Autore: Admin
ALLA RICERCA DI RE SALOMONE
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NEMICO CIBO
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In questa puntata conversiamo con la dott.ssa Mariangela Pierantozzi, psicanalista, psichiatra, tra le fondatrici di Officina Mentis, associazione psicanalitica di Bologna. Con lei abbiamo analizzato i principali disturbi (l’anoressia nervosa, la bulimia, la pica), i decorsi, e anche qualche ipotesi sul perché nascano i disturbi alimentari. L’anoressia ad esempio si manifesta soprattutto nell’età dello sviluppo, riguarda donne per il 95% e solo il 5% di uomini, ed è una malattia del benessere, diffusa nella società occidentale.
La bulimia, che consiste nella continua assunzione di cibo, è di difficile diagnosi perché la persona non cambia di peso, dato che si induce il vomito. Dal punto di vista psicologico ci sono molte teorie sulla loro origine, una delle quali sostiene che l’anoressia abbia alla base un legame conflittuale con la madre. Nel caso delle pazienti viste dalla dottoressa Pierantozzi, invece, l’anoressia spesso riguardava il rifiuto di diventare grande, la negazione delle pulsioni sessuali, che infatti in età adolescenziale si manifestano con grande forza. Seguono le testimonianze di alcune persone che hanno vissuto sulla propria pelle i disturbi alimentari e quella di una mamma che racconta della figlia anoressica.
IL VIVIFICO VELENO DEL PUNK
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LA RUVIDA LINGUA DELLE FOGLIE DI PAPUSZA
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Alisa è una giovane mediatrice culturale rom di nazionalità romena che vive a Bologna da una decina d’anni. La sua storia parla anche della storia dell’immigrazione romena in città. Alisa, arrivata adolescente, ha vissuto in un edificio occupato in condizioni molto difficili. E’ arrivata anche a negare la sua identità per farsi accettare da tutti.
Nella conversazione che Psicoradio ha fatto con lei, Alisa parla della sua integrazione, scardina pregiudizi e rovescia molti stereotipi come ad esempio quello classico secondo cui gli zingari rubano i bambini.
Ad Alisa chiediamo anche di spiegarci perché ci sono bimbi che chiedono l’elemosina.
Un’altra donna rom è la protagonista della seconda parte della puntata: Bronisława Wajs, soprannominata Papusza, che in lingua romanes significa bambola. Era una poetessa rom polacca vissuta nel secolo scorso; la sua comunità non accettava che lei scrivesse i suoi testi molto intensi. Nelle sue poesie racconta la forza e la bellezza della natura che la circondava. Papusza è morta folle e sola, dopo aver bruciato tutte le sue opere: solo pochissime si sono salvate e due di queste sono inserite nella puntata della settimana, accompagnate dall’evocativa musica tzigana di Lida Goulesco e dalle musiche nuziali dei rom del Kosovo.
PADIGLIONE 25
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Questa settimana Psicoradio festeggia la cinquecentesima puntata. La trasmissione ruota intorno a “Padiglione 25”, un film documentario che narra la vicenda dell’occupazione e dell’autogestione del Padiglione 25 dell’istituto manicomiale Santa Maria della Pietà di Roma da parte di quattordici infermieri ed una trentina di ricoverati, avvenuta nel 1975. La redazione ha intervistato Massimiliano Carboni, il regista del docu-film, Vincenzo Boatta, uno degli infermieri protagonisti dell’occupazione, e lo psichiatra Tommaso Lo Savio, direttore del Centro Studi Franco Basaglia, di cui è stato anche allievo.
Gli infermieri, sulla scia delle nuove idee di Franco Basaglia, avevano compreso che era necessario adottare metodi di cura diversi. Grandi novità furono ad esempio rappresentate dall’introduzione di stoviglie ed oggetti di uso comune e i pazienti furono impiegati in attività lavorative. Vincenzo Boatta parla inoltre di un “diario giornaliero” che sta al centro della vicenda: prima, nel reparto tradizionale, si annotavano soltanto le consegne mentre sul nuovo diario giornaliero del reparto 25 si scrivevano “tutte le cose che accadevano durante il giorno in termini di conoscenza come ad esempio ‘Mario è stato così perché oggi la moglie non è venuta a trovarlo’, tutta una storia diversa che ogni paziente aveva da raccontare.” L’esperienza dell’autogestione, un paio d’anni più tardi, si concluderà con l’omicidio di un paziente da parte di un altro paziente ricoverato nella struttura. La famiglia del paziente morto non farà causa, comprendendo probabilmente che quanto era successo era pur sempre accaduto nel quadro di un processo rivoluzionario che intendeva cambiare lo stato di cose preesistente.
