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Autore: Admin

Vite sul filo di lana

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Psicoradio incontra il mondo del pattinaggio su ghiaccio

In questa puntata Psicoradio dà voce a Federica Faiella e Massimo Scali, 7 volte campioni italiani nel pattinaggio su ghiaccio e medaglia di bronzo agli ultimi mondiali di Torino. Psicoradio si è chiesta quali sono le difficoltà psicologiche che incontra un atleta di alto livello nella sua vita quotidiana.

Una vita sul filo di lama, che Federica e Massimo, hanno scelto di danzare sul ghiaccio nel corso di questa stagione agonistica. Le musiche di Nino Rota Gli emigranti hanno accompagnato il racconto del loro peregrinare da una città all’altra, dall’Italia all’America, all’inseguimento di un sogno, lottando contro nostalgia e burocrazia. Le loro voci e il loro pattinaggio raccontano le profonde ferite che hanno insanguinato e insanguinano le anime di tutti i migranti della terra.

Poi la forza di ritornare, rinascere da quel dolore trasformandolo in pura energia, facendolo scorrere dal cuore verso tutti i muscoli fino a quelle lame su cui hanno danzato fino al podio mondiale. Una scelta coraggiosa quella di rappresentare le difficoltà non solo psicologiche che hanno dovuto affrontare nella loro carriera: “danzare la nostra storia è stato terapeutico” dichiara Federica Faiella a Psicoradio, “lo sport insegna a gioire delle vittorie ma che anche le sconfitte hanno un senso e bisogna trovare la forza di rialzarsi sempre”.

La puntata prosegue nel locale con l’intervista a Maurizio Margaglio, medaglia olimpica nel pattinaggio su ghiaccio, oggi commentatore e tecnico nello sport di cui è stato campione. Con lui Psicoradio ha esplorato il lato psicologico del pattinaggio.

 

Psicoradio festeggia difendendo la 180

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I primi 4 anni anni di Psicoradio

Psicoradio, e moltissime associazioni di utenti e familiari, sono molto preoccupate. In questi giorni infatti è in discussione alla commissione affari sociali della Camera un disegno di legge che propone modifiche sostanziali alla legge Basaglia.

Per discuterne, e allertare l’attenzione, l’11 Maggio Psicoradio, insieme ad oltre 160 associazioni di familiari di utenti psichiatrici ed altre “radio della mente”, indice una conferenza stampa presso l’ex manicomio Roncati di Bologna
La conferenza si terrà l’11 Maggio 2010 alle ore 12 presso la biblioteca dell’ “Istituto Minguzzi”, in via S.Isaia 94 o viale Pepoli 5.

La conferenza stampa è anche occasione per festeggiare: Psicoradio l’8 Maggio compie 4 anni. Nella puntata di questa settimana i redattori raccontano il significato dell’esperienza di Psicoradio, com’è stato iniziare e cosa è diventata oggi, ricordando alcuni momenti della vita redazionale.

“Nel cinema il matto paga?”
Nella parte locale, Gabriele intervista Roberto Farina, aiuto regista di Pupi Avati che ha collaborato con lui nei suoi ultimi due film “Il papà di Giovanna” e “Il figlio più piccolo”.
Gli è stato chiesto come è approfondito nel cinema il tema della salute mentale e quanto possa essere utile parlare delle diversità.

 

NEWS! Psicoradio lancia un SOS per la 180

E’ in discussione un progetto di legge per modificare la legge 180 e la psichiatria italiana

In questi giorni è in calendario alla Commissione Affari Sociali della Camera un progetto di legge che, se approvato, cambierà in modo drastico la psichiatria italiana. Psicoradio ha scritto una lettera che vi invita a leggere e sottoscrivere. Fino ad oggi hanno aderito più di 160 associazioni di utenti dei servizi e familiari.
Psicoradio organizza una conferenza stampa per presentare il documento, martedi 11 maggio alle 12.30 presso la Biblioteca del Minguzzi (ex Roncati – entrata viale Pepoli 5 o via S. Isaia 94).

