Skip to main content

Autore: Psicoradio

Per ritrarre il grido che ho sognato

La redazione di Psicoradio, il 18 ottobre 2024, è stata a Palazzo Tassoni a Ferrara, per intervenire al convegno “Per ritrarre il grido che ho sognato. Teatro, Comunicazione, Design, Salute Mentale” nell’ambito del progetto “Il teatro e il cinema al servizio della salute mentale tra Emilia-Romagna e Argentina” e del cinquantenario del Teatro Nucleo. Questa iniziativa vuole commemorare il lavoro svolto a Palazzo Tassoni quando ospitava i reparti dell’ospedale psichiatrico, durante il movimento “Psichiatria Democratica” che portò alla chiusura dei manicomi nel 1978.

Il convegno è stato organizzato grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, con il Comune di Ferrara, e con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.

Nelle foto, la redazione di Psicoradio durante il convegno e alcune opere esposte a Palazzo Tassoni.

 

 

 

 

 

 

 

Riconoscere la psicosi

Avete mai sentito parlare di persone che si credono coinvolte in situazioni che vedono in televisione? Oppure di chi si sente minacciato o perseguitato come se fosse la vittima di un complotto o di un attentato?

Il termine psicosi indica un tipo di disturbo psichiatrico, in particolare un’alterazione dell’equilibrio psichico, con compromissione dell’esame di realtà e presenza di disturbi del pensiero come allucinazioni e deliri. Le forme più comuni e note di psicosi sono la paranoia, il disturbo bipolare e la schizofrenia.

La psicosi crea una visione distorta di quanto accade attorno al soggetto colpito: si può convincere di cose non vere e credere di sentire o vedere cose inesistenti, oppure non riesce a distinguere cosa è reale e cosa non lo è.

Vi riproponiamo questa puntata del 2021, dove la psichiatra Angela Tomelli ci parla di questo disturbo e dei suoi sintomi.

“Con il termine psicosi – racconta la psichiatra  – si fa riferimento a una serie di malattie psichiche caratterizzate da alcuni elementi comuni. Uno di questi, forse il più importante, è l’alterazione dell’esame di realtà”.

Molti sono i sintomi e i segnali da osservare, per sospettare il nascere di un disturbo psicotico: eccessivo ritiro sociale, sensazioni di panico, scene di mutismo, insonnia, ansia molto forte. “È importante essere pronti all’ascolto di chi comincia ad avere segnali di disturbo psicotico – sostiene la dottoressa Tomelli – e chiedere un aiuto, anche solo al medico di base”.

Infatti, a differenza di quanto si pensa, guarire da un disturbo psicotico è possibile: servono cure farmacologiche che possono alleviare i sintomi, ma sono necessarie anche cure relazionali, per cercare di fare emergere quelle capacità emozionali e affettive che la malattia ha momentaneamente nascosto.

Gentilezza, come una medicina

A cosa serve la gentilezza? Perché dovremmo cercare di essere gentili, adulti, anziani e giovanissimi? E non parliamo della gentilezza superficiale, che a volte è fredda, di maniera, ma di quella interiore, profonda, che, come ha detto lo psichiatra Eugenio Borgna, ci consente di capire le richieste d’aiuto, quelle che vengono non tanto dalle parole quanto dagli sguardi e dai volti degli altri.

Lao Tzu, filosofo cinese del V secolo a.c., scriveva: “La gentilezza nelle parole crea fiducia, la gentilezza nel pensare crea profondità, la gentilezza nel dare crea amore.”

Chissà se si sono ispirati a lui gli organizzatori di un convegno dal titolo ambizioso e apparentemente fuori moda: “Costruiamo Gentilezza”. L’iniziativa si è tenuta a Bologna (11 ottobre 2024) per affrontare un tema inconsueto, quello della promozione della gentilezza negli ambienti sanitari, dove un gesto affettuoso, un ascolto reale cambia molto per chi sta soffrendo, ha paura, o si sente solo.

