che è difficile accorgersene?
Quelle paure che possono far male a chi si sente oggetto di un timore indifferenziato, a chi viene guardato con sospetto, emarginato?
Il convegno “Pericoloso a chi?” riflette su un tema molto attuale: la pericolosità sociale.
Il convegno costituisce una giornata di formazione per l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e per il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna.

La giornata si articola in cinque parti:

1)   ORGOGLIO CONTRO IL PREGIUDIZIO: PSICORADIO

2)   CHI È PERICOLOSO? La definizione di “pericolosità”, e i dati

3)   L’IMMAGINARIO. Cosa assorbiamo dai media, senza accorgercene?

4)   LA PERICOLOSITA’ DEL PREGIUDIZIO

5)   LA CURA. Come si curano le persone che hanno commesso violenza?

Il convegno ospita saperi diversi – dalla psichiatria alla magistratura, dalla psicoanalisi al genere, alla comunicazione, alla letteratura. La giornata si chiuderà infatti con la partecipazione di Salvatore Striano, scrittore e attore speciale che da giovanissimo ha conosciuto violenza e carcere, ne è uscito per mezzo dell’arte, e oggi gira le scuole per dire ai giovani che la cultura può curare dalla violenza.

La puntata prosegue con uno dei relatori del convegno: Francesco Maisto, presidente emerito del tribunale di sorveglianza di Bologna, che parla di pericolosità ricordando un episodio della sua carriera, e con Salvatore Striano, che ha fatto una carriera molto diversa, infatti, è passando da quella di delinquente ad una carriera di artista, grazie alla scoperta della letteratura.
Nato nel 1972, Striano è cresciuto nel cuore di Napoli, nei “quartieri spagnoli”, una delle zone più controllate dalla criminalità. La presentazione di un suo libro scriveva che a sette anni vendeva sigarette nei vicoli, a nove rubava rossetti e mascara nei centri commerciali per rivenderli alle prostitute, a quattordici spacciava cocaina e diventava una della figure più carismatiche della gang  “Teste Matte” una storia che ha raccontato nel suo primo, omonimo romanzo.
Quando finisce in carcere con una condanna a dieci anni, un incontro straordinario gli cambierà la vita: incontra la letteratura, il teatro e Shakespeare, che gli fanno cambiare completamente sguardo sul mondo. Recita in alcuni spettacoli in carcere, poi in film importanti come Cesare deve morire dei fratelli Taviani e Gomorra di Matteo Garrone. Oggi è attore e scrittore e va nelle carceri e nelle scuole per raccontare di come la cultura possa salvare vite destinate al vicolo cieco della violenza. Il suo ultimo libro è La tempesta di Sasà (edizioni Chiarelettere).

UOMINI CHE PICCHIANO LE DONNE

Gli uomini maltrattanti non hanno una patologia psichiatrica, ma un problema di gestione del rapporto con la partner in situazione di conflitto, spiega ai microfoni di Psicoradio Gabriele Pinto, psicologo e psicoterapeuta. 
Il dott. Pinto è tra i fondatori dell’associazione “Senza Violenza”, che si occupa di uomini maltrattanti cioè di quegli uomini che commettono violenza fisica e psicologica nei confronti delle donne, soprattutto nelle relazioni amorose.

A Bologna, nel corso di questo anno, aprirà un centro per il trattamento degli uomini violenti e tra gli psicologici che lavoreranno nella struttura ci sarà anche Pinto. 

COME UNA TENDA IN BALIA DEL VENTO

Un viaggio nel mondo dei senzatetto di Bologna in compagnia di Francesca Spinato, operatrice del Servizio Mobile di Sostegno gestito da Piazza Grande; di Roberto Morgantini, ex sindacalista CGIL, da sempre impegnato nel sociale e fondatore delle Cucine Popolari di Bologna; e di Carlos, che la strada la vive ogni giorno da clochard.
Ti devi immaginare come una tenda canadese con tanti picchetti e ogni picchetto potrebbe essere uno il lavoro, uno la famiglia, uno gli amici. Più questi picchetti saltano più la tenda, che possiamo immaginare metaforicamente come la nostra vita, vola via e una persona non ha dei punti d’appoggio“: Francesca Spinato, ai microfoni di Psicoradio, racconta con una metafora come tutti noi, nessuno escluso, da un momento all’altro potremmo ritrovarci come tende in balia del vento.
L’ospite prosegue l’intervista con alcuni dati: attualmente, col “piano freddo“, a Bologna ci sono 25 persone che non accedono a servizi quali mense e dormitori, e che quindi vivono in strada.E continua spiegando in cosa consiste nella pratica quotidiana il lavoro del Servizio Mobile di Sostegno, menzionando anche una vicenda che l’ha toccata particolarmente e le ha insegnato tanto.