BASAGLIA PIACE SOLO IN TV?
E’ IN DISCUSSIONE UN PROGETTO DI LEGGE PER MODIFICARE LA LEGGE 180 E LA PSICHIATRIA ITALIANA

Come utenti dei servizi psichiatrici e come familiari, siamo molto preoccupati.

Tre punti , in particolare, ci allarmano.

1) L’articolo 3 comma 11 (Ciccioli C. 2065) intende introdurre il TSOP, Trattamento Sanitario Obbligatorio Prolungato. Se passa questo progetto, sarà (di nuovo) possibile rinchiudere per 6 mesi, rinnovabili per altri 6 mesi, rinnovabili per altri 6 mesi… una persona che rifiuti le cure, per “curarla e riabilitarla”. I luoghi di queste cure possono essere istituti privati. Si tratta di una noma in totale contrasto con il principio che anima la legge 180

“11. È istituito il trattamento sanitario prolungato (TSOP) senza consenso, finalizzato al ricovero di pazienti che necessitano di cure obbligatorie per tempi prolungati in strutture diverse da quelle previste per i pazienti che versano in fase di acuzie, nonché ad avviare gli stessi pazienti a un percorso terapeutico-riabilitativo di tipo prolungato. Il TSOP ha una durata di sei mesi e può essere interrotto o ripetuto. Il TSOP è un progetto terapeutico prolungato, formulato dallo psichiatra del DSM in forma scritta, nel quale sono motivate le scelte terapeutiche vincolate e non accettate dal paziente a causa della sua patologia. Il TSOP è disposto dal sindaco entro quarantotto ore dalla trasmissione del progetto da parte dei DSM ed è approvato dal giudice tutelare. Il TSOP è finalizzato alla possibilità di vincolare il paziente al rispetto di alcuni princìpi terapeutici quali, l’accettazione delle cure e la permanenza nelle comunità accreditate….” (Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica. Ciccioli C. 2065 )

2) L’articolo 7 vuole allungare i tempi previsti per il TSO, trattamento sanitario obbligatorio, dai sette giorni della legge attuale a 30 giorni, rinnovabili.

“7. Il TSO per malattia mentale dura trenta giorni e si applica con la procedura di cui all’articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833….”(ibidem)

3) Nel progetto di legge il TSO e il TSOP sono effettuati anche in istituti privati.

“Il TSO può essere effettuato: a) in condizione di degenza ospedaliera,nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura b) in fase di prosecuzione della degenza, anche presso altri centri accreditati rispetto a quelli di cui alla lettera a….” …. Il TSOP è finalizzato alla possibilità di vincolare il paziente al rispetto di alcuni princìpi terapeutici quali l’accettazione delle cure e la permanenza nelle comunità accreditate….”

Cerchiamo di spiegare i motivi del nostro allarme

Il TSOP – nuovi piccoli manicomi?
Innanzitutto, ha tecnicamente senso parlare di “cura” della malattia psichica contro la volontà del paziente, che viene rinchiuso a questo scopo? E’ su questa domanda che si gioca la differenza tra chi crede che la malattia psichica sia curabile anche solo con i farmaci, e chi invece ha dimostrato che oltre ai farmaci è indispensabile una relazione tra paziente e medico basata sulla fiducia e sulla parola. Senza, non è possibile un miglioramento profondo e duraturo della condizione del paziente. La guarigione inizia con la consapevolezza del disturbo da parte della persona, e con la condivisione del percorso di cura. Come puo’ stabilirsi un rapporto di fiducia con chi ti toglie la libertà? E quale riabiIitazione puo’ avvenire nella costrizione? La chiusura dei manicomi partiva dal principio che non è possibile curare senza libertà. Questo progetto rischia di portare alla ricostruzione di tanti “manicomi diffusi”.

