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Autore: Admin

INDOVINA CHI È IL MATTO ALLEGRO?



Può avere momenti di felicità un paziente psichiatrico? In questa puntata si prova a rovesciare lo stereotipo secondo cui chi ha una sofferenza psichica è sempre triste.

 

Le voci che nella trasmissione raccontano cosa fanno per essere felici appartengono a pazienti psichiatrici e a persone “senza diagnosi”. L’ascoltatore viene sfidato a capire, a distinguere la felicità degli uni rispetto a quella degli altri.

 

 

Giocare a calcio per distrarsi dai problemi, disegnare ore e ore per dar voce alle emozioni che si hanno dentro. Suonare la chitarra per passione. Leggere un libro sul divano. Cucinare per le persone cui si vuole bene. Un bicchiere di vino in compagnia. Svuotare la mente praticando una danza indiana. Passare del tempo con il proprio partner: la ricerca dei momenti felici accomuna tutti.

 

Nella parte locale Psicoradio parla del libro “Il grande cavallo blu” di Irène Cohen-Janca, che racconta, con brevi testi e molte immagini, la chiusura del manicomio di Trieste dal punto di vista di un bambino che ci abitava, perché la madre faceva la lavandai lì dentro. Le illustrazioni del libro sono in mostra alla Biblioteca Minguzzi di Bologna fino al 20 Aprile.

News! PSICORADIO AL LICEO

Come ogni anno, Psicoradio continua ad ospitare in stage studenti delle scuole superiori di Bologna.

Prima c’è stato un incontro di Psicoradio con quattro classi del Liceo psicopedagogico Laura Bassi. Poi un gruppo di ragazze e ragazzi ha passato tre giorni in stage nella sede di Psicoradio, per imparare come si passa da un’idea ad un programma, ma soprattutto per rendersi conto di persona di quanti siano ancora i pregiudizi che circondano le persone che hanno una sofferenza psichica. Lavorando insieme, imparando dalle redattrici e redattori di Psicoradio, gli studenti hanno fatto un altro piccolo passo contro lo stigma.

La trasmissione realizzata insieme, “Il corpo prigione dell’anima”, andrà in onda in aprile.

LA PAURA E LA REALTÀ

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“Poi quando escono tornano ad ammazzare” ha detto una signora intervistata per strada, commentando la notizia della chiusura degli OPG entro il 2013.

 

“La pericolosità è un concetto giuridico che non trova fondamento scientifico”. Sono invece le parole utilizzate dal dottor Angelo Fioritti direttore del dipartimento di salute mentale di Bologna che Psicoradio ha intervistato sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, stabilito in una recente legge del governo Monti.

 

Gli OPG non sono stati chiusi con la legge 180 perché per farlo bisognava cambiare il codice penale, procedura lunga e che richiede ampia convergenza politica. Per questo anche ora il termine corretto non è chiusura, ma superamento dell’OPG: si dovranno trasformare i luoghi e i modi di curare le persone ritenute incapaci di intendere e di volere nel momento in cui hanno compiuto un reato.

 

 

A proposito di pericolosità, nell’intervista emerge che le persone con un disturbo psichico sono maggiormente vittime che artefici di reati. Inoltre una ricerca condotta dal 1994 al 2000 in tutte le regioni d’Italia sulle persone che uscivano dagli OPG ha dimostrato che è bassissima la percentuale di chi torna a compiere reato. Anche per questo il dottor Fioritti è d’accordo con questo provvedimento legislativo, che prevede la creazione di strutture in ogni regione, gestite internamente da personale sanitario e con la polizia penitenziaria addetta solo alla sorveglianza esterna.

 

“Questa è una partita dove un atteggiamento sanamente riformista è meglio di uno rivoluzionario”, ha commentato il dott. Fioritti, a proposito di chi invece chiede che i pazienti che compiono reati non vengano necessariamente rinchiusi in luoghi separati, ma affidati ai servizi psichiatrici.

QUANDO IL PAPÀ È MATTO

 

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“…io gli dicevo tutte le sere, quasi ossessivamente: ricordati, qualsiasi cosa succeda, ricordati che ti voglio bene…”

 

Marco, un redattore di Psicoradio, racconta l’amore ma anche le tante difficoltà che possono nascere quando il padre ha un disagio psichico.

 

“…sono entrato in una casa di cura perché ero 34 chili, era il 22 dicembre… in quel momento non avevo un soldo in tasca e ho chiesto all’assistente sociale se anziché comprarmi le sigarette mi poteva portare cinquanta euro, per fare un regalo a mio figlio per Natale”.

 

A Marco viene chiesto se suo figlio ha mai messo in dubbio la sua autorità di padre,

non gli ha mai ricordato la sua malattia: “… onestamente no, ed è per questo che ho speranza per il futuro. Non mi ha mai detto una cosa del genere e non me l’ha fatto mai nemmeno capire. Io sono suo padre, uno rimane padre comunque e lui questo lo riconosce”.