Ivonne Donegani ha lasciato da poco la guida del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna. In un’intervista racconta a Psicoradio gli alti e i bassi, il piacere e le fatiche della sua esperienza come direttrice del Dipartimento.
VOCI NUOVE AI MICROFONI DI PSICORADIO
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NON C’È CARCERE BUONO
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Intervista a Don Ettore Cannavera, ex cappellano del carcere minorile, e fondatore de La Collina, una comunità che ospita ragazzi in alternativa al carcere.
Psicoradio vi racconta una storia, una storia vera.
E’ la storia di don Ettore Cannavera, ventitré anni trascorsi come cappellano all’interno del carcere minorile di Quartuccio, in provincia di Cagliari, da cui si e’ dimesso nel 2015 per sottolineare l’inadeguatezza del sistema penitenziario minorile italiano impostato solo sulla custodia dei ragazzi e non su una visione realmente pedagogica e rieducativa.
Don Ettore contemporaneamente al suo impegno all’interno del carcere fonda, nel 1994, in provincia di Cagliari “La Collina”, un luogo dove i giovani rei possono scontare la pena alternativa.
“La recidiva del carcere è del 70/%, che scende al 4% tra gli ospiti della Comunità” – spiega il sacerdote- “La differenza è che mentre i luoghi di detenzione sono repressivi, “La Collina” ha come fine la riabilitazione e il reinserimento sociale. Qui i ragazzi possono esprimere se stessi nelle relazioni con gli operatori e il contatto con l’esterno”.
NEWS! Psicoradio media partner della Biennale
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BOLOGNA – 16/17 GIUGNO
PSICORADIO è MEDIA PARTNER insieme a RCDC, il network delle radio della salute mentale LARGHE VEDUTE e la web RADIO ALTA FREQUENZA, che si occupa di immigrazione della BIENNALE NAZIONALE DI PROSSIMITA’.
Secondo la redazione di Psicoradio, la biennale rappresenta una serie di progetti per non essere da soli ad affrontare il mondo nelle piccole e grandi imprese quotidiane.
VI RACCONTIAMO ALCUNE DELLA ATTIVITA’ IN CUI SAREMO IMPEGNATI:
· Mercoledì 14 e Giovedi 15 giugno – Diretta radiofonica da Radio Città Del Capo; 17.30 – 18
· Venerdì 16 diretta radiofonica dall’Urban Center, Sala Borsa 17.30- 18 (trasmesse daRCDC)
· Sabato 18 – diretta di 2 ore dall’Urban Center, Sala Borsa 15.30- 18.30 (trasmesse daRCDC)
· ore 15/16 – trasmissione in diretta in dispositivo assembleare dentro l’Urban Center, che andrà in onda sulle frequenze della web radio di Collegamenti
· Venerdi e sabato, Psicoradio, con Larghe Vedute e Alta Frequenza saranno presenti tutto il giorno con una loro postazione all’Urban Center, Sala Borsa, per partecipare ai gruppi di lavoro su CULTURA e SALUTE, fare interviste e dirette radiofoniche.
Venite a trovarci o ascoltateci numerosi!
ASCOLTARE PER CAMBIARE
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Giulia Bosi è una ex studentessa che si è laureata da poco con una tesi su Psicoradio, alla facoltà di Umanistica dell’Università di Milano.
Al centro della tesi, che ha come relatore il professore e giornalista Danilo De Biasio, c’è il racconto di Psicoradio e il tentativo di capire se l’ascolto dei suoi programmi possa influenzare idee e preconcetti sulla salute mentale.
Per scoprirlo Giulia ha utilizzato il metodo del focus group, tipico della ricerca sociologica qualitativa. I risultati sono stati sorprendenti: per chi non conosce quasi nulla del mondo della salute mentale l’ascolto di anche solo una puntata influisce positivamente sulle emozioni e sensazioni che, anche inconsciamente, si provano nei confronti di chi soffre di un disagio psichico.
“Quando sono arrivata nella vostra redazione, racconta Giulia ai nostri microfoni, non sapevo cosa aspettarmi. Poi sono successe tante cose: per esempio, per due giorni ho parlato con una redattrice pensando che fosse una tutor. Questo secondo me è un po’ l’essenza e l’anima di Psicoradio: il progetto è un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune; ovviamente ognuno ha le sue peculiarità, il suo carattere, la sua personalità, ed anche i suoi disturbi, ma non esistono differenze di trattamento tra chi è un paziente e chi non lo è. Io mi sono sentita accolta da questa atmosfera che mi ha veramente coinvolta ed entusiasmata ”.