La puntata di Psicoradio prosegue con Roberto Morgantini che ci dice il suo punto di vista sui motivi per cui alcune persone senza fissa dimora preferiscono soffrire un freddo polare e dormire in strada piuttosto che recarsi nei dormitori.
E alla fine parla Carlos, che i dormitori e la strada li vive tutti i giorni da clochard. Attraverso la sua voce la vita di strada si fa carne e rabbia, dolore e violenza, esige rispetto e ammutolisce.

CUCINE POPOLARI

Se le persone si mettono insieme, molte cose sono possibili. Se vogliamo pensare che un altro mondo è possibile dobbiamo cominciare da noi”.
 
La redazione di Psicoradio in questa puntata racconta una realtà bolognese nata “dal basso”, dalla volontà di un gruppo di cittadini che hanno deciso di impegnarsi in prima persona per dare un aiuto alle tante persone che oggi si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà, di disagio e di emarginazione sociale.
 
E’ l’esperienza delle Cucine Popolari, nate circa un anno fa da un’idea di Roberto Morgantini, ex sindacalista della CGIL, che per le sue recenti nozze ai suoi invitati non ha chiesto regali, ma un contributo per questa particolare iniziativa.
 
L’idea non è solo quella di una classica mensa dei poveri, ma un angolo di casa comune. Le cucine sono aperte a tutti. Sono un luogo di incontro, un ambiente in cui al cibo si aggiunge la solidarietà e la possibilità di comunicare e incontrarsi per allontanare la solitudine e l’emarginazione”, spiega ai microfoni della redazione.
 
L’iniziativa è portata avanti da Morgantini insieme all’associazione CiviBo e a un gruppo di oltre 30 volontari, che hanno distribuito in un anno oltre 23.000 pasti e ne hanno consegnati a casa all’incirca 8.000 per cena. Le cucine, ospitate in una delle tante Case del Popolo che ci sono a Bologna, hanno avuto anche camerieri e ospiti di eccezione, come il cantante Gianni Morandi, lo scrittore Stefano Benni e il sindaco della città Virginio Merola.
 
Alcuni degli utenti vengono inviati dai servizi sociali dei quartieri o dalla parrocchia della zona. Questo progetto sta continuando a crescere e l’idea è di creare una cucina popolare in tutti quartieri“.

BULLI E CYBERBULLI

Con la riapertura delle scuole Psicoradio si occupa nuovamente di un tema molto importante ed attualissimo, quello del bullismo e del cyberbullismo. La redazione ha intervistato il neuropsichiatra infantile Stefano Costa che nell’Azienda USL di Bologna ha l’incarico di Responsabile dell’Unità Operativa che si occupa dei ragazzi in situazione d’urgenza in psichiatria.

Il bullismo è un comportamento aggressivo nei confronti di una persona… e ha tre caratteristiche: l’intenzionalità, la persistenza, il disequilibrio tra aggressore e vittima. Questa è la definizione classica. Poi,” aggiunge il Dott.Costa ”c’è un altro aspetto importante che è quello del pubblico: quasi sempre gli atti di bullismo hanno degli spettatori.

Il cyberbullismo introduce alcune novità: il distanziamento tra aggressore e vittima: davanti a sé l’aggressore ha una tastiera e un monitor quindi anche una persona meno prestante fisicamente e meno aggressiva può fare cyberbullismo. Dobbiamo considerare inoltre che “la permanenza e la diffusione dei danni sul web sono potenzialmente maggiori [rispetto al bullismo classico].”

