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Autore: Admin

MUSICOTERAPIA

“Il rapporto tra musica e uomo esiste da quando esiste l’uomo, già nel 1700 in un manuale francese è stato scritto che la musica può dare benessere e giovamento”.

 

Ai microfoni di Psicoradio, Ombretta Gentile presenta ”una terapia alternativa”: la musicoterapia.

 

“In psicoterapia la musica può esser usata sia in modo attivo, suonando, sia in modo ricettivo, ascoltando, per esternare vissuti difficilmente traducibili nel linguaggio verbale”. Ombretta Gentile risponde alle domande e curiosità dei redattori di Psicoradio chiarendo a chi è rivolta la musicoterapia e perché farla.

 

 

 

 

“La musicoterapia può essere utile a chiunque ha un disagio. Ultimamente è sperimentata anche nelle dipendenze da gioco d’azzardo”. Nell’intervista, la terapista spiega che “contrariamente a quanto si pensi, in una seduta musicoterapica non si impara a fare musica” ed è meglio ”lasciare fuori i propri gusti e conoscenze musicali per non esserne condizionati”.

 

Una parte della puntata è dedicata alle riflessioni della redazione sulla tragedia della “Nave Concordia”, raccolte durante una tavola rotonda. In tanti se ne sono occupati. Psicoradio dà spazio alle emozioni dei redattori e riflette sul significato di parole come follia, gesto folle e matto, usate dai media per descrivere il comportamento del capitano della nave.

SE SON SEMI… CRESCERANNO

 

 

Difficile tradurre in una trasmissione radiofonica un progetto lungo più di un anno.
Psicoradio ci prova e questa settimana propone ai suoi ascoltatori una puntata dedicata al progetto “Le parole sono semi”.
Si tratta di un percorso, avviato nell’ottobre 2010, in cui studenti di istituti superiori di Bologna e Imola hanno incontrato e conosciuto persone con disagio psichico, alcolisti in trattamento e i loro familiari. Una conoscenza che è servita per sviluppare una riflessione sul pregiudizio e sugli stereotipi.

 

Da qui i semi che hanno germogliato, ben rappresentati dalle parole di Laura, studentessa del liceo Leonardo Da Vinci di Casalecchio di Reno: “quando conosci queste persone tutti i muri si abbattono, semplicemente perché le conosci”. “Le parole sono semi” è stato un progetto articolato e trasversale tra le generazioni.

 

 

L’atto finale si è tenuto lo scorso 24 ottobre in una mattinata alla quale ha partecipato anche Alessandro Bergonzoni.

 

 

In questa puntata, tra le altre voci, potrete ascoltare la riflessione dell’artista sul difficile rapporto tra i mezzi d’informazione, giornali, radio e tv, e il disagio mentale.

 

“Le parole sono semi” è stato un progetto promosso dalle associazioni Unasam, Acat, Anpis, dai dipartimenti di salute mentale delle Asl di Bologna e Imola e dal centro servizi per il volontariato della provincia di Bologna.

LA VITA NON È SOLO FUMETTO



“Una mattina mi sono trascinato in psichiatria a Pisa chiedendogli che mi dessero una mano perché mi levavo dal mondo, loro mi hanno diagnosticato una serie di robe dai nomi bruttissimi, mi hanno fatto una lunga lista di medicine da prendere che uscito di lì non ho comprato, ma sono uscito capendo che mi ha fatto bene chiedere aiuto per la prima volta, cosa che non avevo mai voluto fare.”

 

Sono le parole del fumettista toscano Gipi, oggi anche autore cinematografico apprezzato dalla critica, che ai microfoni di Psicoradio ha raccontato il suo incontro con la psichiatria.

 

 

Gipi prosegue ricordando l’esperienza artistica vissuta in Belgio, durante un percorso riabilitativo con un malato di mente, grazie al quale ha capito la differenza tra “un artistoide spostato” e una persona che soffre un vero disagio psichico e che non trova il modo per elaborare il proprio dolore nell’arte.

 

 

“Si lavora quando si sta bene , almeno io, quando sono stato male mi sono ritrovato in psichiatria, e lì non ci vai con carta e penna” .