 

 

La puntata si conclude con uno Psicoappuntamento. Il 23 Marzo alle ore 18, presso l’Ambasciatori di Bologna, Marina Valcarenghi, scrittrice e analista junghiana, presenta il suo nuovo libro “Mamma non farmi male”, nel quale l’autrice riflette su un tema difficile anche solo da pensare: quello della mamma “cattiva” che ferisce i figli.

 

 

SE EDISON L’AVESSE SAPUTO…



“Sentivo le scariche elettriche che mi percorrevano il corpo…ma da questa terapia non ho avuto nessun beneficio”. Queste sono le parole di Giulia, ora una splendida e anziana signora che in gioventù ha subito un ciclo di dodici elettroshock.

 

Psicoradio si è già occupata in passato dell’argomento e in questa puntata intervista il dott. Giovanni De Plato, psichiatra e docente di psichiatria all’università di Bologna. De Plato ha partecipato nel 1998 alla stesura delle linee guida che limitano l’uso dell’elettroshock nelle strutture pubbliche e private della regione Emilia Romagna.

 

De Plato ai microfoni di Psicoradio ha spiegato “quando ad una persona con disturbo mentale si sospende la coscienza, si sospende la vigilanza e si sospende la possibilità di elaborare un’esperienza, in questo caso non c’è cura ma violenza”. Tuttavia secondo lo psichiatra questo tipo di terapia non può essere abolita, ma solo limitata; la regione Marche abolì l’elettroshock, ma la sua decisione fu giudicata incostituzionale.

 

A chiudere la puntata un racconto della poetessa Alda Merini sulla sua esperienza dell’elettroshock. Raccontando di una giovane donna sottoposta alla terapia elettroconvulsiva concludeva dicendo: “…la poveretta si salvò dopo mesi e mesi di riabilitazione, ma non divenne più come prima”.

 

Infine vi parliamo un po’ in anticipo de Lo Spiraglio Film Festival della salute mentale che è arrivato alla sua seconda edizione a Roma. C’è tempo fino al 15 Marzo per iscriversi al concorso e inviare cortometraggi e lungometraggi che hanno trattato in modo esplicito e simbolico il tema della salute mentale. Il Festival si svolgerà il prossimo 1 Giugno a Roma.

NUOVI È BELLO



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“Psicoradio è come una mongolfiera, quando le persone hanno dei problemi o delle sofferenze, come noi per esempio, può essere la mongolfiera che ci indica la strada per non arrivare a fare cose brutte, per stare meglio”. E’ così che Rama, uno dei nuovi redattori, descrive cos’è per lui Psicoradio.

 

Luigi e Katia sottolineano, invece, che attraverso il lavoro in Psicoradio sentono di poter essere utili non solo a se stessi, ma anche agli altri.

 

Per arrivare a Psicoradio, le tre nuove voci della redazione sono state selezionate, com’è capitato a tutti gli altri redattori. In certi casi però il contatto con Psicoradio è scattato anche prima. Come spiega Katia: “ho visto il calendario di Psicoradio e l’ho portato a casa, senza sapere che un giorno sarei arrivata qui”.

 

“In serbia ho lasciato amici e fratelli, e ci sarei voluto rimanere anch’io. Invece mi hanno portato qui, in un paese che mi avevano raccontato essere favoloso. Da piccolo mi avevano fatto credere che qui avevano inventato l’autobus volante; ma quando sono arrivato in Italia ho capito che qualsiasi cosa dicano di bello di un paese bisogna sempre affrontare la difficoltà di vivere” (Rama)

 

I tre nuovi redattori sono molto diversi tra loro, arrivano da città e Stati lontani (Serbia, Sicilia e Bologna), hanno età molto varie e passioni diverse, dallo sport alla musica, e si aspettano di poter realizzare con Psicoradio trasmissioni che diano voce ai loro interessi e vissuti: “ho un nipotino che è leggermente autistico, per questo parlare di neuropsichiatria infantile sarebbe interessante per me”.

 

Lo Psicoappuntamento della settimana è dedicato a SIDEOUT- Artisti per casa? un’esposizione di creazioni artistiche “fatte in casa”, che si svolgerà a Bologna il 9 e 10 Marzo.

LA PSICHE VISTA DA AMELIE

La follia: “è come il vento. Immateriale, eppure presente; può essere pericoloso, oppure amico”.

Sono le parole della scrittrice belga Amelie Nothomb, nelle cui opere si riscontrano spesso temi riguardanti la psiche delle persone che popolano i suoi romanzi.