Il convegno ha presentato una serie di progetti creati per diffondere la buona pratica della gentilezza, come il Carrello Gentile, ideato da Elena Mecatti, Monica Giusti, Giulia Guerrini e Carlotta Papi, tutte infermiere dell’Ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli (FI), destinato agli operatori sanitari per organizzare gli spazi più ordinatamente ed evitare accumuli di materiale superfluo. Gli operatori riordinano il carrello ad ogni turno, e tramite una lavagna con griglia settimanale viene monitorata la buona pratica. Si dispone nella casella apposita una calamita con uno smile sorridente. Se la buona pratica non viene eseguita, viene posizionata una calamita con uno smile triste. O il Ricettario della Gentilezza della pediatra di San Severo (Foggia) Arcangela De Vivo, uno strumento attraverso il quale i medici pediatri prescrivono ai genitori delle “ricette” per mettere in pratica gesti gentili quotidiani nei confronti dei loro bambini, che a loro volta imparano la gentilezza. Ad esempio, prescrivere ai genitori di coccolare e raccontare storie al loro bambino, o di abbracciare per almeno 30 secondi per favorire l’aumento di ossitocina.

Per Stefano Benini (Ausl di Bologna), che promuove e realizza progetti di ricerca qualitativa legati ai contesti socio-sanitari, “Essere gentili è fondamentale perché nella gentilezza noi ci diamo la possibilità di incontrare l’altro, ma anche di incontrare noi stessi.”

Secondo Germana Delle Canne, che partecipa al progetto “Grinch Gentile”, la gentilezza fa stare meglio non solo chi la riceve, ma soprattutto chi la pratica: “La gentilezza è importante perché dà gioia. Quando una persona pratica la gentilezza come stile di vita, ci si alza la mattina felici, e qualsiasi cosa si faccia si prova gioia.”

Il convegno è stato organizzato dall’Ausl di Bologna, in collaborazione con lassociazione Costruiamo Gentilezza.

Canzoni Psi Compilation Volume 4

Anche questa volta abbiamo cercato di alternare il più possibile generi musicali per cercare di accontentarvi tutti, variando dall’ultra moderno pop sperimentale di Jack Stauber passando dal metal alternativo di inizio duemila con I System Of A Down arrivando sino alla classica musica italiana di metà anni ottanta con Francesco De Gregori.

Heavy – Linkin Park

Una Chiave – Caparezza

Never Too Late – Three Days Grace

Baby Hotline – Jack Stauber

Lonely Day – System Of A Down

I Matti – Francesco De Gregori

Sally – Vasco Rossi

TORNARE A RESPIRARE

“Bisogna cercare un aiuto, da soli si fa troppa fatica a smettere”.
Psicoradio ha raccolto la storia di una donna che dopo anni di dipendenza dall’alcol è riuscita a liberarsene. Ecco la sua storia.

L’alcol è stato sempre presente nella sua vita; però a un certo punto il consumo aumenta in modo esagerato, tanto da far preoccupare la famiglia e passare molte notti al pronto soccorso.

Quando viene poi ricoverata in un reparto di psichiatria, si rifiuta di andare al SERT, perché: “non sono una drogata”, afferma con determinazione.
Sul lavoro, la sua situazione è sempre stata complicata. Dopo un lungo e pesante mobbing, tocca il fondo: “La mia scrivania di trenta anni, è stata occupata da un’altra persona”. Questo la fa sprofondare ancor più nella depressione provocando una ricaduta nella dipendenza, dopo che per nove mesi era riuscita a non bere.

E’ allora che il suo psichiatra le consiglia di andare alle riunioni del CAT, “club alcologico territoriale”. Le prime riunioni sono difficili: “il primo mese è stata molto dura, perché si sente la mancanza fisica della sostanza. Poi si respira e allora sembra di essere in un altro mondo”.

