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Autore: Admin

Tacchi a spillo

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Psicoradio prende piede!

In questa puntata la redazione propone la sua ricerca sul fetish e sulla scarpa come feticcio sessuale. Riflessione divertente sull’eros, a cui partecipa il sociologo della moda Nello Barile, interrogato dalla redazione e commentato dalla canzone di Giovanna Galligani Sexy Phone.

Si parla di tacchi a spillo, scarpe rosse, stivali, donna manager dominatrice, e di erotismo del piede, che sta prendendo piede nella seduzione, nella pubblicità e in ogni mezzo di informazione.

Salute pasquale

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La puntata prosegue con associazioni libere di Franco Berardi detto “Bifo”, Alessandro Bergonzoni, Elio e Antonio Albanese. E, per chi ascolta la puntata fino alla fine, un regalo radiofonico.

Psicoradio propone due ricette di cucina antidepressive di Allan Bay ed Edoardo Raspelli

Puntata 66

La Pasqua per qualcuno non è solo allegria e golosità ma anche solitudine e momento di raccoglimento. Non tutti hanno infatti la possibilità di trovarsi in famiglia attorno ad un tavolo imbandito di ogni delizia. Allan Bay ed Edoardo Raspelli, intervistati da Psicoradio, suggeriscono agli ascoltatori che vivono la Pasqua in maniera diversa una cucina genuina ma soprattutto antidepressiva.

Mamma mia come ti amo!

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Psicoradio affronta uno dei miti più popolari dell’intera psicanalisi: Edipo

Lo spunto per parlarne viene dall’adattamento teatrale dell’Edipo Re di Pasolini, che la compagnia Arte e Salute ha portato in scena tra marzo e aprile 2009 all’Arena del Sole di Bologna, con la regia di Nanni Garella.
Ma Edipo è anche e soprattutto complesso: e Psicoradio fa parlare Freud accompagnato dalle tante canzoni che inneggiano alla mamma, da Claudio Villa a Bennato.

Nella seconda parte, il regista Nanni Garella riflette sull’attualità di Edipo, che “ricerca la verità anche se questa può portare a scoperte terribili sul proprio conto. Pur conoscendo il rischio che corre, il protagonista va incontro al proprio destino”. E l’attore che interpreta il personaggio racconta come si sente nei faticosi panni di Edipo.
Il programma parla anche della Fondazione Bertini Malgarini di Milano che si occupa del reinserimento lavorativo di chi ha sofferto di disagio psichico.

Le voci di Amelie Nothomb

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“Sì, anch’io sento le voci. Le ho cominciate a sentire da adolescente, erano molto diverse una dall’altra, e non è stato facile mantenere una personalità unitaria con queste voci divergenti” A.N.

Questa puntata di Psicoradio presenta una protagonista eccezionale: la scrittrice belga Amelie Nothomb, intervistata sui temi della psiche, quelli che popolano i suoi libri. A Psicoradio Amelie ha fatto dichiarazioni belle e fuori dal comune: come la tranquilla ammissione di sentire le voci, e di credere molto nella possibilità di comunicare con gli spiriti dei morti. E ci ha regalato una splendida definizione di follia. “È come il vento: immateriale, eppure presente; può essere pericoloso, oppure amico”.

Amelie Nothomb è una scrittrice sia di nicchia che di grande successo. Ogni suo nuovo libro balza ai vertici delle classifiche, è tradotta in trenta paesi, eppure non è un nome noto al grande pubblico. Le sue opere parlano spesso di gorghi della psiche: dell’anoressia per esempio, in Biografia della fame, o della fatica di vivere, quando si precipita “dalle stelle alle stalle”, com’è successo a lei che, assunta come traduttrice in una enorme azienda giapponese, finisce a lavare le toilettes. Un’esperienza durissima, raccontata nel libro Stupore e tremori, che ha ricevuto il Grand Prix du Roman dell’Académie française. La sua scrittura non è però cupa: il suo registro è anzi spesso ironico, tagliente, leggero. Amelie è un’acuta osservatrice delle dinamiche interpersonali, e leggerla equivale spesso a riconoscere qualche moto della psiche.