Anche Amelie sente le voci, anzi più voci diverse che la mettono in difficoltà. Inoltre crede nella comunicazione con gli spiriti dei morti. I suoi libri parlano di anoressia e della fatica di passare “dalle stelle alle stalle”. Infatti  fu assunta come traduttrice, ma nella sua vita è finita anche a lavare le toilettes.

La sua scrittura non è però cupa; è ironica, spesso tagliente e leggera. Noi di Psicoradio vi proponiamo una chiacchierata con la scrittrice che abbiamo fatto tempo fa.

Nella seconda parte della puntata vi parleremo dell’associazione Viola di Milano, che organizza un corso di formazione dal titolo “La psicoterapia in carcere”, rivolto a psicoterapeuti interessati al lavoro dietro le sbarre. Il corso si terrà nel weekend del 17 e 18 Marzo e in quello del 28-29 Aprile a Milano.

Per informazioni info@associazioneviola.org

OPG: L’ALTERNATIVA È COSÌ POSSIBILE CHE ESISTE GIÀ

 

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“Una persona che 25 anni fa si è vestita da donna, nella regione Campania, ed è andato davanti a una scuola pubblica, è stato chiuso in OPG per oltre un quarto di secolo”

 

“Entrare in una struttura e trovare un uomo legato nudo ad un letto di ferro, il letto con un buco al centro per la caduta degli escrementi… mi è sembrata una cosa inimmaginabile”

 

Con queste parole del senatore Ignazio Marino si apre a Psicoradio una puntata dedicata all’OPG.

 

Chiudere gli ospedali psichiatrici entro marzo 2013: lo prevede il recente decreto svuota carceri. La legge ha però sollevato molti dubbi da parte di chi da anni sta lavorando per il superamento di questi luoghi. Tra gli altri, la campagna “StopOpg”, che raccoglie molte associazioni e realtà, dalla CGIL all’Unasam, al Forum nazionale della salute mentale, denuncia il rischio della creazione di molti “mini opg” nelle regioni italiane. Su questi temi Psicoradio ha intervistato il portavoce del Forum della salute mentale, il dott. Peppe Dell’Acqua, direttore del DSM di Trieste.

 

Ma molto prima del decreto in Emilia Romagna si stavano sperimentando alternative all’Opg.

 

A Sadurano, vicino a Castrocaro, dal 2007 esiste “Casa Zacchera”, che raccoglie persone provenienti dall’Opg, le ospita in una comunità aperta e le coinvolge in percorsi di riabilitazione. Psicoradio ha intervistato il responsabile, Stefano Rambelli, che racconta come non si sia mai verificato nessun problema di sicurezza tra le oltre 40 persone che sono passate per la comunità.

News! FINALMENTE GLI OPG VERRANNO CHIUSI!

La Camera, con 385 voti a favore e 105 contrari, ha approvato in via definitiva il decreto cosiddetto “svuota carceri”, che affronta il problema del sovraffollamento carcerario. Il decreto prevede anche il superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari entro marzo del 2013.

Dal prossimo anno gli internati non più ritenuti socialmente pericolosi saranno assistiti sul territorio. Per gli altri ricoverati le Regioni dovranno individuare nuove strutture alternative, gestite all’interno interamente dalle Ausl. Strutture piccole, dotate dell’attrezzatura e del personale necessari «per garantire la tutela della salute e della dignità dei soggetti autori di reato e affetti da infermità mentale» come ha chiarito il presidente della commissione d’inchiesta sull’efficienza del Servizio sanitario nazionale Ignazio Marino. Questo provvedimento, che cerca di riparare una situazione vergognosa per cui l’Italia è stata richiamata anche dall’Unione Europea, non è però piaciuto a tutti.  Il deputato Pdl Carlo Ciccioli, ( psichiatra e vicepresidente della commissione Affari sociali di Montecitorio, che Psicoradio tempo fa aveva intervistato sulla sua proposta di cambiare la legge 180 in senso restrittivo) alza i toni, rilanciando il tema della pericolosità: «Almeno cinquecento – afferma- sono responsabili di gravissimi reati contro la persona. Dall’uccisione di familiari alla soppressione di minori. Individui che tendono alla recidiva per motivi di psicopatologia». La paura sottintesa è che si assista d un “liberi tutti”, che però il decreto non prevede affatto, come sostiene Ignazio Marino: «Sulla chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari si dicono falsità che mirano irresponsabilmente a generare allarme pubblico. Al posto degli Opg sorgeranno ospedali da 30-40 posti. Non è stata affatto sottovalutata la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini, per cui all’esterno dei centri di cura la sorveglianza sarà assicurata dalla polizia penitenziaria».
Su questo tema Psicoradio continuerà a lavorare, con programmi sul “dopo OPG”, pareri di esperti  e movimenti di opinione, e  una inchiesta su un luogo in cui l’alternativa agli OPG si è già realizzata. Si tratta di Villa Zacchera,una comunità in Emilia-Romagna, che da 5 anni ospita, a porte aperte, internati degli OPG che qui finiscono di scontare la pena

PSICOREGALI E CUCINA

“Ho scelto questa canzone perché mi ricorda i periodi in cui costruivo tanto, periodi in cui c’era molta più speranza di oggi. Mi dà un senso di serenità, ma anche tanta voglia di muovermi”.

