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Autore: Admin

LO STATO DELLA FOLLIA

Qualche settimana fa a Bologna, Psicoradio, insieme a Jonas Onlus, ha presentato il film “Lo Stato della follia”, durante una delle serate organizzate dal Kinodromo.

Al termine della proiezione la redazione ha moderato il dibattito cui hanno preso parte il regista Francesco Cordio e Giovanni Mierolo, psicoanalista che ha iniziato la sua carriera lavorando con Basaglia ed è attualmente responsabile di Jonas Torino.

Il documentario racconta gli orrori degli ospedali psichiatrici giudiziari e si basa principalmente sulle immagini scioccanti che lo stesso regista ha catturato all’interno dei sei OPG italiani per conto della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema sanitario nazionale presieduta nel 2010 dal senatore Ignazio Marino, attuale sindaco di Roma.

“Sono rinchiusi perché sono matti, o sono matti perché sono rinchiusi?”

In questo momento di transizione da OPG alle nuove REMS, Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, che li stanno sostituendo, si è discusso di pericolosità sociale, contenzione e responsabilità, insieme ai testimoni di questi luoghi di reclusione, in un parallelo tra la necessità di superare gli Opg oggi, così come è stato necessario chiudere i manicomi negli anni ‘70.

 

Delle Cure e delle Arti

La seconda edizione del festival della salute mentale a Bologna.

Presentazioni di libri, visite ai luoghi storici della salute mentale bolognese, spettacoli teatrali e molto altro, dal 16 maggio al 10 giugno.

Potrete incontrare, tra i tanti, il Collettivo Artisti Irregolari, i partecipanti al progetto Il Cinno Selvaggio, l’Istituzione Minguzzi, scrittori, poeti e attori.

Anche Psicoradio sarà presente a varie iniziative del festival: tra queste, il 10 giugno, con una installazione audio-visuale dal titolo La follia dell’arte, per dar voce ad alcuni artisti che, per volontà o per destino, hanno esplorato le “oscurità interiori”.

VIA S. ISAIA 90

In questa puntata Psicoradio parla anche un po’di sé. La sede della redazione è ospite nelle stanze dell’ex manicomio Roncati a Bologna e proprio questa struttura è protagonista del libro “Sant’Isaia 90. Cent’anni di follia a Bologna”.

L’autrice Elisa Montanari, ricercatrice presso la cattedra di storia della psicologia nell’Ateneo di Bologna, descrive come sono nate le duecento pagine che raccontano la storia dell’ospedale psichiatrico bolognese, generate dalla frequentazione del grande archivio sotterraneo dell’ex Roncati.

Elisa racconta, ad esempio, di una storica passeggiata notturna, quando 250 pazienti guidati dagli infermieri, traslocarono dall’ospedale S. Orsola alla sede del manicomio, per la sua inaugurazione, e ad attenderli c’era proprio Francesco Roncati.

“Nell’archivio ho ritrovato tutte le lettere degli internati che non sono mai state spedite, anche quelle che elogiavano il posto, perché era pulito e si poteva avere un pasto caldo”, continua la ricercatrice. La puntata prosegue con aneddoti di chi si “ammalò di testa”, ma si parla anche di psichiatri illuminati, di una scuola media all’interno della struttura e della nascita, in periodo fascista, di una scuola d’arte e teatro.

 

PSICOAPPUNTAMENTI

Super Magic Crazy Sport

Anche quest’anno torna il Super Magic Crazy Sport, evento sportivo nell’ambito dei progetti Sportour e Cittadini in movimento. Partecipano alla giornata diverse polisportive per l’inclusione sociale regionali e nazionali, studenti dei licei e polisportive amatoriali del territorio. Il meeting, che prevede otto differenti discipline sportive, si svolgerà il 9 maggio al Centro sportivo Allende a Casalecchio di Reno (Bologna) in via Ronzani 3. All’inaugurazione parteciperanno Angelo Fioritti, Direttore sanitario dell’ Azienda USL di Bologna e Francesca Pileggi direttrice del CSM di Casalecchio di Reno.

