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Autore: Admin

IL CORAGGIO DELLA FELICITÀ

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Questa settimana Psicoradio vi propone un’intervista fatta alla Dott.ssa Marina Valcarenghi, psicoanalista che si definisce “junghiana eretica” e fondatrice dell’associazione Viola di Milano, che studia e cura uomini che hanno commesso violenza. Attualmente Marina Valcarenghi lavora in carcere a Milano con uomini condannati per reati sessuali.

La redazione l’ha incontrata qualche tempo fa ed ha organizzato, insieme al centro psicanalitico junghiano Temenos, la presentazione del suo ultimo libro, “Il coraggio della felicità. Appunti sulla psicoanalisi del presente”, presso la Feltrinelli di Via dei Mille a Bologna:

“Questo libro è dedicato alla descrizione del tempo presente e si sofferma sula crisi politica, sociale, ed economica: per un analista – spiega – è impossibile non conoscere e “giudicare” il mondo che lo circonda perché la psicoanalisi non è una bolla di polistirolo isolante”

 

Prendendo spunto da alcuni dialoghi presenti nel libro, la redazione si è confrontata con la Dott.ssa Valcarenghi su cosa sia la felicità e sul coraggio che serve per cercarla. “Dobbiamo cercare la felicità dentro a questa realtà, non fuori perché, non esiste un fuori, siamo noi che pensiamo la felicità” sostiene la psicoanalista. La felicità non è qualcosa di irraggiungibile, in ogni occasione può essere ricercata, anche in questi tempi. Nonostante la frenesia della vita moderna, esiste ancora una strada per rendere possibile il miglioramento della qualità della vita.

 

L’UNIONE DÀ LA FORZA

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“Lo scopo dei gruppi di auto mutuo aiuto è aiutare le persone che si sentono sole e che soffrono, a trovare dentro di loro le risposte alle domande e la forza per affrontare le situazioni difficili”.
L’auto mutuo aiuto è la condivisione di esperienze tra persone che hanno vissuto lo stesso disagio e nelle quali dunque ci si può specchiare.
I gruppi si occupano di molte aree di sofferenza: dal disagio psichico alle dipendenze più “classiche,” –  narcotici e alcool –  e quelle “nuove”, come il gioco d’azzardo o le dipendenze affettive. Psicoradio ha intervistato Daniela De Maria, incaricata del progetto della rete dei gruppi di auto mutuo aiuto dell’AUSL di Bologna, e Gianfranca Romagnoli, che partecipa  ad un gruppo tra familiari di persone con disagio psichico. La trasmissione fornisce anche informazioni utili a contattare i diversi gruppi di auto mutuo aiuto.

L’ultima parte della puntata è dedicata alla rubrica “Sinapsi sonore”. La presentazione musicale è   a cura del redattore Paolo, che racconta le emozioni provate  ascoltando la canzone di Fabri Fibra “Non ditelo”.

UNA STORIA DI GIPI

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La redazione ha incontrato il fumettista Gipi, che a 5 anni dal libro “LMVDM” ha pubblicato “UNASTORIA”, libro a fumetti candidato (prima volta per un fumetto) tra i 12 finalisti del premio Strega.
UNASTORIA racconta la vita di Silvano Landi, scrittore che alla soglia dei 50 anni vede la sua vita andare in pezzi e ricorda quella del nonno Mauro, soldato che ha combattuto la prima guerra mondiale e scritto dal fronte strazianti lettere d’amore.
Gipi ha raccontato alla redazione le difficoltà e le gioie di un libro nato come pura improvvisazione, necessità di comunicare e paura di non riuscire a farlo.  “Il libro è stato fatto in uno stato di semi incoscienza, soltanto dopo averlo finito ho saputo cosa stessi raccontando.”

Secondo l’autore UNASTORIA è “un libro psichico” – non c’è una costruzione drammaturgica classica che segue un progetto –  “ho accostato immagini, faccio parlare i personaggi e spero che queste immagini suscitino emozioni”, dice Gipi, “ma perché suscitino certe emozioni non lo so…”
La redazione di Psicoradio  ha provato a far rivivere queste sensazioni recitando UNASTORIA, trasformandolo in un radiodramma.

STORIE DA UN CARCERE ‘’MENO INUTILE’’

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Che luogo è il carcere? C’è ancora qualche possibilità di rielaborazione e riabilitazione, in una istituzione che rischia di essere sempre e solo punitiva?

In questa puntata Psicoradio racconta un aspetto poco noto del carcere: alcune esperienze che aiutano i detenuti a vivere con dignità la propria condanna e ottenere strumenti per non commettere reati dopo aver pagato i propri errori.