 

Segue la rubrica “gli psicoregali” in cui Brenda, una delle redattrici, regala la sua esperienza di cambiamento e miglioramento.
A fare uno psicoregalo è anche il direttore generale dell’azienda USL di Bologna Francesco Ripa di Meana, che è stato negli studi della redazione in occasione dell’evento “Restituzioni”, che ha segnato appunto la restituzione definitiva del complesso dell’ex manicomio Roncati alla città.

 

“Ho scelto Hey Jude dei Beatles perché mi ricorda i periodi in cui costruivo tanto, periodi in cui c’era molta più speranza di oggi. Mi dà un senso di serenità, ma anche tanta voglia di muovermi”.

LE PAROLE SONO SEMI

Parole che usiamo, giudizi che comunichiamo, pregiudizi che riproduciamo

“I matti me li immaginavo sporchi, claudicanti, ma grazie a questa iniziativa ho cambiato la mia opinione su di loro.” Spiega una studentessa.

A volte lo stereotipo è così radicato che nemmeno chi ne è portatore riesce a riconoscerlo: “Io no ho mai avuto nessun pregiudizio sui matti – confessa una educatrice– ma la mia più grande paura è diventare come loro…matta”.

Queste sono alcune delle frasi che i partecipanti al progetto LE PAROLE SONO SEMI hanno detto ai microfoni di Psicoradio..

Il progetto LE PAROLE SONO SEMI, è durato un anno.
Ha coinvolto le città e le scuole di Imola e Bologna.
Ha cercato di sensibilizzare l’intera comunità sui temi che riguardano la salute mentale e i diritti sociali della persona, e su come questi temi vengono trattati dai mass media.

Durante tutto l’anno studenti, giornalisti, educatori, cittadini seguiti dai servizi di salute mentale e operatori sanitari si sono confrontati e hanno partecipato a momenti di formazione e informazione per  coltivare insieme un linguaggio più accogliente e meno stereotipato, favorendo lo sviluppo di una cultura dell’ascolto e della relazione.

 

Psicoradio, come soggetto che fa informazione e conosce il tema della salute mentale, ha partecipato durante tutto l’anno al percorso portato avanti dal progetto LE PAROLE SONO SEMI.
In questo speciale potrete leggere e commentare:

Due puntate che la redazione di Psicoradio ha dedicato al progetto.
“Le parole sono semi. O sassi” – Puntata 208 del 10 luglio 2011 (AUDIO)
“Seminiamo parole” – Puntata 228 in onda il 19 gennaio 2012 (AUDIO)

La registrazione completa del convegno finale del progetto LE PAROLE SONO SEMI.

Saluti:
Comune di Bologna Assessore Amelia Frascaroli – Servizi sociali, Volontariato, Associazionismo e Partecipazione) (AUDIO)
Provincia di Bologna (AUDIO)
Volabo (AUDIO)

Intervento di Alessandro Bergonzoni (AUDIO)


Tavola Rotonda studenti (AUDIO)

I due numeri del giornale realizzato nell’ambito del progetto
Le parole sono semi 1 – Aprile 2011 (PDF)
Le parole sono semi 2 – Giugno 2011 (PDF)

 

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Il progetto LE PAROLE SONO SEMI è stato promosso da:
Associazione E pas E temp – Imola
U.N.A.SA.M. – onlus
A.C.A.T. BO – Bologna
• A.C.A.T. – Bologna Nord
ANPIS – Ass. Nazionale per le Polisportive per l’Integrazione sociale – Emilia Romagna
Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche – AUSL di Bologna
Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche – AUSL di Imola
Volabo – Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Bologna

 

 

 

VAN DE SFROOS



“Sento forte il bisogno di dovermi confrontare con la realtà, quella che conosco che incontro, ma soprattutto quella che non conosco, su questo pianeta e non solo su questo”. Queste sono le parole di Davide Van De Sfroos, cantautore, musicista, ma anche poeta e scrittore.

 

Nel 2011 ha partecipato al Festival di Sanremo con una canzone dal titolo Yanez, cantata in dialetto laghee, ispirata ai racconti di Emilio Salgari. Un omaggio al grande scrittore, ma soprattutto a suo padre che di Salgari era grande appassionato.

 

Molti dei personaggi che popolano le sue canzoni sono il frutto di un suo viaggio interiore, quasi mistico. “Io non faccio altro che diventare il veicolo o la grondaia di tutto quello che scorre dentro di me, con la speranza che alle persone questo possa arrivare”.