Il TSO a 30 giorni
Il TSO non è uno strumento terapeutico; serve per il momento acuto, in cui la persona non si rende conto del suo stato e puo’ essere di danno a se’ o ad altri. Appena calmata la situazione di emergenza, inizia il lavoro degli operatori per ottenere il consenso alla cura. Inoltre, in caso di necessità anche con la legge attuale è possibile prolungare il TSO oltre i 7 giorni. Quale è dunque il senso di alzare a 30 giorni il periodo stabilito, se non quello di rendere piu’ facile ed automatico la contenzione del paziente?

La privatizzazione
Qual è la necessità di privatizzare i luoghi in cui si effettuano i trattamenti sanitari obbligatori? Il TSO è un intervento molto delicato, spesso doloroso e traumatico, che deve durare il meno possibile, per essere sostituito da una cura concordata con il paziente. Ma questo principio contrasta con il fatto che, inevitabilmente, il privato trae profitto dal prolungarsi delle degenze, e questo, come minimo, va a minare la fiducia del paziente rispetto alla situazione in cui si viene a trovare.

Sappiamo che la incompleta applicazione della legge 180 lascia sole molte persone, molte famiglie, e puo’dare alle persone un senso di insicurezza.

Non crediamo assolutamente, pero’, che la soluzione sia la riforma di una legge che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l Unione Europea indicano come modello da seguire.

La 180 deve trovare gli strumenti, anche culturali, per essere completata e applicata diffusamente. Come pazienti e familiari sappiamo bene che il percorso di riabilitazione che la legge 180 prefigura, quando è davvero applicato, è lungo e faticoso, richiede impegno e lavoro da parte degli operatori, dei pazienti, dei familiari, e anche della società, che si assume il disturbo psichico come un problema da affrontare e non da nascondere.

Ma sappiamo anche che rispetto al disturbo psichico non esistono facili scorciatoie, neanche quelle che sembrano piu’ “rassicuranti”.

PSICORADIO invita le altre Radio della mente, le Associazioni di utenti e di familiari ad aderire alla lettera, scrivendo a: psicoradio@gmail.com

Harold Pinter e Arte e Salute

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Contro il potere che diventa dittatura

Nel 2005 il commediografo Harold Pinter ha vinto il premio Nobel per la letteratura con questa motivazione: “nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione”.

In questi giorni a Bologna, al teatro Arena del Sole, vanno in onda tre atti unici recitati dalla compagnia Arte e Salute, (i cui attori sono anche utenti dei servizi psichiatrici) con la regia di Nanni Garella.

Psicoradio ha visto lo spettacolo, e dedica a Pinter e ad Arte e Salute questa puntata, in cui si ascoltano le impressioni dei redattori di fronte a testi molto duri, e le interviste agli attori, al regista, e allo psichiatra Filippo Renda, di Arte e Salute onlus.

Il bicchiere della staffa del 1984 fa riferimento alla tragedia dei desaparecidos argentini, mentre Il linguaggio della montagna nasce nel 1988 dal viaggio fatto da Pinter nel Kurdistan turco per conto di Amnesty International; è la denuncia della repressione della lingua curda come strumento per spezzare l’identità delle persone. In quel viaggio, durante una cerimonia all’ambasciata americana, invece dei soliti convenevoli Pinter parla delle persone torturate con scosse elettriche ai genitali e per questo viene poi cacciato.

In Party time si rappresenta una società borghese che durante un party, appunto, balla, beve, tira cocaina, festeggia se stessa, indifferente al fatto che fuori sta succedendo qualcosa di grave, forse la guerra.
Tutte le commedie di Harold Pinter, perfino quelle all’apparenza più “borghesi”, sono sempre e comunque “contro”: contro la tradizione, contro i sentimenti artefatti. Contro la famiglia quando è oppressione e castrazione. Contro il potere che diventa dittatura.

