A grande richiesta Psicoradio torna a parlare di 2012 attraverso la voce dell’archeoastronoma Sabrina Mugnos!
Nel locale la redazione si occupa invece di teatro, in particolare dello spettacolo Eden, in scena dall’8 al 10 e dal 15 al 17 gennaio all’ITC teatro di San Lazzaro. Psicoradio propone una breve anticipazione dell’intervista al regista Nicola Bonazzi, che andrà poi in onda nelle prossime puntate.
Eden è la seconda parte di un spettacolo precedente che si chiama Liberata, stesse storie stesse linguaggi…ma saperne di più, ascoltaci!
Psicoradio riflette a suo modo su “White Christmas”, come è stata battezzata a Coccaglio, in provincia di Brescia, l’operazione della giunta di centro destra guidata dal sindaco leghista Franco Claretti.
Abbiamo scelto di farvi ascoltare alcuni spezzoni di racconti di psichiatri, infermieri della salute mentale e giornalisti che parlano di psichiatria e migrazioni.
In chiusura rilanciamo l’appello della scrittrice Igiaba Scego pubblicato dal quotidiano l’Unità.
Nella parte locale della trasmissione ascolterete la terza puntata della rubrica curata dal nostro redattore Massimo Fiorini: “Sei felice? No, sono Umberto”.
C’era una volta a Bologna un albanese, Adam; per la gente era solo uno dei tanti clochard. Cioè tutto quello che la nostra società guarda con fastidio e paura. Camminava vicino all’università con una sedia gialla e un ombrello rosso….
Un giorno davanti a un terrapieno che gli altri usavano come una specie di discarica, uno dei pochi spazi in mezzo al cemento di via Azzo Gardino, pensò che così com’era quel posto proprio non gli piaceva. Si armò di zappa e sacchi della spazzatura e col poco denaro che possedeva comprò dei semi. Piano piano, un giorno dopo l’altro, tra l’indifferenza di tutti cominciò a creare un giardino talmente ben fatto e originale che prima trovò la curiosità dei vicini e presto divenne oggetto di ammirazione. Tanto che per tutti, studenti, gestori di esercizi pubblici, vicini, quella che prima era una discarica divenne “il giardino di Adam”. L’inverno scorso Adam ci ha lasciato per sempre ma gli abitanti dei palazzi vicini continuano a curare il suo meraviglioso giardino, e ci hanno anche messo una targa in suo ricordo.
“Sono la chiave che apre casa tua, che tiene chiusi i giocattoli in cantina, se vai troppo avanti non vedrai che il mio riflesso… Apriti il cranio e mi troverai lì, ad arrampicarmi per i muri.” Questa è la frase con cui si apre la puntata di questa settimana, tratta dalla canzone Climbing up the walls dei Radiohead.
Andrea ha intervistato Gianfranco Franchi, che nel suo libro A kid ha tradotto e commentato il testo della canzone. L’interpretazione di Franchi del brano sembra sostenere lo stereotipo della pericolosità delle persone con disturbo psichico, e anche anche nell’intervista le sue opinioni in materia hanno fatto molto discutere la redazione. La puntata racconta questo confronto tra i due diversi punti di vista.
Psicoradio ritorna sull’intervista al Prof. Julian Leff, docente di psichiatria sociale all’Università di Londra, che nella puntata prcedente ha suscitato molto interesse tra gli ascoltatori. Nel secondo estratto della sua intervista, Leff affronta l’argomento degli stereotipi sulla malattia mentale, in particolare quelli che legano pericolosità sociale e patologia psichica.
Leff afferma che, in realtà, tra chi soffre di una patologia mentale, coloro che commettono atti di violenza sono una percentuale molto piccola se confrontata con la percentuale di casi di violenza commessi tra le cosiddette persone normali.
Dalla malattia mentale si guarisce, aggiunge il Prof. Leff, ma solo se alla terapia farmacologica si aggiunge un percorso socio-riabilitativo come, ad esempio, il lavoro di mediazione con l’ambiente familiare.
La trasmissione continua con la prima puntata della nuova rubrica “Sei felice? No, sono Umberto”, curata dal nostro redattore Massimo, un’indagine sopra le righe sul concetto di felicità: primo ospite è l’etnopsichiatra Roberto Maisto.
Tra gli psico-appuntamenti locali, Giovanna ricorda la rassegna Movimenti, teatri della salute, una serie di spettacoli delle compagnie teatrali legate alla salute mentale, adesso in scena nei teatri dell’Emilia Romagna.
In questa puntata il Dott. Julian Leff, docente di psichiatria sociale all’Università di Londra, racconta ai microfoni di Psicoradio il suo profondo lavoro di terapia familiare svolto insieme alle famiglie dei pazienti psichiatrici.
Leff, infatti, nel corso delle sue ricerche ha individuato una correlazione tra la malattia mentale (e non solo) e l’ambiente familiare. “Voglio enfatizzare che vediamo i parenti come alleati che collaborano con noi” sottolinea Leff, “persone con cui lavoriamo e lottiamo per risolvere dei problemi”.
L’intervista a Julian Leff è stata molto stimolante tanto che la redazione dedicherà anche la prossima puntata a questo incontro, parlando in particolare degli stereotipi sulla malattia mentale.
La redazione è felice di comunicare che il documentario “Psicoradio”, realizzato da Antonietta Dicorato e Pasquale Sorrentino per Current TV, è stato selezionato per il Festival del Cinema Indipendente di Foggia.
Per il pubblico che ascolta da Bologna, Psicoradio ricorda l’appuntamento di domenica 29 presso l’Istituto Minguzzi, giornata dedicata alla salute mentale con letture e proiezioni fra le quali proprio quella del documentario “Psicoradio”.