Musicoterapia

Psicoradio vi invita all’evento “Il Valore della Musica Tra Educazione e Terapia”, organizzato dal CE.I.M.P.A, Centro Integrato di Musicoterapia e Psicoterapia Applicate. Al convegno, che si terrà il 18 Maggio alla Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio a Bologna, partecipa il professore Rolando Omar Benenzon, esperto internazionale di musicoterapia.

FARSI MALE PER SENTIRSI VIVI

In questa puntata Psicoradio si occupa di autolesionismo intervistando una ragazza – che ha preferito rimanere anonima – che per diverso tempo ha sfogato la rabbia e la delusione sul suo corpo, facendosi del male.

“C’è stato un periodo in cui ferirsi era come un’equazione”, racconta, “ho sbagliato, quindi lo sbaglio porta ad un errore, io mi punisco azzero l’equazione e non ci saranno così conseguenze”.

Questa ragazza si punisce, per esempio, tagliandosi, ferendosi, sbattendo la testa contro il muro o dandosi una martellata sulle dita. E continua: “è come se ci fossero due me: c’è una parte che si piace, e poi c’è quell’altra che si detesta”.

La prima volta che ha parlato del suo disagio è stata con il parroco del  paese, che ha cercato di aiutarla. Spesso per lei farsi male e provare del dolore fisico era un modo per sentirsi viva. “L’unica soluzione a questa sofferenza io l’ho trovata nelle passioni, come  la politica.”

REMS: le trasformazioni hanno bisogno di tempo

Nella notte tra il 25 ed il 26 aprile un uomo di 60 anni è fuggito dalla  residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza di Bologna dove era ricoverato, struttura che da aprile 2015 sostituisce gli ospedali  psichiatrici giudiziari, che sono stati chiusi per legge.

Grazie all’intervento dei Carabinieri l’uomo è stato subito riaffidato alla residenza. Psicoradio ha chiesto a Francesco Maisto, presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna, che impatto ha questo episodio sull’opinione pubblica in termini di pericolosità sociale e sicurezza riguardo a queste nuove strutture.

“Tecnicamente non è un’evasione”, chiarisce subito Maisto, ”trattandosi di un ricoverato in misura di sicurezza si parla di allontanamento arbitrario, che comporta da una parte la necessità di riportare la persona nella REMS, e dall’altra un automatico cominciare da capo della misura di sicurezza”.

Secondo il dott. Maisto non è un evento da sottovalutare, ma nemmeno da enfatizzare, “siamo in una fase di trasformazione che come tutti i grand cambiamenti ha bisogno di tempo per stabilizzarsi”.

 

LA CASA PRIMA DI TUTTO

Questa settimana Psicoradio riprende a parlare di “Housing first”, un progetto per le persone che vivono in strada nato negli anni ’90 a New York che poi si è esteso all’Europa e ora anche all’Italia, in particolare a Bologna.

La sua filosofia è che ogni progetto di inclusione sociale deve partire dal diritto primario alla casa: “l’idea non è semplicemente di mettere a disposizione la casa ma di partire dalla casa per iniziare a costruire una relazione paritetica di fiducia, di benessere della persona… per costruire servizi …” racconta a Psicoradio Alessandro Tortelli ,presidente dell’associazione Piazza Grande e responsabile del progetto Housing first a Bologna.

“Uno sta bene se ha relazioni…un luogo in cui stare che riconosce come positivo…e se fa qualcosa che ha un senso per lui” continua Tortelli.

Il progetto Housing first trova la casa a chi è senza tetto attraverso il pubblico e il privato; ma solo a 2 condizioni: se chi ci vive paga regolarmente l’affitto e fa un incontro a settimana con una equipe del progetto.

Psicoappuntamenti

Da tanto termpo si discute (anche su Psicoradio) di Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Ma chi ha mai visto davvero le condizioni di vita degli internati?

Lunedi 27 aprile, a Bologna, alle 21. 30 il film ‘Lo stato della follia’ di Francesco Cordio mostrerà tra l’altro le immagini che hanno costretto il parlamento a chiudere gli opg.