 

Psicoradio l’ha scelto per la grande sensibilità che ha sempre dimostrato dando voce ai più deboli, diversi, ma anche al lato oscuro che è dentro ognuno di noi. La redazione ha coinvolto Davide in un dialogo intenso, scavando nella sua musica e nel suo pensiero, un po’ come lui fa con la realtà. Tanto che alla fine dell’intervista il cantautore comasco si è sentito di ringraziare Psicoradio “perché mi permette di dire cose che spesso vengono tralasciate”.

Davide ha raccontato alla redazione dei suoi viaggi nei luoghi dimenticati o nascosti dalla gente “normale”, tra gli altri anche i manicomi che lui chiama “contenitori creati per rinchiudere quello che è imbarazzante e non produttivo”. Luoghi in cui si è trovato come un camminatore in bilico sul muro che divide disagio psichico e salute mentale, un muro “da cui è fin troppo facile cadere, da una parte e dall’altra”.

Nel suo viaggio, musicale e artistico, ma anche di vita, Davide Van De Sfroos ha scelto di “dare voce ai personaggi scomodi, diversi,spesso inascoltati, di guardare l’ombra e non solo la luce che la proietta, perché queste ombre, dentro e fuori di noi, sono state per troppo tempo nascoste o dimenticate”.

 

Con le sue canzoni e le sue parole Davide pone a tutti una domanda: “il pazzo sono io che vedo queste cose che esistono o sono gli altri che fanno finta di non vederle?”

 

Nella seconda parte della puntata ascolterete una tranche di originali auguri di felice 2012 registrati appositamente dai redattori di Psicoradio.

VIRGINIO MEROLA A PSICORADIO



Il sindaco Virginio Merola a Psicoradio: “I sindaci d’Italia devono chiedere una legge per il diritto di cittadinanza di chi nasce e vive in Italia. E voto alle amministrative per i migranti”

 

E poi fotografie, poesie, musica: i regali di Psicoradio al suo pubblico.

 

Psicoradio intervista il sindaco di Bologna Virginio Merola sugli episodi di razzismo di questi ultimi giorni. Non si è trattato infatti di “gesti difollia”, come qualche giornale ha scritto, e come qualche politico ha ribadito, (per esempio Matteo Salvini da Gad Lerner, che ha anche aggiunto “ Li rinchiuderei in manicomio e fonderei la serratura.”)

 

 

Merola ha invece lanciato un appello ai sindaci d’Italia “Un sindaco può e deve fare molto: innanzitutto sostenere la necessità di una legge che dia il diritto di cittadinanza ai nati e cresciuti qui. Ci sono tanti giovani che crescono qui e studiano fino ai 18 anni insieme ai nati in Italia e poi scoprono improvvisamente che devono chiedere il permesso di soggiorno, se vogliono chiedere di rimanere qui, come cittadini stranieri. E’ una vergogna intollerabile e tutti i sindaci d’Italia devono chiedere, assieme al presidente Napolitano che il parlamento approvi una legge per questo diritto di cittadinanza. Assieme a questa legge è necessario che ci sia il voto alle amministrative per i migranti . Bologna deve molto a questi persone per il reddito che producono, per quanto danno alla nostra comunità e alle nostre imprese, e dobbiamo lavorare molto per sconfiggere lefalsità e le cattiva informazioni. Non è vero che i migranti siano dei privilegiati, non tolgono la casa a nessuno, la casa la toglie un governo che adesso sembra scomparso, ma che in questi anni ha tolto i fondi perla casa.”

La puntata continua con i regali che la redazione fa ai propri ascoltatori. “Posso scrivere i versi piu’ tristi questa notte…” recita Massimo prendendo in prestito i versi di Neruda; e Rama dedica un rap che dice ”Non so chi sono, e mi spavento a scoprirlo; vorrei che fosse oggi in un attimo già domani, perché sarà migliore, e io sarò migliore come un bel film che lascia tutti senza parole “. E un nuovo redattore ci culla cantando con una vecchia canzone natalizia.

SONO SEMPRE GESTI DI FOLLIA?



 

A Firenze un uomo spara e uccide 2 ragazzi senegalesi; alcuni giornalisti parlano di “gesto di follia”.
Ancora una volta, di fronte ad un avvenimento violento, sconvolgente, la risposta meno problematica: viene chiamata in causa la follia.
Anche se chi ha ucciso viene da una cultura che nel passato e nel presente ha insultato le persone di razze diverse, e ha incitato all’odio razziale, ciò che viene evocata è “follia”.

