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Autore: Admin

Sentire le voci, cosa vuol dire?

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Continua l’inchiesta di Psicoradio sul fenomeno del sentire le voci.

“Avevo 14 anni quando ho iniziato a sentire le voci. Mi dicevano cose cattive, ma io non ho mai fatto quello che mi ordinavano, perché, anche se in famiglia c’erano tanti problemi e continue discussioni, avrei fatto morire mio padre dal dispiacere”, racconta ai microfoni della redazione un uditore di voci.

La puntata prosegue con l’esperienza di Ron Colenam, ex paziente uditore di voci. Gli fu diagnosticata la schizofrenia e passò molti anni internato nei manicomi inglesi. Ora gira l’Europa e tiene seminari di formazione per operatori sanitari. Coleman propone un metodo di cura, basato sul dialogo, per imparare a gestire e convivere con il fenomeno del sentire le voci.

Infine vi proponiamo l’intervista al Dr. Angelo Fioritti, psichiatria e responsabile del servizio di salute mentale della regione Emilia Romagna, che la redazione ha incontrato in occasione della seconda conferenza regionale sulla salute mentale che si è tenuta a Bologna.

Sentire le voci

Puntata 48

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In questa puntata Psicoradio parla del tema del sentire le voci, la prima di una serie di puntate su questo argomento. La redazione racconta l’esperienza di due persone che convivono con questa realtà.

In particolare ascolterete la storia di Ron Coleman e di G., una giovane donna che sente le voci.

“ Mi svegliavano di notte, ero convinta di avere degli spiriti in casa, così un sacerdote mi ha mandato da un esorcista”, racconta G., ai microfoni di Psicoradio.

Ron Coleman è un ex paziente uditore di voci, che ora tiene dei seminari di formazione agli operatori sanitari. Gli fu diagnosticata una schizofrenia, per cui passò dieci anni nelle strutture psichiatriche inglesi. Ora gira l’Europa proponendo metodi di cura basati sul dialogo. Coleman ha messo a punto una tecnica per convivere con le voci, che ha chiamato “recovering”.

Psicoradio incontra Antonio Albanese, parla di voci e di cicogne

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Può l’umorismo guarire dalla normalità?

Puntata 47

Psicoparty di Antonio Albanese e Michele Serra ci fa ridere della normale esperienza della follia quotidiana: la paura si libera in una risata, la caricatura sposta i confini tra chi è matto e chi no.
Abbiamo incontrato Albanese alla Feltrinelli di Bologna mentre presentava ai suoi fans il libro e il dvd dello spettacolo.

Nella seconda parte della puntata Vincenzo presenta un’anteprima dell’inchiesta Sentire le voci, dove interviene tra gli altri Ron Coleman, un operatore che fa formazione a psichiatri, operatori e pazienti su questi temi. Coleman, scozzese, sente attualmente ben sette voci, ma ha messo a punto un metodo di “recovery”, un processo di guarigione intesa come riappropriazione della vita, da parte del paziente, che è molto apprezzato dagli addetti ai lavori.

L’ultima parte della puntata è dedicata a un’intervista a Mariangela Tedde, presidente della cooperativa Arcobaleno di Bentivoglio, che tra i suoi dipendenti ha pazienti psichiatrici in borsa lavoro. L’ultimo dei suoi progetti è la gestione di un’oasi naturalistica e un ristorante a Bentivoglio, dove è possibile osservare le cicogne e anche mangiare tortellini.

Pazzo? Pizza!

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Psicoradio intervista Bergonzoni, Cristicchi ed Elio

Chi è il matto? È uno squilibrato, un estroso o qualcuno che fa cose sconvenienti? Il vocabolario riporta tutte queste definizioni e noi siamo andati alla ricerca di altre risposte ancora, chiedendo alla gente per strada e ad alcuni personaggi famosi: Alessandro Bergonzoni, Simone Cristicchi ed Elio, di Elio e le Storie Tese.
Ad Elio la parola pazzo ricorda la pizza, per Bergonzoni di normale per fortuna non c’è niente. Cristicchi invece rimane letteralmente senza parole.

La puntata è arricchita da una poesia di Alda Merini, dalla canzone Brain damage dei Pink Floyd presentata e tradotta, e da uno psicoappuntamento artistico.

Borse di piume e borse lavoro

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Mondo del lavoro e disagio psichico a confronto

Puntata 44

Continua l’indagine di Psicoradio sul rapporto tra mondo del lavoro e disagio psichico, in particolare con riferimento alle borse lavoro.
Luisa Bombi, una imprenditrice nel campo degli accessori di lusso che ha avuto tra i suoi dipendenti utenti in borse lavoro, racconta la sua esperienza sull’inserimento di persone assistite.

Per le rubriche musicali di Psicoradio Ivano fornisce la sua interpretazione emozionale di uno standard celebre: Little girl blue. La canzone, che parla della difficoltà di crescere, è eseguita dalla disperata icona degli anni ’60/’70 Janis Joplin.

Psicoradio ricorda Arianna

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Voci dedicate a una ragazza speciale

Questa puntata di Psicoradio ricorda Arianna, una ragazza scomparsa troppo presto.
Arianna soffriva di disturbi dell’alimentazione, ed era seguita dal Dipartimento di salute mentale di Bologna. Tragicamente, quando un arresto cardiaco l’ha improvvisamente portata via, era il momento in cui, dopo tanti di sofferenza, stava meglio e aveva ripreso peso, faceva progetti per la vita.
Tanti suoi amici hanno voluto ricordarla a Psicoradio, e tra loro i pazienti-attori di Arte e Salute, la compagnia teatrale in cui Arianna lavorava.