CURIOSITÀ:

Amelie Nothomb è nata in Giappone (“A due anni e mezzo essere giapponese significava vivere nel cuore della bellezza e dell’adorazione”). Il lavoro del padre, diplomatico, la costringe sempre a essere “straniera in terra straniera”: Pechino, New York, il Bangladesh, la Birmania, il Laos.
In quegli anni, però, Amelie esplora ben altri paesi: la grafomania, l’alcolismo, l’anoressia: “Tra i 15 e i 17 anni smisi di mangiare. Il corpo sparisce poco a poco, assieme all’anima. Nell’anoressia scivoli senza accorgertene. Poi, quando finalmente acquisti coscienza, credi che sarà un’esperienza. Ma non è così. Perché la sensazione che segue è che non ne uscirai mai. È una prigione in cui si muore. Cerchi i mezzi intellettuali per liberartene, ma non vedi alcuna via d’uscita. È spaventoso. Io mi sono salvata per miracolo, grazie alla scrittura. Sono una prova vivente, per le anoressiche, che in qualche modo se ne può uscire”.
Né di Adamo né di Eva, il suo ultimo libro, racconta la storia del ritorno in Giappone della scrittrice belga all’età di vent’anni (dopo un’assenza che durava da quando, a 5 anni, si era trasferita a Pechino con la famiglia) e della successiva fuga dal Paese e da un amore perfetto. Una scelta per cui la Nothomb assicura di non avere “nessun rimpianto, né per l’uomo perfetto, né per il Giappone, che è un amore impossibile”.

Cura ad alta tensione

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Una discussa petizione chiede l’aumento della pratica dell’elettroshock

Puntata 62

Questa puntata prende spunto dal dibattito mediatico scatenatosi a proposito della petizione dell’AITEC (Associazione italiana per la terapia elettroconvulsiva), che aveva l’intenzione di aumentare il numero dei centri praticanti l’elettroshock. Psicoradio propone una trasmissione informativa su questa terapia e, avvalendosi anche della voce del prof. Venturini, collaboratore del dottor Basaglia nel periodo della legge 180, fa una ricostruzione della situazione italiana rispetto alla controversa cura.

La redazione annuncia inoltre il nuovo spazio di visibilità sul web, uno Psicodiario, scritto e parlato, all’interno del sito www.ideeradio.it diretto da Francesco Anzalone, storico regista di RadioRai. Visitateci!

Passeggiata esotica sulla via della cura

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Immigrazione, etnopsichiatria e rituali di guarigione

In questa puntata Psicoradio propone una tavola rotonda virtuale sull’etnopsichiatria e le altre cure possibili per affrontare il disagio psichico del migrante.
A dibattere sul tema, il prof. Alberto Merini, fondatore del centro psichiatrico multiculturale Deveraux, e Faustin Akafac, originario del Camerun e promotore di diversi progetti rivolti agli immigrati.
Da cosa nasce il malessere del migrante? Con quali tecniche e terapie può essere affrontato e risolto?

Diversi metodi di cura a confronto, ma anche diverse storie di guarigione dall’Africa, all’India, fino all’Italia. E ritorno.

Il Tamburo e l’Asterisco e la gallina che suda

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Musica e parole degli immigrati a Bologna

In questa puntata Psicoradio si occupa di due importanti progetti realizzati da immigrati (ma non solo) per immigrati (ma non solo). Il Tamburo è un mensile gratuito che si occupa di temi e problemi legati all’immigrazione. Un servizio molto utile per i nuovi cittadini di Bologna. La web radio Asterisco invece dà voce a suoni, colori ed emozioni delle altre culture che si muovono all’ombra delle due Torri.

Questa volta la redazione spazia da proverbi a musiche che ci arrivano da altri mondi, estratti di radio Asterisco, come sempre in ascolto di “altre” voci.

Si può esser duri senza perdere la tenerezza?

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Continua l’inchiesta sul T.S.O., il trattamento sanitario obbligatorio

Nella puntata precedente si è ascoltata la voce di due pazienti che ritenevano il T.S.O. un’esperienza dolorosa ma tuttavia necessaria. In questa puntata invece, una paziente, Annalisa Landi, scrittrice, sostiene che il T.S.O. è una violenza, e propone la sua cancellazione per legge. Intanto, dice, i medici potrebbero applicare il trattamento sanitario tra le mura domestiche o in ambulatorio o in qualsiasi altro luogo.
Una poesia di Annalisa, letta in trasmissione, si intitola Si può essere duri senza perdere la tenerezza?

