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Autore: Admin

NEMICO CIBO – 4

Feet on a scale

 

“Tra i due opposti, essere anoressica ed essere ciccia, preferivo essere ciccia perché quando ero ciccia almeno non avevo l’aspetto di un morto.”

 

Qualche tempo fa alcuni redattori di Psicoradio hanno visitato il centro “In volo”, residenza socio riabilitativa per disturbi alimentari a Pellegrino Parmense, ed è da lì che prende le mosse una redattrice per parlare della propria esperienza di rapporto malato col cibo..

 

 

 

Psicoppuntamento: il Centro Psicoanalitico di Bologna in collaborazione con la Biblioteca Salaborsa, organizza una serie di incontri dal titolo “Il lettino e la piazza”, per riflettere da un punto di vista psicoanalitico e culturale sul fenomeno del femminicidio e sulle radici della violenza maschile contro le donne. Sabato 8 Marzo, alle ore 10.30, si parlerà di femminicidio. Interverranno lo psicoanalista Stefano Bolognini e la semiologa Patrizia Violi.

PSICORADIO A SAVIANO: NON VOGLIAMO PIÙ SENTIRE PARLARE DI OSPEDALI PSICHIATRICI

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In questa puntata Psicoradio parla di due temi molto sentiti dalla redazione. La settimana scorsa Roberto Saviano ha rilasciato un’intervista a El Pais, nella quale lo scrittore confessa le proprie difficoltà a vivere sotto scorta, l’uso di psicofarmaci, e arriva addirittura a parlare della paura di “finire in ospedale psichiatrico”.

 

L’intervista è stata ripresa da molti quotidiani italiani: Repubblica, Corriere, Mattino, Fatto Quotidiano, ecc. Tutto ciò ha suscitato un acceso dibattito all’interno della redazione di Psicoradio: “Gli ospedali psichiatrici non esistono più in Italia, non se ne può parlare ancora come se ci fossero. E non bisogna aver paura a prendere psicofarmaci”. Ma soprattutto, la discussione ha riguardato i titoli delle testate italiane che hanno ripreso la notizia: come “Confessione choc di Saviano”. La redazione, pur comprendendo lo sfogo e l’angoscia del giornalista, gli ha scritto una lettera aperta.

 

 

 

Perché le parole hanno un peso che non può essere sottovalutato. Nonostante la lettera sia stata ripresa da numerose agenzie di stampa, attendiamo ancora (fiduciosi) una risposta da parte del giornalista napoletano.

 

Nella seconda parte della puntata la redazione indaga il rapporto tra psichiatri e pazienti. “…L’essere capiti è un qualcosa di veramente raro… credo che esista più che altro il rispetto dell’altro.” “…nella mia esperienza invece è sempre prevalso il lato umano… anche se lui ci tiene a definire i ruoli…” “Io preferisco che non ci sia un rapporto amicale, non voglio dare del tu alla mia psicologa”

 

 

Saviano: NON VOGLIAMO PIU’ SENTIR PARLARE DI OSPEDALI PSICHIATRICI!

Qualche giorno fa Roberto Saviano ha rilasciato un’intervista a El Pais, (“Me he arruinado la vida”) nella quale lo scrittore, con molta angoscia, parla delle difficoltà derivate dal dover vivere sotto scorta. Lo scrittore, tra l’altro, afferma che per andare avanti deve far ricorso a psicofarmaci, e arriva addirittura  a parlare della paura di “finire in ospedale psichiatrico”.
L’intervista è stata ripresa da molte testate   italiane (Mattino, Repubblica, Corriere, Messaggero, Il fatto quotidiano, Huffington post, ecc).

Psicoradio ha scritto a Saviano una lettera aperta, che vi invitiamo a condividere.

“Caro Roberto,
siamo solidali con il tuo dolore (e noi di dolore ce ne intendiamo!) e anche con la tua paura nell’iniziare a prendere psicofarmaci, ci siamo passati.
Però, siccome sei un giornalista importante, e fai opinione, vorremmo dirti che non vogliamo più sentir parlare di ospedali psichiatrici, che per fortuna sono stati chiusi, almeno in Italia!
E comunque, è proprio chi prende gli psicofarmaci che corre meno il rischio di essere ricoverato! Non te la prendere, ma Psicoradio da tanto tempo è attenta al linguaggio che si usa per parlare di disturbi psichici, perchè le parole sono pesanti, e tu lo sai meglio di noi! E quindi non bisogna coltivare la paura e i pregiudizi rispetto agli psicofarmaci, e non bisogna associare psicofarmaci e manicomio.