E poi ascolteremo alcune belle poesie di Arianna, che danno un’idea della sua ricchezza e della rabbia e malinconia che questa perdita ha provocato.

La violenza in fuorigioco

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Psicoradio riflette sul tifo negli stadi

Massimo, il nostro redattore appassionato di calcio, ha intervistato due esperti che lavorano spesso in contatto con la realtà del tifo: Carlo Balestri, responsabile per la Uisp del Progetto Ultrà ed Enza Negroni, regista che ha girato alcuni mediometraggi sulla ritualità del calcio, sceneggiati insieme ad alcuni tifosi.
Abbiamo discusso della violenza negli stadi e riflettiamo su una domanda di fondo: è sensato ascriverla al contesto calcistico in modo esclusivo?

Questa fa parte del primo ciclo di trasmissioni autogestite, ideate da un redattore e curate poi in gruppo.

Se questo anello vi sembra debole…

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Psicoradio e la menzione speciale al concorso della Comunità di Capodarco

La puntata, andata in onda giovedì 28 giugno 2008, racconta la trasferta di Psicoradio a Porto San Giorgio.
Alcuni dei redattori sono andati a ritirare la menzione speciale ottenuta al premio giornalistico nazionale Anello Debole per una delle trasmissioni realizzate dalla nostra radio: l’intervista a Simone Cristicchi.

Il resoconto della serata è arricchito dagli interventi di un ospite di eccezione: Andrea Pellizzari, presentatore della serata e membro della giuria. La Iena televisiva, nel backstage dell’evento si è trasformata in Mister Brown dedicando una delle sue lezioni a Psicoradio.

Psicoradio intervista Cristicchi

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Psicoradio intervista il vincitore del Festival di San Remo

In questa puntata Simone Cristicchi risponde alle domande di Psicoradio su malattia mentale e guarigione, e sul senso della sua canzone.
Ma soprattutto ci legge, accompagnandosi alla chitarra, la lettera emozionante che un paziente, nel 1910, dal manicomio scriveva alla moglie.
E cosa risponde alla richiesta di un sinonimo per “matto”?

 

 

Che differenza c’è tra un matto e un artista?

Puntata 8

Psicoradio continua l’inchiesta sugli psicofarmaci

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Continua l’inchiesta di Psicoradio sugli psicofarmaci e in particolare sugli effetti collaterali degli ansiolitici.
Alle parole della psichiatra Piazza fa da controcanto l’esperienza concreta dei pazienti redattori che si confrontano su effetti collaterali e paure legate all’assunzione di psicofarmaci. “Dal perdere la sensibilità alle mani e ai piedi, all’intontimento, all’ingrassare a dismisura”. Un redattore sottolinea “non è che uno voglia demonizzare questi psicofarmaci, ma certo bisognerebbe avere chiari anche gli effetti collaterali”.

In chiusura Psicoradio dedica uno spazio alla mostra mercato Artefiera, una rassegna internazionale di cui parla direttamente la sua curatrice Silvia Evangelisti. La redazione si interroga sul rapporto tra arte e follia e in particolare chiede perché “lo stesso gesto fatto da un artista è artistico, fatto da un altro è follia?”. Silvia Evangelisti racconta il percorso di Cattelan passato dall’essere considerato “un po’ matto allo status di giovane artista”.

Le pastiglie di Psicoradio

Psicoradio inizia un’inchiesta sugli psicofarmaci

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La redazione intervista collettivamente la psichiatra Piazza per raccontare le principali “famiglie” degli psicofarmaci, le patologie per cui sono usate e i loro effetti noti. Si parla in particolare degli antipsicotici e del difficile rapporto con la realtà quando si soffre di un disturbo psichico che produce allucinazioni  “Io avevo perso completamente il senso della realtà.

 

“Il fatto che io oggi riesca a capire quello che è successo vuol dire che l’antipsicotico ha funzionato”, sostiene un redattore. Ma altri si interrogano sul concetto stesso di realtà e sull’efficacia della cura farmacologica nel momento in cui, “nonostante assuma antipsicotici le voci le sento sempre”.

Annibale Carracci e la scimmia

Arte e follia

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“Non vogliamo morire qui dentro amore mio, ricordatelo” scrive Alda Merini in una sua poesia sull’amore scritta “passeggiando nei giardinetti del manicomio”.

 

La redazione riflette sulla capacità di Alda Merini di trasformare l’esperienza manicomiale in poesia e continuano ad indagare il rapporto tra arte e follia attraverso un’intervista alla consulente d’arte Milena Naldi.    
Secondo la curatrice della mostra di Annibale Carracci, “il concetto di pittore “folle” è molto moderno, perché in passato i pittori erano artigiani più che artisti in senso romantico”.

 

Per le presentazioni musicali di Psicoradio le note dei Jem con Smither Jones invadono la redazione seguite dalle considerazioni dell’attore comico Vito che rivela un’inaspettata vena malinconica: “la malinconia mi prende spesso, mi piace andare a Venezia con la nebbia ad esempio, mi piace la malinconia”.
La redazione riflette sulla malinconia dei grandi artisti comici e sulle sorprese che si nascondono dietro le maschere della normalità.