A seguire l’ incontro con il regista, Psicoradio e Giovanni Mierolo, psicanalista lacaniano responsabile dell’associazione Jonas di Torino.

La proiezione sarà precedutoa, alle 21, dal concerto di Franco Beat, che Psicoradio ha da poco intervistato in occasione del suo ultimo album Radici. L’evento è organizzato da Jonas, centro di clinica psicanalitica fondato da Massimo Recalcati, Cinodromo e con la partecipazione di Psicoradio

SOGNI E BISOGNI

Il convegno presenta il sito Sogniebisogni , un sito web innovativo sui temi della salute mentale che nasce dalla collaborazione tra un gruppo di associazioni di familiari e utenti dei servizi di psichiatria ed il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna.

Nel sito è parte attiva anche Psicoradio, che ne cura la parte giornalistica in home page. Psicoradio ha intervistato Marie Francoise Delatour, presidente dell’associazione Cercare Oltre e capofila del gruppo di comunicazione che ha progettato sogniebisogni.it Il sito Sogni e bisogni è innovativo anche perché farà informazione e cultura sulla salute mentale con l’obiettivo di partire dalle domande delle persone che hanno bisogno di aiuto, facilitando i processi di accesso. Le aree del sito comprendono parti più strettamente informative, per esempio sulle patologie, sui farmaci, sui servizi, ma anche sulle opportunità, la legislazione e la giurisprudenza, ed una parte più giornalistica e culturale, con articoli, poesie, immagini, recensioni di libri…. “La più grossa difficoltà per i famigliari” ci ha raccontato Marie Francoise a proposito della necessità di un sito come Sogniebisogni.it, “non è soltanto che cosa cercare su internet ma dove cercare. La cosa che si fa facilmente è cliccare i singoli nomi – per esempio schizofrenia – e allora si apre un mondo enorme, che è dificilmente controllabile, in cui ci si perde”.

NON SONO NÈ DIAVOLO NÈ ANGELO

“Le guardie sono insetti, io non sono nessuno, io non sono né schiavo né padrone” (frasi scritte da un internato dell’ex OPG di Napoli, trovate all’interno della sua cella)

Psicoradio, in questa puntata, racconta la storia dell’ex OPG nel quartiere Materdei di Napoli, dismesso e abbandonato nel 2007 e occupato da un collettivo lo scorso 2 marzo.

Matteo, uno degli attivisti, descrive ai microfoni della redazione le celle e i residui dell’istituzione manicomiale che sono ancora ben visibili nella struttura. Gli occupanti hanno trovato molte scritte sui muri, che trasmettono la sofferenza delle persone che erano rinchiuse all’interno delle celle.

A Matteo, appena entrato, quel posto sembrava abbandonato da più di 50 anni, la muffa e la sporcizia rendevano l’aria molto pesante, ma a un mese di distanza l’ex OPG è un luogo vivo, ristrutturato, dove vanno a giocare i bambini del quartiere e anche un vecchio internato è andato a dare una mano.

La memoria di questo luogo come posto di detenzione è descritta nel libro “Vito il recluso”, scritto da Francesco Maranta e Daniele Stefano Dell’Aquila.

“Vito De Rosa è stato rinchiuso per più di cinquantadue anni in questo OPG, ne è uscito solo nel 2003, quando il Presidente della Repubblica gli ha concesso la grazia. E’ morto da uomo libero”, racconta a Psicoradio Daniele Stefano.

Vito De Rosa è solo uno dei tanti dimenticati che hanno abitato gli OPG, strutture che sono state definitivamente chiuse per legge lo scorso 31 marzo.

COM’È DURO ACCETTARE DI STAR MALE!

La redazione di Psicoradio riflette sul suicidio del pilota tedesco Andreas Lubitz, soprattutto dagli aspetti legati alle sue condizioni di salute.

Rendersi conto delle proprie difficoltà, avere il coraggio di parlarne, decide di chiedere aiuto, di farsi curare, e accettarne le conseguenze, a volte durissime: sono tutte esperienze che i redattori di Psicoradio hanno vissuto.

