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Gentilezza, come una medicina

Lao Tzu, filosofo cinese del V secolo a.c, scriveva: “La gentilezza nelle parole crea fiducia, la gentilezza nel pensare crea profondità, la gentilezza nel dare crea amore.”

Puntata 930


Gentilezza, come una medicina

A cosa serve la gentilezza? Perché dovremmo cercare di essere gentili, adulti, anziani e giovanissimi? E non parliamo della gentilezza superficiale, che a volte è fredda, di maniera, ma di quella interiore, profonda, che, come ha detto lo psichiatra Eugenio Borgna, ci consente di capire le richieste d’aiuto, quelle che vengono non tanto dalle parole quanto dagli sguardi e dai volti degli altri.

Lao Tzu, filosofo cinese del V secolo a.c., scriveva: “La gentilezza nelle parole crea fiducia, la gentilezza nel pensare crea profondità, la gentilezza nel dare crea amore.”

Chissà se si sono ispirati a lui gli organizzatori di un convegno dal titolo ambizioso e apparentemente fuori moda: “Costruiamo Gentilezza”. L’iniziativa si è tenuta a Bologna (11 ottobre 2024) per affrontare un tema inconsueto, quello della promozione della gentilezza negli ambienti sanitari, dove un gesto affettuoso, un ascolto reale cambia molto per chi sta soffrendo, ha paura, o si sente solo.

Il convegno ha presentato una serie di progetti creati per diffondere la buona pratica della gentilezza, come il Carrello Gentile, ideato da Elena Mecatti, Monica Giusti, Giulia Guerrini e Carlotta Papi, tutte infermiere dell’Ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli (FI), destinato agli operatori sanitari per organizzare gli spazi più ordinatamente ed evitare accumuli di materiale superfluo. Gli operatori riordinano il carrello ad ogni turno, e tramite una lavagna con griglia settimanale viene monitorata la buona pratica. Si dispone nella casella apposita una calamita con uno smile sorridente. Se la buona pratica non viene eseguita, viene posizionata una calamita con uno smile triste. O il Ricettario della Gentilezza della pediatra di San Severo (Foggia) Arcangela De Vivo, uno strumento attraverso il quale i medici pediatri prescrivono ai genitori delle “ricette” per mettere in pratica gesti gentili quotidiani nei confronti dei loro bambini, che a loro volta imparano la gentilezza. Ad esempio, prescrivere ai genitori di coccolare e raccontare storie al loro bambino, o di abbracciare per almeno 30 secondi per favorire l’aumento di ossitocina.

Per Stefano Benini (Ausl di Bologna), che promuove e realizza progetti di ricerca qualitativa legati ai contesti socio-sanitari, “Essere gentili è fondamentale perché nella gentilezza noi ci diamo la possibilità di incontrare l’altro, ma anche di incontrare noi stessi.”

Secondo Germana Delle Canne, che partecipa al progetto “Grinch Gentile”, la gentilezza fa stare meglio non solo chi la riceve, ma soprattutto chi la pratica: “La gentilezza è importante perché dà gioia. Quando una persona pratica la gentilezza come stile di vita, ci si alza la mattina felici, e qualsiasi cosa si faccia si prova gioia.”

Il convegno è stato organizzato dall’Ausl di Bologna, in collaborazione con lassociazione Costruiamo Gentilezza.

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