Secondo il dottor Filippo Renda, direttore del Diagnosi e cura di S. Giovanni in Persiceto a Bologna, il trattamento sanitario obbligatorio è sempre una sconfitta per il medico, ma in alcuni casi è ancora l’unico modo rimasto per intervenire quando il paziente non accetta di curarsi.
Due lettere giunte in redazione partecipano alla discussione.

T.S.O. Trattamento Sanitario Obbligatorio

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T.S.O. = Tortura Sanitaria Obbligatoria?

Sui muri di Bologna appare, ripetuta, una scritta nera: T.S.O = Tortura Sanitaria Obbligatoria. Chi la scrive? Perché?
In questa puntata Psicoradio inizia a parlare del T.S.O., la forma di trattamento psichiatrico – strettamente regolamentato per legge – che non prevede l’assenso del paziente.
Violenza o necessaria tutela? In questa puntata Vincenzo e Massimo condurranno un percorso in cui si cercherà di capire cos’è questo trattamento e quando viene praticato, e Marco racconterà la propria esperienza di T.S.O. “turbolento”.

Il tema T.S.O. proseguirà nella prossima puntata con un’intervista ad Annalisa, fortemente contraria ai T.S.O., e allo psichiatra Filippo Renda.

Nella seconda parte del programma continua la musica presentata da Ciro che ha remixato brani in cui gli autori in qualche modo fanno riferimento alla sfera psichica. Si parlerà anche di Tilt, Laboratorio Teatro di Imola che sta facendo interventi sugli autobus cittadini con performances che hanno come tema la salute mentale.

Ceci n’est pas du théâtre

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L’arte, la follia, la vita

In questa puntata riprendiamo il tema arte e follia e ci occupiamo di come il disagio psichico possa essere curato e a sua volta essere risorsa per l’ambito teatrale. Ne parliamo con Claudio Misculin, attore regista, e Massimo Marino, critico di teatro, che abbiamo incontrato all’Arena del Sole durante il convegno Cultura teatrale, salute mentale e cittadinanza.

La seconda parte della trasmissione si apre con una selezione musicale curata da Ciro che ha remixato brani musicali in cui gli autori fanno riferimento alla sfera psichica. Presentiamo anche la Grande rassegna espressiva protratta 2° raid grazie ad una delle organizzatrici, Annalisa Landi, ovvero Principe Myskin.

Finalmente Psicoradio entra in manicomio!

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La redazione si trasferisce nella nuova sede

La prima trasmissione di Psicoradio dalla nuova sede, dentro all’ex manicomio Roncati di Bologna, è naturalmente dedicata alla legge 180.
Cosa ne sanno i non addetti ai lavori?
Psicoradio ha intervistato le gente per strada – e siccome ha verificato che di Basaglia se ne sa ben poco – inizia una serie di puntate sulla rivoluzionaria legge che portava il suo nome, e più in generale sui grandi temi della malattia, della salute mentale, della dignità delle persone, della libertà…

E per cominciare a rifletterci, a trent’anni dall’approvazione della 180, ascoltiamo direttamente la voce di Basaglia, sul rapporto tra cura e libertà.
A Marco D’Alema, consulente per la psichiatria del ministro della salute, Psicoradio ha chiesto cosa manca perchè la legge sia applicata.
Anche le musiche sono in tema: ascoltiamo il nuovo album di John De Leo Vago svanendo dedicato alla diversità… In particolare, nella canzone Tilt De Leo parla della doppia personalità e del fatto che nel mondo moderno tutti impazziscono.

Un matto

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Puntata 12

Accompagnata dalle note di Un matto di Fabrizio De André la redazione di Psicoradio riflette sulle parole della canzone.
La storia raccontata in musica da De André, quella di un uomo che non riesce a esprimere il mondo che ha dentro e viene preso per matto, è ispirata alla poesia “Frank Drummer, un matto”, dell’antologia di Spoon River.

Secondo Marco “la frase finale interpreta il desiderio che ogni depresso ha avuto almeno una volta. Desiderare di morire piuttosto che vivere da matto. Quando si è in fase acuta comunicare è impossibile. E questo è dolorosissimo”.
Giovanna apprezza l’idea che il matto sia in realtà un incompreso mentre Ivano invece rifiuta la visione di De André: “a me non piace questa canzone perché si concentra sul problema dell’incomunicabilità. Mentre il problema vero è quello dell’affettività. Il problema della pazzia non è che lui ha un mondo dentro che nessuno capisce. il problema è che nessuno se lo prende a casa. De André se lo sarebbe preso a casa il matto? Io penso proprio di no”.