E’ il tema di questa puntata. Ammettere di avere un disagio psichico e’sempre molto difficile: gli zii di A. hanno cercato di aiutarlo, ma lui non si voleva confidare con loro perché si vergognava; pensava di poter risolvere i suoi problemi da solo.

V. si è chiuso in casa a bere per dormire, la sua famiglia per anni ha fatto finta di nulla. E per anni L. non ha voluto pensare a ciò che gli stava accadendo, anche perché la famiglia avrebbe preferito che avesse “i piedi piatti o un problema al cuore”, piuttosto che affrontare un disturbo psichico.

Come ci dice B., pero’, i rinviii peggiorano la situazione; e se ci si fa aiutare a guardare in faccia i propri traumi si può anche scoprire che “la situazione è proprio brutta, ma non tanto come la si immaginava”.

OSPEDALI PSICHIATRI GIUDIZIARI, UNA SVOLTA EPOCALE

Anche questa settimana Psicoradio si occupa della chiusura degli OPG italiani, gli ospedali psichiatrici giudiziari.

Una decisione molto importante prevista, secondo la legge 81 del 2012, per il 31 marzo 2015 e che si sta realizzando con non poche difficoltà. Di questo e dell’apertura delle REMS, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, si è parlato al convegno “Oltre gli OPG, prospettive e sfide di un incerto futuro prossimo” che si è svolto il 20 marzo a Bologna e al quale Psicoradio ha assistito.

In questa puntata emergono due diverse concezione dell’utilizzo delle REMS.

La prima la spiega ai microfoni della redazione il dott. Angelo Fioritti, direttore sanitario dell’AUSL di Bologna. L’Emilia Romagna ha previsto due REMS distinte, una a Bologna e una a Parma, per un massimo di 24 posti letto. All’interno di queste strutture non sarà presente personale carcerario, ma solo operatori, medici e infermieri adeguatamente formati. Un modello ancora diverso di REMS è proposto dal dott. Andrea Pinotti, responsabile sanitario dell’OPG di Cstiglione delle Stiviere (MN), che ha spiegato qual è il modello che la regione Lombardia ha in mente.

“ La regione ha previsto sei diverse REMS, che saranno collocate tutte nello stesso luogo, cioè all’interno dell’attuale OPG di Castiglione, e che saranno divise sulla base delle patologie degli internati”, spiega il dott. Pinotti. Questa posizione ha suscitato molta preoccupazione soprattutto in StopOPG, movimento che a lungo si è battuto per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari.

Giovanni Rossi, psichiatra di StopOPG ed ex responsabile del dipartimento di salute mentale di Mantova definisce questo modello di REMS un modello manicomiale.

La puntata prosegue con un accenno all’occupazione dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario a Napoli lo scorso 2 marzo, nel quartiere Mater Dei. Ad occupare la struttura, vuota da alcuni anni , è un collettivo di ex studenti, insegnanti e lavoratori precari, che hanno restituito così lo spazio alla cittadinanza.

Una parte della redazione di Psicoradio si è recata al centro riabilitativo diurno per utenza psichiatrica adulta “Tasso” di Bologna e ha intervistato i membri di un gruppo musicale che si è formato all’interno della struttura, la Tasso Band.

Francesco, educatore professionale del centro e coordinatore della band, racconta le attività che si svolgono al Tasso e la genesi di questa esperienza. Quello che unisce Francesco ad Ivan, Mario e Nerio, gli altri membri del gruppo è la grande passione per la musica, soprattutto il blues, il rock and roll e il soul.

La scelta dei pezzi da reinterpretare viene fatta in modo democratico cercando di rispettare in linea di massima le proposte che provengono da ciascuno dei componenti: “una metodologia che serve anche nella vita esterna”, sottolinea l’educatore.

In chiusura un brano di un articolo pubblicato nella rivista Il Nuovo Faro con una breve intervista all’autore, Massimo Fiorini, storico redattore di Psicoradio.