Giuseppe La Pietra, (Coop. Soc. Sirio di Parma) racconta il “Laboratorio Narrativo sull’Etica e la Legalità” al quale hanno partecipato 12 detenuti che scontano l’ergastolo nella sezione alta sicurezza del carcere di Parma.In questo progetto i detenuti leggono libri che parlano di etica e legalità e dopo una discussione comune scrivono testi che collegano la lettura all’esperienza personale, e questi testi usciranno dal carcere, facendo varcare metaforicamente le mura ai detenuti stessi. Al progetto, ha partecipato il magistrato Gherardo Colombo con il libro “Il perdono responsabile. Perché il carcere non serve a nulla”.

A Bologna FID (Fare impresa in Dozza), è un progetto lavorativo dentro il carcere Dozza, patrocinato dalla Fondazione Aldini Valeriani, insieme a tre grandi aziende di packaging (G.D., IMA e Marchesini Group). Con la collaborazione di alcuni operai specializzati in pensione le tre aziende hanno avviato una piccola fabbrica all’interno del carcere, assumendo circa 15 detenuti.

Il progetto prosegue da un paio di anni e i detenuti stanno diventando operai specializzati. Alcuni di loro, finito di scontare la pena, hanno trovato lavoro presso le aziende promotrici.

Sul progetto il regista Filippo Vendemmiati ha girato il documentario “Meno male è lunedì”, in corso di lavorazione.

Il regista ha spiegato ai microfoni di Psicoradio che il titolo nasce dalla frase di un detenuto: “Sabato e domenica purtroppo non lavoriamo”.

Nell’ultima parte della puntata la psichiatra e psicanalista Marina Valcarenghi racconta la sua esperienza in un carcere milanese con i detenuti per reati sessuali. “Quello che mi interessa – sottolinea Valcarenghi – è scavare dentro il trauma che ha reso quelle persone sex offender, e scardinarlo perché, dopo aver pagato la loro pena, quegli uomini possano tornare in società senza ricommettere il reato.”.

SENTIRE LE VOCI

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“Le voci possono mettermi in grossi guai ma se riesco a rapportarmi con questa voce e a chiedermi come mai la sento, potrei capire che la voce in realtà ha delle buone intenzioni.Mi dice, in una maniera un po’ esagerata e metaforica: cambia vita, la vita che fai non va bene, non è soddisfacente”,
Racconta lo psichiatra Marcello Macario, della Rete Italiana Noi e le Voci, ai microfoni di Psicoradio.

 

Questa lunga puntata raccoglie come in un’antologia alcune delle testimonianze più autorevoli e delle storie più interessanti catturate in anni di lavoro in cui la redazione ha affrontato molte volte il tema del “sentire le voci”.

Oltre all’intervista a Marcello Macario, ascoltiamo le testimonianze di alcuni protagonisti, sia redattori di Psicoradio che pazienti che frequentano centri per uditori di voci. E poi la straordinaria storia di Ron Coleman, “storico” uditore di voci che un giorno ha “deciso di smetterla di essere schizofrenico e di tornare ad essere Ron Coleman”. Oggi di professione fa il consulente sul tema, e aiuta gli uditori ad interagire e a controllare le proprie voci.

Psicoradio propone anche un’ intervista allo psichiatra Stefano Canini, che ha coordinato gruppi per uditori di voci nei servizi psichiatrici pubblici ed organizzato convegni sul tema del disagio associato a questa esperienza, e dell’auto-mutuo aiuto. Per chi volesse approfondire l’argomento qui lo speciale.

TOXIC LOVE: L’AMORE TOSSICO

 

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Psicoradio intervista Angela Baraldi, cantante ed attrice, per parlare del suo progetto Toxic Love che ha portato in tour negli scorsi mesi. Il tema dell’amore tossico, malato, viene affrontato attraverso la reinterpretazione di alcuni brani di grandi artisti della fine degli anni Sessanta: Lou Reed, Nico, i Velvet Underground, i Doors.

La maggior parte delle canzoni sono cover di Lou Reed, il cantante americano che per il suo anticonformismo è considerato uno dei precursori del movimento punk.

Angela Baraldi, attraverso la sincerità spietata delle canzoni, racconta l’orgoglio e il coraggio di essere diversi, e la fatica di essere se stessi in un rapporto d’amore.

“Non sempre le nostre passioni sono rivolte a qualcosa di possibile”, afferma Angela Baraldi, mentre “la regola numero uno dell’amore felice – quindi non tossico – è che sia possibile. Ma è sempre giusto desiderare cose possibili? L’uomo tende a desiderare e il desiderio è stimolato da qualcosa che non c’è”.

Nuovo look per IL FARO

Una segnalazione piacevole!