E guarda come i giornali hanno ripreso la notizia, con titoli-horror: “Confessione shock di Saviano”; È una non-vita, uso psicofarmaci’; “Da “Gomorra” una vita di psicofarmaci ”…Cosa c’è di così shoccante nel prendere psicofarmaci? Per finire, ti auguriamo di riprendere in mano la tua vita e ti invitiamo, tu che fai battaglie per la libertà, ad associarti alla nostra, quella contro i pregiudizi sul dolore psichico!” 

Su linguaggio e salute mentale, la redazione di Psicoradio ha anche svolto una ricerca quantitativa e qualitativa, (Follia Scritta) che ha preso in analisi 9 quotidiani nazionali nell’arco di un anno  in collaborazione con l’istituto media e giornalismo dell’Università della Svizzera Italiana e con l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna).

LE PSICOPILLOLE N.2



“Può succedere che il medico abbia poco tempo per farsi una formazione continua sugli psicofarmaci e quindi sia indotto ad ascoltare un po’ ingenuamente gli informatori delle case farmaceutiche. Il loro marketing è ancora abbastanza spudorato, una vera e propria pubblicità”.

Psicoradio continua ad occuparsi di psicofarmaci, in particolare in relazione al nuovo DSM V, intervistando la dott ssa Antonella Piazza e il dott. Marco Menchetti, psichiatri e farmacologi del Dipartimento di Salute Mentale dell’ AUSL di Bologna.

Il recente DSM V (Diagnostic and Statistical Manua of Mental Disorders) il manuale “Bibbia degli psichiatri” che elenca sintomi, diagnosi e protocolli, ha allargato molto le categorie diagnostiche, ed è stato criticato perché induce un aumento dell’assunzione di psicofarmaci.

In questo quadro, il marketing delle case farmaceutiche continua ad essere pressante nei confronti degli psichiatri, anche se, secondo la dott.ssa Piazza, sono state poste delle limitazioni, ad esempio sui regali che venivano fatti dalle case farmaceutiche. Altro capitolo affrontato nel l’intervista è quello legato alle modalità di sedazione e di contenzione, fisica e chimica, quando si verificano situazioni di aggressività. Questo punto ha suscitato discussione tra i redattori di Psicoradio, e ne parleremo in puntate future.

LE PSICOPILLOLE

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Psicoradio inizia una serie di puntate per riflettere sul tema degli psicofarmaci: dalla descrizione delle principali “famiglie” di psicofarmaci, e dei loro effetti indesiderati, al parere di chi questi medicinali li prende tutti i giorni, ed è quindi molto esperto.

E poi, con il gioco del “vero e falso” affronteremo le fantasie e la realtà di questa particolare categoria di medicinali attorno a cui si addensano tante paure.

In questa puntata la redazione intervista due psichiatri dell’ASL di Bologna esperti in farmaci: Antonella Piazza e Marco Menchetti.

Ecco qualche anticipazione. Ci sono sostanzialmente quattro grandi famiglie di psicofarmaci: ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici e stabilizzatori dell’umore.

Secondo i nostri intervistati, gli ansiolitici possono provocare dipendenza anche fisica, ed avere come effetto collaterale l’eccesso di sedazione, soprattutto se associati ad altre sostanze, per esempio all’alcol.

Gli antidepressivi, nonostante tante paure, non danno invece dipendenza fisica, anche se non devono essere interrotti di colpo per evitare “l’effetto rimbalzo”.

Gli antipsicotici si usano per i disturbi psichiatrici maggiori, come le psicosi, le depressioni molto gravi di tipo psicotico e gravi disturbi di personalità. Neanche loro danno dipendenza fisica, e rispetto ai primi antipsicotici possono avere effetti collaterali un po’ più leggeri, tra i quali l’aumento di peso. Gli stabilizzatori dell’umore si usano nella cura del disturbo bipolare.  Anche per loro vale quanto detto per gli antidepressivi: possono dare dipendenza psicologica, ma non fisica.