LE PAROLE PER DIRLO

“Molti autolesionisti tendono ad essere perfezionisti e sono incapaci di gestire e di manifestare verbalmente intense emozioni”

Chi sa cosa significa la parola autolesionismo? Da questa settimana Psicoradio inizia la rubrica “Psicodizionario”.

In questa puntata parleremo di autolesionismo, del fenomeno del “sentire le voci” e dell’atto mancato.Dunque, ci riconosceremo nella descrizione di errori e lapsus, quella piccola (o grande) rivincita dell’inconscio che succede tutte le volte che sbagliamo un nome, imbocchiamo l’autostrada in un verso invece che in un altro, perdiamo un oggetto (che ci ricorda troppe cose)… poi, con Stefano Canini, psichiatra che gestisce gruppi di uditori di voci, inquadreremo il fenomeno nella giusta dimensione e infine proveremo a spiegare perché una persona si fa del male e che cosa può fare chi sta vicino ad un autolesionista.

Alla fine, una delle presentazioni musicali gestite dalla redazione: Fabio ci parlerà a suo modo del brano “Offeso” di Niccolò Fabi.

NEWS! IL 31 MARZO GLI OPG NON SARANNO CHIUSI

Il punto sulla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari in Italia. Intervista di Psicoradio con il dott. Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di salute mentale di Bologna

Se questo fosse un paese come si deve, dal primo aprile festeggeremmo la chiusura dei 6 OPG sparsi per l’Italia – gli Ospedali psichiatrici giudiziari in cui sono internate le persone che hanno commesso un reato quando non erano in grado di intendere e volere.

Lo prevedeva sette anni fa un decreto del 2008, lo ha chiesto la legge del 2014 “disposizioni urgenti in materia di superamento degli OPG”.

Però, quasi sicuramente il 31 marzo gli OPG non saranno chiusi.

Non sono pronte infatti le REMSle “ Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza” nelle quali dovranno essere internate quelle persone che oggi sono negli OPG e che non possono essere dimesse dalle misure di sicurezza.
Si tratta di strutture piccole – non più di 20 posti letto – e soprattutto saranno gestite da personale sanitario, e questa è una grande differenza rispetto agli OPG. Ma gli OPG ci metteranno ancora del tempo a chiudere.

Lo sostiene il dott. Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di salute mentale di Bologna, in una intervista a Psicoradio che fa il punto sulla situazione italiana.

La data del 31 marzo non verrà rispettata, perché per quella data in quasi nessuna regione ci saranno REMS attive. Le uniche regioni che avranno REMS pronte saranno l’Emilia Romagna (con 2 REMS per complessivamente circa 24 posti) e la Basilicata (10 posti).”

Per la maggior parte delle altre regioni esistono piani di transizione che prevedono l’aperture di REMS entro il 2015. Però ci sono alcune regioni che non hanno ancora un programma di transizione, tra cui il Veneto, “ Il Friuli Venezia Giulia, ,essendo a statuto speciale, ha deciso addirittura di non recepire la legge nazionale – continua Angelo Fioritti. Quindi non solo non ha un piano di transizione, ma si ritiene anche non tenuta ad aprire le REMS. I pazienti del Friuli rimarranno dunque dentro agli OPG.”

Anche l’OPG di Reggio Emilia dovrà rimanere aperto dopo il 31 marzo, per custodire quegli internati che non possono uscire perché le loro regioni di provenienza non hanno pronte le REMS. Per esempio, attualmente molti internati provengono proprio dal Veneto. Quindi, ancora ritardi e qualche incertezza per gli attuali settecento internati negli OPG in Italia.

Di certo si sa che le persone dichiarate “dimissibili”saranno prese in carico dai Dipartimenti di salute mentale delle regioni di provenienza, e vivranno situazioni differenziate: in comunità, in appartamento, e anche a domicilio, se c’è la condizione per farlo.

Le REMS saranno utilizzate solo in quei casi in cui una persona è giudicata pericolosa, e dovrà essere sottoposta a misure di sicurezza. Ci sono molte altre questioni delicate; per esempio, il fatto che alcune regioni potrebbero affidare a strutture private la custodia degli internati, perché la legge non chiarisce questo punto, e questo mescolare controllo con business desta molte preoccupazioni.