 

Questo è lo psicoregalo del direttore generale dell’azienda USL di Bologna Francesco Ripa di Meana, che è stato negli studi della redazione in occasione dell’evento “Restituzioni” che ha segnato la restituzione definitiva del complesso dell’ex manicomio Roncati ristrutturato alla città.

 

Gli psicoregali dei redattori continuano con buona musica e poesie che, anche se apparentemente malinconiche, fanno riflettere sulle dinamiche della vita e sui suoi repentini cambiamenti.

 

 

 

La puntata prosegue con la voce di Nello Ragusa, psichiatra appassionato di cucina che ha trasformato il suo amore per il cibo in un lavoro. “Se avessi continuato a fare lo psichiatra avrei impiantato un laboratorio di psicoterapia in cucina. A una persona che soffre per esempio di bulimia e che si inginocchia davanti al frigo e divora qualunque cosa, mi sarebbe piaciuto spiegare che quell’oggetto che sta divorando ha un nome, una storia, una sua dignità. Quindi prendere in mano questo carbone ardente, questo persecutore consolatore che è il cibo, e dire bene, adesso siamo uno di fronte all’altro, ci affrontiamo, e vediamo se possiamo trovare un accordo”, ha commentato Ragusa.

 

Pur continuando a frequentare il mondo della psichiatria perché “gli psichiatri sono come i preti, non si spretano mai”, oggi è soprattutto un giornalista gastronomico e fa parte dell’associazione “La compagnia del cibo sincero”. Con lui la redazione si è confrontata sulla dimensione del senso di colpa spesso legato al mangiare, sulle dinamiche dei disturbi alimentari e anche, tema molto sentito dalla redazione, sul rapporto tra psicofarmaci e ingrassamento.

IL SENSO DELLA SOFFERENZA

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“Chiaro che quando sei nella marea alta vorresti essere da tutt’altra parte, però è un’esperienza piena di significato. Io, se potessi tornare indietro, qualcosa del mio passato comunque lo correggerei”.

 

Sono le parole di Massimo a commento dell’intervista ad Annalisa sul tema di questa puntata, il senso del dolore.
Psicoradio approfondisce l’argomento con testimonianze, una discussione collettiva tra i redattori, e anche un cenno storico introduttivo.

 

 

 

 

Secondo Umberto Galimberti, infatti, le popolazioni primitive avevano un diverso atteggiamento rispetto alla sofferenza: attribuivano un significato sociale alla realtà del dolore, concepito come una “rottura nello scambio sociale” .

 

 

“Il gatto in un appartamento vuoto”: in apertura la puntata rende omaggio alla poetessa e saggista polacca Wisława Szymborska, scomparsa la scorsa settimana, leggendo una sua composizione nella quale la morte è vista con gli occhi di un felino.

IL MIO SOGNO? FARE IL PADRONE



Nel 2010 quattordici lavoratori della Foxconn della sede di Shenzen, in Cina, hanno tentato di togliersi la vita saltando nel vuoto. La Foxconn è una grande azienda cinese che impiega circa un milione di operai: produce e assembla componenti per Apple, Intel, HP, Nokia, Microsoft, Sony, Ericsson e altri marchi internazionali.

 

Psicoradio ha cercato di capire qualcosa di più su questi suicidi: sono la risposta estrema a condizioni di lavoro estreme, oppure sono espressioni di un disagio che va oltre?

 

 

E come sono trattate in Cina le persone che manifestano un disagio psichico?

 

La redazione ha intervistato Ivan Franceschini che, insieme a Tommaso Facchin, ha realizzato il documentario “Dreamwork China”: per giorni e giorni i due autori, in uno studio fotografico di fronte alla Foxconn, hanno ripreso ed intervistato i giovani operai che uscivano dalla fabbrica.

 

Ne è uscito un quadro di sogni, speranze, condizioni di vita di ragazze e ragazzi cinesi, che fa capire come i suicidi della Foxconn siano solo l’indizio più visibile di una situazione molto complessa.

 

Nella puntata di Psicoradio si alternano le testimonianze dei lavoratori cinesi, e gli interventi dell’autore del documentario che denuncia, tra le altre cose, una “orribile tratta degli schiavi” che coinvolge migliaia di persone con deficit mentali costrette a lavorare in fornaci clandestine.

 

Per vedere un estratto del documentario: www.dreamworkchina.tv