Entrambi gli psichiatriinistono comunque sul fatto che, anche se gli psicofarmaci funzionano, è sempre molto importante associarvi una terapia psicologica e attività di reinserimento nel mondo.

ESSERE GENITORI ESSERE FIGLI

 

“Che io non sia un inquieto fantasma che segua ossessivo l’andare dei tuoi passi […] Tu devi essere libera di prendere un sentiero la cui fine io non senta il bisogno di conoscere”.

Sono alcuni versi della poesia che l’antropologa Margaret Mead (1901 – 1978) ha dedicato alla figlia Catherine. La poesia è stata pubblicata nella sua autobiografia “L’inverno delle more”. In questa puntata Psicoradio riflette sul rapporto tra genitori e figli:  nella prima parte sulla difficoltà di essere genitori, nella seconda soprattutto su quella di essere figli.  Quale deve essere il ruolo di madri e padri rispetto ai figli? Fino a che punto una madre può erigere muri per proteggerli? I redattori di Psicoradio si sono interrogati sul senso dei versi di Margaret  Mead e hanno raccontato alcuni vissuti personali rievocati dalla lettura della poesia. Nella seconda parte il rapporto genitori figli viene rovesciato e analizzato a partire dal punto di vista dell’esperienza di una figlia adottiva. Nel suo racconto Brenda spiega con dovizia di particolari le paure che un figlio adottivo può sviluppare nel corso del tempo ed offre tutta una serie di consigli pratici, rivolti tanto ai figli quanto ai genitori, per affrontare meglio la vita di tutti i giorni e costruire un rapporto solido.

TEATRI DELLA MENTE

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In questa puntata ascoltiamo voci speciali: sono gli attori delle 10 compagnie “della salute mentale” che hanno fatto parte del progetto regionale Movimenti, un progetto nato nel 2009, finanziato dagli assessorati Cultura e Sanità della Regione Emilia-Romagna.

 

Dal 2009 si sono creati legami tra i progetti teatrali dei vari dipartimenti di salute mentale e collaborazioni tra le diverse compagnie, che ancora oggi hanno una vetrina comune sulla quale possono condividere e pubblicizzare il loro lavoro: il sito teatralmente.it.

 

I pazienti-attori raccontano compagnie molto diverse tra loro: c’è la compagnia che lavora all’interno dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, ci sono le rappresentazioni sugli autobus della compagnia di Imola, o Vito e altri attori famosi che hanno collaborato con la compagnia bolognese Arte e Salute.

In questi anni di attività, il teatro ha cambiato le idee sulla capacità di fare cultura, sia degli attori che si sono scoperti tali, che degli spettatori che applaudono gli attori per le loro capacità sulla scena. La puntata si chiude con la presentazione musicale di un brano di Renato zero, “Cercami”, che Gabriele, un redattore di Psicoradio, regala a tutti gli ascoltatori, per riflettere sull’amicizia e la solitudine.

PSICORADIO DI TUTTO E DI PIÙ (E MEGLIO!)

 

Per raccontarne un po’, in questa puntata ciascuno redattore continua a regalare agli ascoltatori una o più puntate, che parlano dei temi più svariati: il dolore, che non ha età, l’uomo che dipingeva gatti che non erano gatti, Gesù e la Chiesa, il discorso degli OPG, gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, che Psicoradio segue fin dalle prime trasmissioni intervistando chi dentro ci è stato, (e sembra ormai molto probabile che per la loro chiusura non verrà rispettata la scadenza di aprile 2014)

 

E c’è chi ricorda le puntate “artistiche”, come quella su Gipi, disegnatore e fumettista, che di psicologia si occupa spesso nei suoi racconti, su Alda Merini, o le trasmissioni sull’arte, spesso usata anche come una terapia; e serve a star bene anche la musica suonata alla tastiera o alla chitarra da alcuni dei redattori della radio. E poi c’è “Follia scritta”, una ricerca sull’uso delle parole legate alla salute mentale nei quotidiani, troppo spesso con accezioni negative. E le “interviste interiori” di qualche redattore che ha voluto generosamente raccontarsi ai nostri microfoni.

PSICORADIO STORY



I redattori di Psicoradio raccontano quali sono stati gli argomenti e le battaglie affrontate durante questi anni di messa in onda, e lo fanno regalando agli ascoltatori una puntata.