Il bullismo provoca dei traumi che possono portare all’isolamento della vittima: le reazioni tipiche sono depressive e di chiusura. Tra le altre cose il dott. Costa ha illustrato, sulla base della sua esperienza, le diverse modalità che ragazzi e ragazze adottano nel  compiere atti di prevaricazione. “Spesso la vittima [di atti bullismo] è una persona non per forza debole ma sicuramente ha delle caratteristiche un po’diverse dal gruppo, che il gruppo sente già come non appartenente a sé.

In occasione dei dieci anni di Psicoradio abbiamo deciso di intervistare i direttori delle radio che ci mandano in onda. Questa volta tocca a Radio Flash Torino e al suo direttore Gianluca Gobbi. Alla domanda relativa a quale argomento sarebbe il caso che Psicoradio trattasse in futuro Gianluca Gobbi cita il Servizio IESA che riguarda l’inserimento di utenti della salute mentale all’interno di alcune famiglie.

SUPERSTIZIONI, NON È VERO MA CI CREDO!



Per Morena la notte di S. Silvestro è importante baciare il partner sotto il vischio per avere la certezza della continuità del rapporto: “perché il vischio invischia, incolla,” specifica ai microfoni di Psicoradio. Alarico ricorda i cenoni di Capodanno passati dalla nonna: “Mia nonna ci teneva tantissimo mangiassimo lenticchie o chicchi d’uva o qualsiasi cosa avesse a che fare con gli “schei”, che per noi veneti sono i soldi. E’ come se i miei gesti scaramantici colmassero un vuoto totalmente privo di riti religiosi canonici. Ad esempio, da quando un amico mi ha detto che il cappello sul letto porta male ci sto attento”. Il riferimento al cappello sul letto come portatore di cattivi presagi ricorda a Vincenzo un film, Drugstore Cowboy di Gus Van Sant, di cui racconta una particolare scena, legata proprio a questa credenza.

Annarosa svela la paura che aveva da bambina, legata alle “donne vestite di nero” nel suo paese d’origine: “Erano le donne che portavano il lutto per i loro mariti morti ma la mia mente di bimba le associava alle streghe e al malocchio “. Angela parla della sua Sicilia, dei pranzi di Capodanno trascorsi dai nonni, e ricorda di quanto per suo nonno fosse importante mangiare tredici pietanze, una per ogni mese dell’anno successivo e una in più per buon augurio.
“Mi dispiace portare una ventata di razionalismo – interviene Cristina – ma voglio raccontare la teoria di un grande antropologo, Ernesto De Martino. Ha scritto vari saggi, tra cui “Sud e magia”, in cui sostiene che il rito magico offre la possibilità alle persone che per vari motivi non possono determinare la propria esistenza e sentono la loro vita in balia del caso, di pensare di poter invece intervenire. De Martino parla espressamente del fatto che la magia – e la superstizione fa parte in qualche modo della magia – protegge perché conferisce la sensazione di vivere una vita in cui per ogni cosa c’è un rimedio. E se c’è un rimedio c’è la possibilità di intervenire.”

 

PSICOBABBO NATALE



Come ogni anno Psicoradio festeggia con una puntata speciale per portare vento di festa nelle vostre case. Dalle vostre radio Psico-Babbo Natale vi porta musica, poesie e la risata gaia di una bambina. Luca regala dei versi da lui composti che iniziano così: “E così sia, è giunto il Natale…”. A Margherita non piace molto il Natale, ma per voi ha un dono speciale: una celebre armonia, colonna sonora dello spot della Coca Cola, che a lei ricorda natali felici. Le strenne sono inframezzate dal gioco delle libere associazioni, che abbiamo fatto con alcuni ospiti giapponesi venuti in redazione a trovarci qualche tempo fa.

Alarico, tutor di Psicoradio, dj e conduttore radiofonico, dona un pezzo che s’intitola “ It’s The Life” dei Grant Lee Buffalo. La canzone inizia in modo molto significativo dicendo: “E’ la vita che abbiamo creato”. Non poteva mancare la classica letterina a Babbo Natale, naturalmente “psicoradiosa”. E la nostra direttrice Cristina regala una poesia di un autore inglese del Seicento, John Donne. La poesia “ Congedo a vietarle il lamento” racconta di un amore così forte e raffinato che non soffre nemmeno l’assenza dell’amato.Angela offre invece una speranza per il futuro: una pillola di “Gaia Terapia”. Cos’è? Scopritelo ascoltando Psicoradio!