 

Mulukukù: onde radio contro il machismo

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Psicoradio presenta una radio comunitaria nata in Nicaragua

Mulukukù è una radio nata in Nicaragua dopo la rivoluzione sandinista, grazie al progetto della cooperativa Maria Luisa Ortiz. Questa organizzazione si occupa della difesa dei diritti delle donne in un ambiente culturalmente molto machista.

Abbiamo intervistato uno dei redattori nicaraguensi della radio per scoprire l’identità e le attività di questa emittente, e abbiamo parlato con Claudio Palmieri (Associazione di Amicizia e solidarietà Italia Nicaragua). Claudio, che ora è in Nicaragua, collabora facendo formazione alle “trabajadoras sociales”, lavoratrici sociali che si occupano delle donne che hanno subito violenza.

La redazione ricorda inoltre che gli attori della compagnia Arte e Salute portano in scena gli atti unici di Harold Pinter, per la regia di Nanni Garella, all’Arena del Sole di Bologna, dal 13 al 30 aprile 2010.

 

La paura e il coraggio di Suz

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È venuta in redazione Susanna La Polla, in arte Suz, una cantante bolognese che parla di “tutte queste voci rumorose nella mia testa”

Suz è autrice di un album d’esordio profondo e intimista, recentemente pubblicato, intitolato Shape of Fear and Bravery ovvero la forma della paura e del coraggio. I suoi versi hanno attirato la nostra attenzione spingendoci ad indagare ed analizzare, nel corso dell’intervista, i risvolti psicologici che stanno all’origine delle sue canzoni, il legame con le forme espressive da lei scelte e il suo vissuto personale.

Suz ha un solido background nella Bologna del post-punk, dell’hip hop esploso negli anni ’90 nei centri sociali, delle occupazioni e delle tante collaborazioni artistiche che si intrecciavano in quei luoghi. Anche se è stata decisamente influenzata dal trip-hop bristoliano, ha tuttavia tenuto sempre gli occhi ben aperti sul presente e sulle nuove tendenze dell’elettronica, agevolata in ciò anche dalla professione di giornalista musicale, a cui si dedica da molti anni.

Sentire le voci

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“Non tutte le voci sono cattive, e si può imparare a conviverci”

Sentire le voci. Ci siamo occupati spesso di questo fenomeno, e abbiamo scoperto particolari interessanti. Per esempio, ci sono molte persone che sentono le voci, ma non tutte sono schizofreniche. Oppure, ci sono tanti tipi di voci.
In questa puntata a parlare è una redattrice, E., che fa parte di un gruppo di uditori di voci. Il 23 aprile E. parteciperà ad un seminario organizzato dal Centro diurno di Casalecchio di Reno (Bologna) intitolato Il gruppo di uditori di voci e non solo.

Da questo gruppo si impara che le voci possono anche essere buone, che a volte aiutano e incoraggiano la persona che le ascolta; e che comunque si possono apprendere metodi per controllarle e conviverci.

Nella parte locale la redazione festeggia la Pasqua assieme ai “fratelli minori”, come diceva S. Francesco, leggendo alcune grandi poesie sugli animali: la capra di Saba, il gatto di Montale, il cane di Pasolini…

La posta del cuore

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Psicoradio interagisce con il pubblico di ascoltatori

Puntata dedicata ai nostri ascoltatori e ad alcune delle tante e-mail che arrivano in redazione. Ci scusiamo con chi abbiamo dovuto tralasciare.
“Toglierò questo pigiama, ormai liso e gravato dalle pene, di un momento amaro, che ha fatto vacillare a lungo, la mia linfa vitale”; un’ascoltatrice ha inviato le poesie di un suo parente.

C’è chi si complimenta per le molteplici “voci” che passano nelle trasmissioni, chi vuole delucidazioni sulla proposta di legge 180, chi racconta sofferenza e fatica, chi chiede aiuto, e chi si lamenta perché le puntate durano troppo poco.