E’ stato presentato qualche giorno fa Il nuovo Faro, la rivista ideata, scritta e realizzata da persone seguite dai Centri di Salute Mentale di Bologna e provincia. Nata nel 2006 per «offrire un attracco a chi, durante la vita, si è trovato di fronte a tempeste tali da perdere il senso dell’orientamento», come dice il fondatore Fabio Tolomelli, la pubblicazione è via via cresciuta in modo spontaneo diventando, oltre che un mezzo di espressione e comunicazione, un efficace strumento di inclusione sociale.

Ora, grazie al progetto “Nuova luce per il Faro”, promosso dalle associazioni Il Ventaglio di Orav, Diavoli Rossi, Spazio e Amicizia e finanziato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il giornalino ha rinnovato la veste grafica senza però cambiare il tipo di contenuto.

Ecco allora i racconti, le riflessioni e le poesie delle persone seguite dal servizio psichiatrico adulti, le testimonianze dai gruppi di scrittura, i pensieri in libertà (anche se ogni numero della rivista è a tema), i contributi di operatori, familiari e volontari. Fra le conseguenze positive, oltre «all’effetto ‘terapeutico’ che lo scrivere ha in sé, c’è la volontà di dare all’esterno un’immagine della malattia mentale diversa dallo stereotipo usualmente percepito dall’opinione pubblica», commenta Lucia Luminasi dell’associazione Il Ventaglio di Orav.

Il restyling de Il Faro arriva dopo un corso di grafica che ha permesso ad alcuni utenti di imparare a impaginare la rivista in totale autonomia.

Grazie al rinnovato impegno del Dipartimento di Salute Mentale – Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Bologna, che già prima si accollava i costi di stampa, gli utenti impegnati nella redazione ora ricevono un piccolo contributo economico per il loro lavoro. «La formula è per il momento quella degli Isra, ovvero gli Interventi sociali riabilitativi attivi», spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale Angelo Fioritti. Il futuro de Il nuovo Faro sarà garantito attraverso il progetto “Habitat”, promosso da Il Ventaglio di Orav, Diavoli Rossi, Spazio e Amicizia nell’ambito del programma “Prisma”.

Quest’ultimo vede la collaborazione fra associazioni di utenti e familiari e il Dipartimento stesso nel realizzare progetti di sussidiarietà per l’inclusione sociale delle persone con disagio psichico.

Il nuovo Faro, che è un trimestrale e ha una tiratura di mille copie a numero, viene distribuito in tutti i Centri di Salute Mentale di Bologna e provincia, ma anche presso centri sociali, luoghi di lettura, scuole e ambulatori medici, allo scopo di rafforzare il rapporto tra chi è in cura, la cittadinanza e il territorio. La redazione, che si trova in vale Pepoli 5 presso la sede del Cufo (Comitato utenti familiari operatori) del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Bologna, sta dando nuovo smalto anche al sito web. Per ora, il giornalino (nuova e vecchia versione) si trova ancora su http://ilfaroinsieme.blogspot.it.

TU SEI AUTONOMO? E DIVERSO DA CHI?

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In questa puntata Psicoradio riflette sul tema dell’autonomia. Cosa vuol dire essere autonomi? Per alcuni dei redattori è fare la spesa da soli, senza essere controllati dai propri operatori, per altri dividere equamente con il coinquilino i lavori di casa.

 

La redazione si chiede se non sarebbe utile a tutti, non solo ai pazienti psichiatrici, riuscire a fare le lavatrici o cucinare, e assieme ad alcune educatrici, riflette su quali sono i canoni che definiscono una persona come “autonoma”.

La puntata continua con la rubrica “Sinapsi Sonore”. Questa settimana tocca a Gabriele, che ha scelto per gli ascoltatori una canzone dei Pooh: “Pierre”. “Pierre, il protagonista del brano, ha paura di accettare la sua omosessualità, ma soprattutto di mostrarla agli altri. Io credo che questa canzone parli di diversità, quelle diversità che alla fine ti premettono di essere te stesso”.

TRAVESTIMENTO O STILE DI VITA?

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Cosplay, Gothic Lolita, Drag Queen
“Dal momento in cui ci incarniamo in un corpo indossiamo una maschera. Una maschera di carne, muscoli e sangue. Il nostro corpo è la maschera con cui ci presentiamo su questa terra”.
Commenta una delle redattrici di Psicoradio parlando di travestimenti. La redazione accompagna infatti gli psicoascoltatori in un viaggio tra Cosplay, Gothic Lolita e Drag Queen.
Il Cosplay (contrazione di costume e player) è un fenomeno nato in Giappone che ormai coinvolge centinaia di persone anche in Italia. I Cosplayer creano costumi, spesso molto elaborati, che creano personalmente e rispecchiano in tutto e per tutto personaggi (tratti soprattutto da fumetti, serie TV e videogiochi), di cui interpretano anche le movenze. Psicoradio ha intervistato ragazzi e ragazze che fanno Cosplay in occasione delle fiere del fumetto.
In redazione si parla anche di altri tipi di “travestimento”, dalle maschere della commedia dell’arte, alle Gothic Lolita, ragazze che tutti i giorni si vestono in uno stile ottocentesco, tutto pizzi, nastri e corpetti.
Ma allora si parla ancora di “travestimento” o di stile di vita?