Fino a metà gennaio 2010 in molti teatri dell’Emilia Romagna si possono vedere gli spettacoli della rassegna ‘MoviMenti’ che coinvolge cinque dipartimenti di salute mentale e cinque compagnie teatrali composte da attori professionisti e pazienti psichiatrici. È uno dei frutti dell’incontro tra gli assessorati alla Sanità e alla Cultura della Regione Emilia Romagna che sostengono la promozione della salute mentale attraverso il teatro con una cifra molto significativa, 690 mila euro.
In particolare a Bologna è partita il 24 novembre la rassegna ‘Diversamente’ che ha portato in scena all’Arena del Sole sia compagnie emiliano romagnole che due esperienze da fuori regione.
Tutte le informazioni su teatro e salute mentale si trovano sul nuovo sito www.teatralmente.it, il palcoscenico virtuale dei progetti teatrali dei dipartimenti di salute mentale dell’Emilia Romagna.
Psicoradio ha fede nella ragione, e approfondisce il tema della cosiddetta profezia Maya sulla fine del mondo, partendo dalle considerazioni di una scienziata. “È una bufala galattica!” Sbotta l’archeoastronoma Sabrina Mugnos, aggiungendo che i Maya non hanno fatto nessuna profezia e che la tanto sbandierata fine del mondo non è altro che un’invenzione commerciale.
Secondo la Mugnos molte delle previsioni attribuite al calendario Maya sono da rivedere, a partire da quelle più catastrofiche e infondate fino a quelle che parlano del cambiamento di era: come per esempio la famosa era dell’Acquario che arriverà solo nel 2575.
La Mugnos è spietata e non lascia spazio a nessuna fantasia sul 2012, reputandolo il frutto di un fenomeno di disinformazione molto efficace perché rispondente a un grande bisogno di spiritualità.
“Io vorrei, superato ogni tremore
Giungere alla bellezza che mi incalza”
In questa puntata Psicoradio propone una biografia radiofonica di Alda Merini: poesie, pagine del diario e nostri commenti.
“Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato”
Non è compito né intenzione di Psicoradio giudicare la poesia di Alda Merini; certamente alla redazione è sempre piaciuta la donna: irriducibile alla miseria del manicomio, viva e desiderante anche nei momenti di solitudine e povertà, con il coraggio di parlare di quel bisogno d’amore che è il vero tabù di questa epoca consumista di sesso.
La voce è molto emozionata. Angela, redattrice di Psicoradio, è di Scaletta Zanclea, il paese del messinese travolto da un’onda di fango. Era tornata là, ad aiutare come poteva, e a raccontare come si viveva giorno per giorno, quando la casa non c’era più e i vestiti dovevi andarli a prendere nelle distribuzioni organizzate in Comune.
Impressioni, polvere, piccoli racconti di spaesamento e di ricerca della normalità, una giovane donna che chiede “mutande non da vecchia”, almeno la sera quando si spoglia vorrebbe ritrovare nello specchio un’immagine normale.
Gli abiti, gli oggetti quotidiani, costituiscono una parte importante dell’identità di una persona, anche se di fronte a tragedie più grandi pensarci sembra futile.
La puntata continua con l’intervista al dott. Alessandro Sirolli, direttore del centro diurno psichiatrico dell’ASL dell’Aquila. Psicoradio lo aveva già ascoltato subito dopo il terremoto; oggi, con voce stanchissima, racconta cosa dice ai suoi pazienti: di cercare di partecipare alla rinascita della vita dell’Aquila, di non farsi sommergere dalla passività e dal fatalismo. Le stesse cose che vorrebbe consigliare a tutte le persone che hanno subito il terremoto.
Psicoradio parla di pace e di guerra. Voci che leggono dati sulle tante guerre nel mondo, numeri che hanno nomi e cognomi di uomini e donne che uccidono o che sono uccisi. Voci note come quella della bravissima Lella Costa che legge alcuni versi struggenti della poesia “L’inizio e la fine” della poetessa polacca Szymborska: “dopo ogni guerra c’è chi deve ripulire… c’è chi deve spingere le macerie ai bordi delle strade… non è fotogenico… tutte le telecamere sono già partite per un’altra guerra”.
Poi Giovanna continua con i versi di Ingeborg Bachman: “La guerra non viene più dichiarata ma proseguita”.
Voci unite in un unico messaggio. Pace, libera tutti!
La puntata locale prosegue con il colloquio tra il nostro redattore Marco e Sabrina Vaccaro, operatrice dell’agenzia lavoro del DSM di Bologna, nel quale si parla di borse lavoro e del convegno “Borse lavoro e politiche di inserimento lavorativo” previsto per venerdi 23/10 dalle ore 9,00 alle ore 14,00, in via Cimarosa 5/2 a Casalecchio (Bologna).
Psicoradio ha incontrato tre ragazzi del carcere minorile di Bologna durante un momento di permesso premio accordatogli per i Mondiali Antirazzisti di Casalecchio di Reno, torneo calcistico internazionale e grande festa per i migranti di tutto il mondo.
I ragazzi sono di nazionalità e culture diverse: la redazione li ha voluti intervistare per dare loro la possibilità di comunicare in modo nuovo e libero, opportunità rara per chi vive dentro un carcere.
Sentirete le loro storie di carcere e di vita: “Il carcere mi sta aiutando e ho la possibilità di riflettere sui miei errori”, ci spiega uno di loro. “Quando sono entrato parlavo solo inglese, ora ho imparato l’italiano”, dice un altro. Durante l’intervista si è creato un clima di vera confidenza e in serenità i detenuti hanno raccontato i desideri e i sogni di giovani che, nonostante le difficoltà oggettive, sono pieni di speranza per il futuro.