 

Luca ricorda in particolare la puntata dedicata a Diamanda Galas, artista eclettica che ha attraversato la sofferenza psichica e che ai microfoni della redazione ha raccontato la sua storia. Gabri, invece, preferisce le diverse inchieste condotte da Psicoradio sul fenomeno del sentire le voci, e ricorda in particolare l’intervista fatta a Ron Coleman, un ex paziente uditore di voci che ora tiene dei seminari di formazione agli operatori sanitari e ha messo a punto una tecnica di cura chiamata “recovery”.

 

 

 

 

Ma gli argomenti sono stati tanti: dalle inchieste sugli ospedali psichiatrici e sui disturbi alimentari, alle battaglie in difesa della legge 180, alle puntate dedicate all’arte, come quella sulla Biennale di Venezia.

 

Psicoradio è anche altro. Non solo programmi radiofonici, ma anche convegni come “Follia Scritta” e conferenze come “Ma come parli?”, un incontro con i politici locali sull’uso offensivo delle parole della salute mentale.

SIAMO TUTTI CATTIVI

 

L’Associazione Viola si occupa delle persone che hanno commesso violenza; è composta da psicoterapeuti che studiano e curano il comportamento violento.

 

 

Psicoradio, colpita dal fatto che venga curato chi commette il reato e non chi lo subisce, ha intervistato due psicoterapeute dell’Associazione, la presidente Marina Valcarenghi e Grazia Arena.

 

Ecco alcune affermazioni estratte dall’intervista:

 

“Nella dimensione del delitto c’è anche la sofferenza di chi fa il male. E’ quella di cui non ci si occupa, e che invece serve a curare; cio’ non significa che non ci sia stato un delitto: chi ha fatto il male è anche giusto che lo paghi, ma dietro la colpevolezza c’è una sofferenza, di cui noi se siamo terapeuti dobbiamo occuparci”

 

“Siamo tutti anche cattivi, il male esiste in ciascuno di noi, ed è importante averne consapevolezza. Non ci sono cordoni sanitari che distinguono totalmente i sani dai malati, i cattivi dai buoni, i matti da quelli che non lo sono”

 

“Dal 1994, nella nostra attività in carcere con persone che avevano commesso violenze, non abbiamo mai visto un caso di recidiva”

 

 

FELICITÀ E NOSTALGIA



 

Siamo alla fine dell’anno ed è tempo di bilanci. I redattori di psicoradio riflettono sui momenti di felicità e di nostalgia che hanno attraversato.

 

Gli psicoredattori svelano agli ascoltatori i loro piccoli momenti di gioia quotidiana, anche se “ Ci sono dei momenti intimi che perché restino felici non devono diventare parola” come racconta la psicodirettrice, proseguendo ”la felicità per me è guardare gli occhi del mio gatto e sentire che per un attimo creature diverse possono comunicare”. I momenti di felicità si intrecciano anche con momenti di nostalgia. “La mia nostalgia è il sapore del panino con gelato che la mia nonna mi comprava tutti i pomeriggi all’uscita dal doposcuola” dice una redattrice.

PRIMO: LA CASA



Psicoradio intervista José Ornelas, psicologo di comunità all’Istituto Universitario di Lisbona (Portogallo) che ha presentato Bologna il progetto: Housing First, la casa prima di tutto: “Nessuno dovrà più passare accanto ad un senza tetto come se niente fosse”

 

Il progetto è nato a New York quindici anni fa e si rivolge ai senza fissa dimora che soffrono di un disagio psichico. Attraverso questionari distribuiti in strada, mirati a capire i loro bisogni principali, sono emersi tre punti fondamentali: una casa, un lavoro e una famiglia. L’obiettivo del progetto quindi è quello di riuscire a dare una casa alle persone che vivono in strada per poi successivamente reinserirle nella società.

 

 

 

José Ornelas ha iniziato a sperimentare Housing First in Portogallo. Per soddisfare il primo bisogno, avere una casa, sono stati messi a disposizione dei senza tetto appartamenti dove possono andare a vivere, se lo desiderano.

 

La puntata continua a parlare del disagio dei senza fissa dimora raccontando l’esperienza di Silvia, che dice: “È molto brutto essere clochard perché ci si sente disprezzati e rifiutati dalla società. È troppo schifosa come vita per poterla scegliere, ci si ritrova quasi senza rendersene conto, si è costretti dalla vita, dalla sfiga”