 

 

In questa puntata Psicoradio discute dell’uso delle parole,in particolare della consuetudine giornalistica di associare il termine “follia” a cio’ che non è immediatamente comprensibile. E si chiede anche se la xenofobia abbia un colore politico.

 

 

E’ anche l’occasione per raccontare una lezione tenuta da Psicoradio lunedì 5 dicembre 2011 alla facoltà di Scienze della Comunicazione di Bologna. Gli studenti del corso di giornalismo hanno posto molte domande alla redazione, che da tempo lavora per cercare di cambiare il linguaggio e la cultura delle persone che fanno informazione, quando usano termini associati alla malattia psichica

NON URLARE, TI SENTO!

Psicoradio ripropone il tema del sentire le voci.

 

In questa puntata, realizzata qualche tempo fa, Psicoradio racconta l’esperienza di due persone che convivono con questa realtà, molto più diffusa di quello che si pensi. In particolare ascolterete la storia di Ron Coleman e di G., una giovane donna che sente le voci da più di 5 anni.

 

Ron Coleman è un ex paziente uditore di voci, che ora tiene dei seminari di formazione agli operatori sanitari. Gli fu diagnosticata una schizofrenia, per cui passò dieci anni nelle strutture psichiatriche inglesi. Ora gira l’Europa proponendo metodi di cura basati sul dialogo. Coleman ha messo a punto una tecnica per convivere con le voci, che ha chiamato “recovering”.

 

 

In chiusura il nostro psicoappuntamento.

 

 

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e il direttore generale dell’Ausl Francesco Ripa di Meana, restituiscono l’ex manicomio Roncati alla città. A più di 30 anni dalla apertura dei manicomi (Legge Basaglia) e a 10 anni dalla definitiva chiusura dell’ospedale psichiatrico di Bologna, l’edificio è stato completamente restaurato. Fra le sue mura trova spazio anche Psicoradio, e Sabato 17 Dicembre ci sarà una simbolica inaugurazione.

La stampa online e i blog

Da pazienti psichiatrici a cronisti: “Caro Saviano, niente pregiudizi” – Il DUCATO – 3 Marzo 2014
Lettera  Saviano. Non associare psicofarmaci a manicomio – REDATTORE SOCIALE – 19 febbraio 2014
Solidali con Saviano, ma non parli di manicomi! – LA STEFANI – 19 febbraio 2014
Psicoradio a Saviano. Basta parlare di ospedali psichiatrici! – RCDC – 19 febbraio 2014
La collina dei folli rei – Detenzioni – 29 gennaio 2013
La vera sfida è vincere il proprio stigma – Portale AUSL Bologna – 25 maggio 2012
Psicoradio la radio della mente a Bologna – GQ Italia – 7 maggio 2012
On air i 5 anni di Psicoradio – IL FATTO QUOTIDIANO – 7 novembre 2011