Dopo le lettere, la nuova rubrica Sinapsi sonore, in cui indaghiamo quali sensazioni, ricordi ed emozioni una canzone è capace di evocare. Inizia Andrea, scegliendo The End dei Doors, e il suo racconto diventa un viaggio nella malinconia.

 

Cantare la cura

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“Non mi svegliate adesso perché mi intossica il giusto senso della realtà”

E’ una frase della canzone Non mi svegliate adesso di Angela Baraldi, un’amica di Psicoradio che è stata ospite della redazione. La cantante e attrice bolognese ha discusso con noi sull’arte come cura dell’anima, e sul processo creativo che porta alla nascita dei suoi brani. Che relazione si instaura tra una donna sensibile e pensosa, e il personaggio che interpreta in un film? E che rapporto ha una persona creativa e malinconica con i turbamenti della psiche?

Come anticipazione, possiamo leggere le associazioni libere che hanno concluso l’intervista.

Mente=Sincerità. Sirena=Paura. Tristezza = Sincerità. Creatività = Per forza!

Continuano anche gli interventi contro il tentativo di modificare la legge 180. In questa puntata, la dott. Ivonne Donegani, (direttore facente funzione del Dipartimento Salute Mentale di Bologna) spiega perché, a suo parere, non si puo’ pensare di introdurre per legge una “cura coatta”, che prescinda dal consenso del paziente e dalla relazione di fiducia con il terapeuta.

NEWS! Difendiamo la 180

In queste settimane Psicoradio alza l’attenzione su un fatto che preoccupa molto i redattori: la proposta di revisione della legge 180 è in calendario per essere discussa alla Commissione Affari sociali della Camera, nel silenzio dei media.

Ogni settimana la rubrica “Chi ha paura della legge Basaglia” si occuperà di questo tema.

NEWS! Psicoradio lotta e vince

A Psicoradio il premio nazionale “Marconi 2009” come “ migliore progetto di comunicazione indirizzato ai giovani, in particolare attraverso la radio” Negli anni passati nella stessa categoria sono stati premiati i programmi: Fahrenheit , di Rai Radio 3 (2007) e il suoi conduttore Marino Sinibaldi; Caterpillar Rai Radiodue e i suoi conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello (2008))

Una giuria di operatori e professionisti della comunicazione, coordinata dal Prof. Roberto Grandi dell’Università di Bologna ha scelto Psicoradio, per uno dei 5 premi che annualmente il “Premio Città di Sasso Marconi” conferisce ad operatori della comunicazione che si sono segnalati nell’anno precedente. La motivazione è particolarmente significativa, e coglie bene il senso del lavoro di Psicoradio, che da più di due anni fa informazione lottando contro la superficialità e gli stereotipi che circondano la malattia mentale: “Programma innovativo nel formato e nei contenuti, oltre che rilevante per le tematiche sviluppate, legate al problema delle persone con disagio e sofferenza psichiche, ma non solo. La trasmissione, infatti, realizzata direttamente da persone con disagio psichico e operatori che lavorano nel settore della malattia mentale, offre una rilettura della realtà, coinvolgendo gli ascoltatori con un linguaggio fresco, fuori dalle regole e dirompente, che porta alla fine ad affermare veramente che “da vicino nessuno è normale”.

Gli altri premiati quest’anno sono: Luciana Littizzetto ,per una personalità distintasi nel settore della comunicazione; Sabrina Giannini, inviata di “Report”, autrice di inchieste di grande impegno civile e sociale e protagonista di un’informazione scomoda, Vittorio Arrigoni, giornalista del Manifesto in prima linea sul fronte israeliano-palestinese, per lungo tempo l’unico giornalista italiano a Gaza, mentre per la sezione dedicata alla comunicazione ambientale il premio va a Blushuttle, una minivettura utilizzata per realizzare una campagna di comunicazione sui temi del rispetto ambientale dei campi elettromagnetici sul territorio nazionale.