LO PSICODIZIONARIO
“BULIMIA”
Ecco di nuovo lo Psicodizionario, che spiega le parole della salute mentale viste con precisione ma anche dal nostro punto di vista. E anche con le poesie di redattrici e redattori. E’ la prima di due puntate, e questa settimana parliamo di “bulimia”, delle caratteristiche principali e di come riconoscerla. La bulimia condiziona largamente il modo di vivere delle persone affette da questa patologia, perchè altera la percezione di se stessi, del proprio corpo, interferendo con la vita di relazione e peggiorando la qualità della vita. Un sentimento spesso presente in chi soffre di bulimia la vergogna, la colpa.
Bulicamente tossica
di Morena Manzani
Che ne sapete dei miei profondi vuoti
Dei miei inferni, le mie desolazioni
Di una famiglia di scarafaggi e topi
Di miseria e violente punizioni.
(…)
Ed il cibo diviene l’unico amore
con cui voi nutrivate questo corpo
Mi assopisce un attimo il dolore
e per un attimo sparisce ogni ricordo
Non ho tregua, ne pace. E’ una tortura
Da sempre mi amo e mi tradisco
Mangio e vomito, mistica lordura
e ogni volta rinasco e mi abortisco.
I CAFFÈ DEL LUTTO
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Un’esperienza che purtroppo tocca tutti noi è la perdita di persone care. Ma come affrontare questa dolorosa parte della nostra vita? A tal proposito in Alto Adige sono nate delle iniziative per aiutare chi ha perso una persona cara. Questi strumenti si chiamano “Caffè del Lutto”, ne abbiamo parlato con Renato De Carli, coordinatore dei volontari del servizio hospice della Caritas di Bolzano.
Questi incontri avvengono in bar o caffè che abbiano a disposizione dei luoghi appartati in cui sia possibile ritrovarsi con chi condivide il momento del lutto, e sono segnalati sulla stampa locale. A mediare le sedute sono dei coordinatori opportunamente formati che facilitano lo scambio tra i partecipanti.
Ma quanto può costare non riuscire a elaborare il proprio lutto? A questo proposito Psicoradio ha voluto ricordare un film horror del 2014 diretto da Jennifer Kent, “The Babadook”. Nella pellicola si racconta di una madre che non riesce a superare la morte del marito avvenuta durante un incidente stradale mentre la accompagnava a partorire. Dal lutto non elaborato si paleserà un demone, il Babadook, che madre e figlio dovranno fronteggiare per sopravvivere. I redattori Morena e Vanes ne discutono insieme.
IN EQUILIBRIO SOPRA LA FOLLIA
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In occasione del concerto d’anteprima del Flowers Festival che Diamanda Galas terrà il 9 giugno a Collegno, in provincia di Torino, riascoltiamo un’intervista che quest’artista eclettica, scioccante e dalla luminosa oscurità, ha rilasciato anni fa ai nostri microfoni. La sua voce, riconoscibile ed unica, racconta la sofferenza degli emarginati e la lotta costante per superare la malattia mentale. Diamanda spiega a Psicoradio come l’arte possa diventare un mezzo per liberare la diversità, uno strumento di guarigione.
Il Flowers Festival si svolgerà dall’11 al 22 luglio 2017 a Collegno, presso il Cortile Lavanderia a Vapore, nel Parco della Certosa, dentro quello che un tempo era uno dei manicomi più grandi d’Italia. Giunto alla terza edizione, il festival presenta, oltre ad una rassegna di concerti, anche una sezione denominata “In equilibrio sopra la follia”. A questo proposito abbiamo intervistato il direttore artistico Fabrizio Gargarone che ha sottolineato come questa sezione sia “parte di un percorso che ci porterà nel 2018 a celebrare il quarantennale della Legge Basaglia, ultimo esempio di lotta di liberazione in questo Paese”.
Per continuare a riflettere su questi temi, due consigli di lettura: Sbatti il matto in prima pagina, del giornalista Pier Maria Furlan, saggio che testimonia il ruolo di primo piano dei giornali italiani nel sensibilizzare l’opinione pubblica sugli orrori nascosti dentro le mura degli ospedali psichiatrici e sulla necessità di una regolamentazione che tenesse conto della dignità umana e Il manicomio dei bambini di Alberto Gaino: otto storie di minorenni “lasciati a marcire” dietro i muri di un manicomio.