Ex manicomio Roncati. Spazio restituito – RADIO CITTA’ DEL CAPO – 24 ottobre 2011
Serrano: quando le donne parlano – IL C@FFE’ LETTERARIO – REPUBBLICA.IT – 15 settembre 2011
Per gli uditori di voci arriva una nuova terapia, se ne parla a Psicoradio – AGENDA SOCIALE – 22 giugno 2011
Ricordando Fashanu, simbolo del pregiudizio – CORRIERE DI BOLOGNA – 17 febbraio 2011
Psicoradio e le associazioni di salute mentale contro le proposte di modifica della legge Basaglia – BANDIERA GIALLA – 12 maggio 2010
Dar voce al disagio mentale – IL PERIODICO – 12 maggio 2010
Cambiare la legge Basaglia? Da Psicoradio stop alle proposte di modifica – SUPERABILE.IT – 12 maggio 2010
La Psicoradio lancia un appello in difesa della legge Basaglia
– RADIO CITTA’ DEL CAPO – 11 maggio 2010
Arte e Salute onlus: recuperare la socialità attraverso il lavoro – LA STEFANI – 2010
Un volto alle voci della Psicoradio – RADIO CITTA’ DEL CAPO – 3 agosto 2009
Psicoradio premiata con la Littizzetto – RADIO CITTA’ DEL CAPO – 16 maggio 2009
La comunicazione meno prevedibile di Psicoradio – SUPERANDO.IT – 9 maggio 2009
La voce di Psicoradio – SOCIALNEWS – maggio 2009
Psicoradio media friend al festival di arte contemporanea di Faenza – RETESOCIALE.IT – APRILE 2009
Complimenti Psicoradio! – RADIO CITTA’ DEL CAPO – 24 febbraio 2009
Una ricerca di Psicoradio sulla Follia scritta – RADIO CITTA’ DEL CAPO -12 dicembre 2008
Psicoradio, la radio della mente – SOCIALNEWS – settembre 2008
Le radio folli: la voglia matta – JEKILL – 13 maggio 2008
Psicoradio – PEACEREPORTER – 3 maggio 2008
Perchè in fin dei conti da vicino nessuno è normale – PACE E DIRITTI – maggio 2008
Psicoradio ospite di Fahreneit – GIUGIONI – 16 aprile 2008
La radio dei matti – L’OFFICINA – 26 marzo 2008
Psicoradio, la radio della mente
– GIRODIVITE – 28 novembre 2007
In onda Psicoradio. Tra Cristicchi e il dottor Freud – BANDIERA GIALLA – 18 marzo 2007
Voci strane, voci che nascono da dentro – ARTICOLO 21 – 2007
Nasce Psicoradio – ILMIOPSICOLOGO.IT – 2006

NEWS! Psicoradio in Università

Lunedi 5 dicembre, dalle 17 alle 19, la redazione di Psicoradio si presenterà all’Università di Bologna, nel corso di laurea di Scienze della Comunicazione, ospite del professore Mauro Sarti.

Se volete incontrarci, raggiungeteci a Scienze della Comunicazione, in via Azzo Gardino!

LA VITA PER STRADA FA SCHIFO!



 

Sono le parole di Silvia, a suo tempo senza tetto, intervistata da un redattore di Psicoradio in questa seconda puntata sulla vita in strada.

 

Il mondo che emerge è del tutto negativo, mitigato, forse, dall’unica cosa positiva, la libertà. L’unica via d’uscita, secondo Silvia, è essere aiutati prima che gli anni ti abbruttiscano.
Al dott. Filippo Renda, psichiatra, abbiamo invece chiesto sul possibile legame tra disagio economico malattia psichica, e vita in strada.

 

Secondo la sua esperienza, la povertà rende piu’ facile una deriva che invece una famiglia ricca puo’ riuscire ad evitare: non è vero che la malattia è uguale per tutti.

 

Infine Psicoradio segnala il convegno” Respirare la vita”, organizzato dal Dipartimento di salute mentale e dalla facoltà di Psicologia di Bologna il 6 dicembre. Nelll’incontro viene presentato il progetto, I.E.S.A. già in atto ed estremamente interessante: si tratta di inserire l’adulto con disagio psichico in una famiglia che se ne prenderà cura e potrà aiutarlo nel reinserimento sociale.

QUANDO UN TETTO NON C’È



Adam era un senza tetto che viveva a Bologna, aveva trasformato una discarica in un giardino e lì aveva deciso di vivere; in via Azzo Gardino quel pezzetto di verde strappato al cemento lo ricorda ancora a due anni dalla morte.

 

Psicoradio riprende il discorso sui senza fissa dimora perché “Piazza Grande”, il giornale di strada fondato nel 1993 da un gruppo di clochard, ha dedicato l’ultimo numero al disagio psichico. La copertina del numero di novembre di “Piazza Grande” mostra il volto del dott. Filippo Renda, ex direttore del dipartimento di salute mentale Bologna Nord e tra i fondatori dell’associazione Arte e Salute.

 

Per questo motivo i redattori di Psicoradio hanno intervistato il direttore del giornale, Leonardo Tancredi ponendogli alcune domande sulle persone che vivono in strada. Uno degli aspetti che ha più impressionato la redazione è stata quella dell’aumento, tra i senza fissa dimora, di persone che avevano un lavoro e poi l’hanno perso. Tutto questo riporta ad una realtà dove quella di vivere in strada non è una scelta ma una condizione da cui spesso non si riesce a tornare indietro. Assieme alle voci gli ascoltatori potranno sentire musica registrata in strada per le vie di Bologna.