Ormai sono tre anni che la nostra protagonista ha rinunciato all’alcol; accompagnata dai servizi del Centro di salute mentale, sta combattendo anche la depressione che molto spesso accompagna le persone che si rifugiano nell’alcol.

Oggi con l’esperienza che ha accumulato riesce anche ad aiutare ed ispirare altri partecipanti, quando attraversano momenti di difficoltà. Ed è la prova che è possibile, con molta forza d’animo e l’aiuto di chi è vicino, uscire da una dipendenza che altrimenti potrebbe facilmente trasformarsi in un baratro.

Voci dalla Casa della Comunità

Novanta miliardi di euro spesi in Italia nel gioco d’azzardo nei soli primi sette mesi del 2024, questo ci dice il Ministero dell’economia. Di gioco d’azzardo abbiamo parlato con Eugenio Soldati, che lavora per il Comune di Bologna presso il servizio Gap (Gioco d’azzardo patologico). Lo abbiamo conosciuto alla festa della Casa della Comunità Porto Saragozza lo scorso settembre.

L’obbiettivo del servizio, ci ha spiegato, è fare prevenzione, ma anche informare sulla rete esistente per venire incontro a chi si trova in situazioni di gioco problematico. Lo sportello di ascolto (www.viteingioco.com) è dedicato a chi ha problemi di questo tipo, ma anche ai familiari. Poi c’è il servizio di cura, in collaborazione con la Azienda Usl, con una vera e propria presa in carico sanitaria. Infine, ci sono interventi info-formativi che si svolgono presso le scuole, per prevenire il problema.

Ecco dei punti di riferimento in altre città, utili per chi ha problemi di dipendenza dal gioco d’azzardo:

Bolzano: https://www.hands-bz.it/it/gioco-azzardo

Padova: https://usciredalgioco.iss.it/it/centro-cura-disturbo-gioco-azzardo/306/

Milano: https://www.serviziterritoriali-asstmilano.it/servizi/dipendenze-patologiche/gioco-dazzardo/

Messina: https://www.asp.messina.it/?p=414620

Firenze: https://www.uslcentro.toscana.it/index.php/diagnosi-e-cura/621-i-servizi-per-le-dipendenze

Sempre durante la festa della Casa di Comunità Porto Saragozza abbiamo conosciuto Francesca Magnini, una delle fondatrici del laboratorio “Mercolello”, che ci ha detto: “(Il laboratorio) nasce dall’idea di creare uno spazio per bambini e bambine all’interno della casa di quartiere del Centro sociale della Pace di via del Pratello, nel centro storico di Bologna (…). Dal 2018 organizziamo tutti i mercoledì dei laboratori intergenerazionali (…) ispirandoci alla pedagogia libertaria”.

Ci sono laboratori di lettura, fotografia e stampa, ma anche rappresentazioni teatrali, tutti aperti a bambini e bambine fragili e no. Le abbiamo chiesto se ci fosse una definizione, nell’ambito della salute mentale, che la fa arrabbiare: “Mi dà fastidio il termine normodotato (…) quando di una persona viene detto che non è normale, utilizzare la normalità come parametro per essere più o meno dentro un contenitore piuttosto che un altro, mi dà molto molto fastidio”.

Nella foto la redazione di Psicoradio partecipa alla festa della Casa di Comunità Porto Saragozza

Il Seno (non il senno!) di Poi

Diversa, meno attraente, umiliata, poco femminile.
Come può sentirsi una donna che ha dovuto affrontare l’asportazione del seno? E come può reagire?

L’associazione Il Seno di Poi è stata fondata dalle stesse pazienti operate e il supporto che fornisce è basato sulla filosofia dell’auto-mutuo-aiuto.

“Sono entrata nell’associazione nel 2008 e non ne sono mai più uscita, perché la cosa più importante è sapere che non sei sola.” racconta una delle donne. “Non è per niente una malattia rara, però ti senti diversa e non se ne parla tanto.”

Se ne parla tanto, e con molta libertà forse solo nei gruppi di auto-mutuo-aiuto, ma non ci si limita a discuterne.