Di questo ed altri temi Psicoradio parlerà nelle prossime due puntate dedicate agli OPG, che parleranno ancora della situazione nazionale e internazionale, e racconteranno le strutture che stanno nascendo in Emilia-Romagna

DONNE CATTIVE, VITTIME, ASSATANATE O FORTI

Questa puntata di Psicoradio parla di una potente figura femminile che è stata spesso legata a immagini negative: Lucrezia Borgia. Descritta come avvelenatrice di amanti, madre priva di affetto per i figli e incestuosa sorella di Cesare Borgia, chi era davvero Lucrezia Borgia?

La psicoanalista Mariangela Pierantozzi ha voluto riscattare il personaggio di Lucrezia Borgia con una rilettura del testo omonimo di Maria Bellonci. Per la psicanalista, Lucrezia non è stata né incestuosa, né un’avvelenatrice, è stata solo “presa ad esempio del mito nero dei Borgia, perché unica donna della famiglia”.

Mariangela Pierantozzi condurrà l’incontro “Lucrezia Borgia: strumento e vittima di maschili ambizioni”, organizzato dall’associazione Officina Mentis, che si svolge sabato 14 marzo alle ore 17,30 presso librerie Einaudi a Bologna.

 Anche un’autrice di fumetti giapponesi – Fuyumi Soryo si è appassionata a Lucrezia Borgia, e le ha dedicato il manga “Cesare: il creatore che ha distrutto”. Anche qui Lucrezia non è una fredda calcolatrice incapace di amare: al contrario, è disegnata piena di amore per la vita e per il fratello.

Nella seconda parte della puntata Psicoradio racconta un punto di vista sulla donna un po’ diverso. E’ quello che emerge dal libro “La squadra H e la casa delle finestre che piangono”di Maurizio Cocchi. Portatore di handicap e presidente della Virtual Coop, una cooperativa composta in prevalenza da disabili, Cocchi racconta in questo libro la storia di una squadra di poliziotti un po’ speciale, cinque persone con handicap, che risolvono i casi con la forza d’animo che viene dalla forte collaborazione tra loro.

 Ma le donne del suo libro sono state oggetto di molte rimostranze da parte di alcune redattrici di Psicoradio! Perché, gli hanno contestato, le sue protagoniste sembrano non avere identità propria se non come oggetto di piacere (proprio o altrui); sembrano, secondo una redattrice “ delle assatanate”. E Maurizio Cocchi risponde: “A me la donna piace forte” .

LE VOCI DI BIRDMAN E QUELLE DI COLEMAN

Torna il tema delle voci, dopo i 4 Oscar al film Birdman (o L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) di Alejandro Inarritu. Il protagonista è Riggan (l’attore Michael Keaton) che cerca tra mille difficoltà di organizzare uno spettacolo a Broadway.

Riggan ha un passato da star della televisione, quando indossava il costume di Birdman (l’uomo uccello), un supereroe che in passato lo aveva reso famoso.

Ed è proprio la voce di Birdman che comincia a perseguitare Riggan: gli urla che deve rinunciare al suo desiderio di rivincita, ai suoi sogni, per tornare a vestire i vecchi panni del supereroe volante che gli ha dato popolarità.Inizialmente la voce che parla alla mente di Riggan è ostile e cattiva, ma alla fine sarà proprio lei che, diventando buona, aiuterà il protagonista a realizzare i suoi sogni.

Cosa vuol dire sentire le voci? Sono sempre cattive o esistono anche le voci buone?

Anche Psicoradio presenta il suo Birdman: si chiama Ron Coleman, è scozzese e ha un lungo passato negli ospedali psichiatrici del Regno Unito, proprio a causa delle voci che sente. Poi anche lui è riuscito a farcela. Per superare il problema, Coleman ha definito un metodo, la Recovery. Oggi Ron Coleman tiene corsi per uditori e professionisti della salute mentale: insegna a gestire il problema delle voci. Nella puntata di questa settimana lo ascoltiamo raccontare la sua storia.