“Io mi vesto Gothic Lolita perché mi sento più libera così” spiega a Psicoradio una delle esponenti di questo stile “certo può essere umiliante perché c’è chi si permette di giudicare la persona per come è vestita. Io non lo farei mai, è una questione di scelte”.
C’è invece chi del “travestimento “ ha fatto un messaggio di tolleranza e antidiscriminazione.
Psicoradio presenta la musica di Thomas Neuwirth cantante di origine austriaca, che ha subito per anni discriminazioni per il suo aspetto e la sua voce “troppo femminili”. Nel 2011 si è trasformato nella Drag Queen Conchita Wurst e ha vinto l’Eurovision song contest 2014. Già dal nome scelto emerge il suo messaggio: “wurst” in austriaco significa “non me ne importa niente” e lo stesso Thomas ha affermato:
“…di una persona non mi interessa da dove viene o qual è il suo aspetto…tutti dovrebbero vivere la loro vita come meglio credono, se non fanno male agli altri o a se stessi…”

 

MA QUALE INFERIORITÀ DELLA DONNA!

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“Se nella donna esistono delle deficienze, queste si limitano al campo dell’intelletto…”
“…ammesso e non provato un maggior sviluppo dei Gangli della base femminile, il fatto deporrebbe per una inferiorità atavica della donna, che l’avvicina agli animali…”
Questa settimana Psicoradio la dedica alle donne.
Nella prima parte la Redazione si diverte a interrogare alcune “basi” scientifiche dei luoghi comuni e dei pregiudizi  inconfessabili che – redattrici e redattori ne sono certi -albergano ancora nella maggior parte degli uomini del mondo. I testi letti in trasmissione sono di medici e scienziati positivisti a cavallo del secolo scorso fino agli anni 40 secondo cui è provata l’inferiorità psichica della donna.
Nella seconda parte della puntata Psicoradio intervista Lidia Ravera, scrittrice, i cui romanzi lei definisce “aggressioni a penna armata contro gli stereotipi sulle donne” e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Lazio.

Di cosa hanno bisogno le donne oggi nella vita di tutti i giorni per affermare i propri diritti e il proprio valore?
“Essere come Mrs Ramsey di GITA AL FARO che regna su tutte le diversità femminili, rispettandole tutte, armonizzandole l’una con l’altra e dando a tutte una chance di essere felici.  Questo è il potere che a me piacerebbe esercitare.”
Psicoradio in chiusura ricorda alcune delle donne che hanno vissuto la loro vita da protagoniste,donne che hanno saputo cambiare se stesse e qualche volta anche la società che le circondava.

EMOZIONI D’INCHIOSTRO

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Psicoradio dà voce alle poesie e ai racconti di alcuni dei nostri redattori, e propone in generale il tema della scrittura e del rapporto che si ha con essa. L’attrice e scrittrice Angela Baraldi interpreta il racconto di Morena dal titolo “Il tramonto dei due padri”, mentre il redattore Luca legge alcune delle sue poesie.

Per tutti “gettare” su di un foglio bianco le proprie emozioni è liberatorio, soprattutto quando queste si manifestano nei momenti di maggiore sofferenza. Oppure, scrivere è un piacere che parte da piccoli racconti e che nel tempo aumenta e si struttura.

E…state con Psicoradio!

Stiamo preparando la messa in onda delle puntate estive di Psicoradio.

A LUGLIO ci potrete ascoltare su Radio Città del Capo a Bologna in etere su 94.700, 96.250 oppure in streaming sul sito www.radiocittadelcapo.it il GIOVEDì ALLE 13.40 e la DOMENICA alle 13.15 circa.

Le nostre trasmissioni NON saranno messe in onda su Radio Popolare Network.

Ad AGOSTO

ci potrete ascoltare come sempre su Radio Città del Capo

SU RADIO POPOLARE NETWORK TRASMETTEREMO 4 SPECIALI DA UN’ORA...per recuperare le ferie di luglio! Continuate a seguirci sul sito e sulla pagina FB per sapere date e ora di messa in onda.

Buona estate con Psicoradio!