L’associazione offre attività di sostegno, alcune puntano ad aiutare le donne durante e dopo il percorso terapeutico, come lo spazio d’ascolto “Parla con noi”, il progetto parrucche o la consulenza psicologica su appuntamento. Altre sono più ludiche e creative, ad esempio il corso di scrittura espressiva, quello di lavoro a maglia, o il coro.

Un altro punto forte dell’associazione, oltre all’aiutarsi a vicenda tra persone con una storia simile, consiste nel diffondere la consapevolezza su questa malattia. “Il cancro può capitare a tutti, quindi condividere con altre persone lo stesso problema è un alleggerimento”.

Le interviste sono state registrate in occasione dell’evento Casa della comunità di Porto – Saragozza In Festa, a Bologna.
Concludiamo ricordandovi la sede di Il Seno di Poi e di altre associazioni simili:

A Bologna, Il Seno di Poi, Casa di comunità, via Sant’Isaia 90

A Milano, Attivecomeprima, Piazza dell’Ospedale Maggiore 3

A Casazza (Bergamo), Cuore di Donna, Via Nazionale 81

A Piacenza, Armonia ha tre sedi:
Ospedale Vecchio – Via Taverna 49
Polichirurgico – Cantine del Cristo 40
Centro Salute Donna – Piazzale Torino 7

E tu slegalo – il Collettivo Artisti Montemario per Franco Basaglia

E’ una delle frasi di Franco Basaglia reinterpretate nelle opere del Collettivo Artisti Montemario, in mostra, dal 10 al 17 ottobre, all’ex manicomio Roncati,  in via Sant’Isaia 90 a Bologna, che ospita anche la nostra redazione.
In occasione della Giornata Mondiale della Salute mentale, sono esposte 15 teli con 15 frasi di Basaglia, su cui fermarsi a riflettere.
Nelle foto, psicoredattrici e psicoredattori al lavoro, insieme a Dafne Crocella, antropologa del Collettivo Artisti Montemario e Roberto Boccalon, psichiatra presidente dell’International Association for Art and Psychology (IAAPs), per realizzare interviste per la prossima puntata di Psicoradio.

La storia di Enzo

Enzo, nome di fantasia, racconta ai microfoni di Psicoradio che le riunioni del SERT (i servizi per le tossicodipendenze, parte del Servizio Sanitario Nazionale) e il confronto senza vergogna con altre persone con il suo stesso problema sono stati il primo passo per non dipendere più da alcool e cocaina.
Ci ha spiegato che è grazie al suo “angelo custode”, una dottoressa del SERT, “che ha smesso di bere ed è stata lei a salvarlo dalle situazioni più difficili quando le riunioni non bastavano”.
Enzo ha iniziato presto la sua dipendenza dalle sostanze: l’eroina era molto in voga negli anni della sua giovinezza ma ha smesso
quasi subito “perché fortunatamente il mio fisico non la sopportava”. In seguito comincia a lavorare come facchino, un mondo molto duro
“dove assumere alcool e cocaina era la norma per arrivare alla fine di una lunga giornata di lavoro”.
Tutte le sue giornate erano scandite dall’alcool – come dice lui “in quantità industriale” – e dalla droga: nonostante questo è sempre riuscito a nascondere tutto alla famiglia perché “negare, sempre negare” è, ci ha spiegato, una strategia di tutti gli alcolisti. Tuttavia si arriva ad un certo punto alla inevitabile rottura: le continue bugie portano la famiglia al collasso.

A interrompere la corsa è stata la telefonata di sua figlia che, piangendo, lo ha supplicato “di lasciarli vivere, di andarsene e di lasciare vivere la madre”. A quel punto Enzo “si è sentito un verme” e ha deciso di voler smettere a tutti i costi: ha mantenuto la sua promessa, infatti da ben undici anni non tocca un goccio d’alcool. L’unico metodo per evitare ricadute, come dice lui, è “non abbassare mai la guardia”.

Nella foto, una delle opere allestite dal 10 al 17 ottobre 2024, presso il Complesso Roncati – Biblioteca Minguzzi, via Sant’Isaia 90, Bologna. La mostra “Tra ragione e follia”, è a cura del Collettivo degli Artisti di Montemario, in ricordo del centenario della nascita di Franco Basaglia.

 

La pesca subacquea in apnea è vita totale

Tomaso, Vittorio, Giulia, Alberto, Serena e Cristina sono i redattori e le redattrici che sono entrati a Psicoradio lo scorso maggio. Per conoscerli meglio, ognuno racconta le proprie passioni, tra chi ama sia gli animali che l’uncinetto, chi tenta molti hobby differenti, chi ama i videogiochi e chi apprezza musica e cinema.

Tomaso, ad esempio, racconta: “io ho tante passioni perché sin da piccolo sono stato spronato a fare tante cose. La pesca subacquea è per me un modo di mettermi alla prova. ‘Impara l’arte e mettila da parte’ è la frase di mia madre che mi rimbomba ancora in testa!”

Vittorio ha un obiettivo: “Portare voi, ascoltatori e ascoltatrici in un mondo che non conoscete! Cose di cui la gente non vuole parlare, oppure che la gente non conosce e quindi non riesce a parlarne”.

E per chi fosse curioso ci sono molte altre puntate, che nel tempo hanno raccontato le passioni dei redattori e delle redattrici che si sono succeduti, proprio qui sul sito di Psicoradio.

Psicoradio con… gelato!

916
Intervista col vampiro
Come illuminare il proprio lato oscuro e farne un punto di forza

Steve Sylvester, cantante dei Death SS, parla con Psicoradio del suo rapporto con il mondo dell’orrore e dell’esoterismo e dà un consiglio ai ragazzi che si sentono diversi: fatene la vostra forza.

 

917
Spaccare tutto e ritrovare se stessi
La dottoressa Annarita Atti, psichiatra e docente dell’università di Bologna, spiega l’anoressia, le sue cause e i possibili rimedi

I casi di anoressia e altri disturbi del comportamento alimentare sono in costante aumento, si stima che ne soffrano 3 milioni di italiani (Osservatorio ABA e ISTAT). Ne parliamo con la dottoressa Annarita Atti.

 

918
Dreamscapes
Suoni ambientali registrati e l’interpretazione dei sogni di Freud convergono nel progetto dell’artista sonoro

L’artista Emiliano Battistini presenta i suoi Dreamscapes, paesaggi sonori onirici ispirati alle teorie di Freud sul sogno visto come manifestazione di desideri.

 

919
Scrittura creativa: ritrovarsi con la scrittura
Un’intervista creativa a Marinette Pendola

Marinette Pendola, insegnante di scrittura creativa e scrittrice, parla con Psicoradio della sua passione e dei motivi per cui ha iniziato a scrivere.

 

920
La risata di Joker ritorna in sala a ottobre
In attesa del sequel, rinfreschiamoci la memoria col primo film

Joker è una persona normale con un disturbo psichico: non controlla la sua risata. Le persone attorno a lui lo deridono e umiliano finche non ne può più e… Il sequel inizia con un Joker internato nel manicomio di Arkham.

 

921
La rabbia dei piccoli non è una piccola rabbia
Intervista alla pedagogista Chiara Borgia

La pedagogista Chiara Borgia ci parla della rabbia dei bambini, spesso classificata come capriccio, ma che in realtà è un’emozione innata che viene utilizzata per esprimere i propri bisogni.

 

922
Altrimenti ci arrabbiamo…
Seconda parte dell’intervista alla pedagogista Chiara Borgia sul tema rabbia nei bambini

La seconda parte dell’intervista con Chiara Borgia, in cui ci spiega che la rabbia nei bambini può anche essere fondamentale nella costruzione di una propria autostima.