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Autore: Admin

TACCHI A SPILLO

Per aprire l’anno con brio e leggerezza, in questa puntata Psicoradio ripropone una spassosa ricerca sul fetish e in particolare sulla scarpa come feticcio erotico. Per approfondire il discorso abbiamo intervistato il sociologo della moda Nello Barile che attualmente insegna Sociologia dei Media e Politiche per la Cultura allo IULM. Abbiamo inoltre affidato un commento ironico e critico, e poi uno anche musicale, all’esplosiva canzone della ex redattrice di Psicoradio Giovanna Galligani, “Sexy Phone”. Si parla di tacchi a spillo, scarpe rosse, stivali, donna manager dominatrice ed erotismo del piede che da tempo ha preso “piede” nella seduzione, nella pubblicità, un po’ dappertutto. Ascolterete anche un’insolita classifica di calzature… molto speciale!

Ma cosa significa “feticcio”? La nostra ex redattrice Giovanna racconta: “La parola feticcio deriva dal termine fetisos coniato dai colonizzatori portoghesi, quando indicavano le pratiche delle popolazioni della Guinea.” Feticcio in pratica vuol dire “una parte per il tutto”: nel nostro caso, ci si riferisce a quando, invece di guardare una donna in toto, ci si sofferma un un dettaglio, in particolare sul piede. “I tacchi a spillo sono un feticcio sessuale”, dice Giovanna, perché donano un movimento particolare, molto sensuale, all’incedere di una donna.  Il sociologo Barile analizza la questione in profondità: “Si potrebbero dare molte spiegazioni, il tacco inteso come estensione fallica del piede. E il piede estetizzato con determinati tipi di scarpe si trasforma o rivendica una nuova posizione all’interno dell’attivazione del desiderio”. Voltando pagina, può capitare nella vita di vivere un periodo più o meno lungo di depressione o di trovarsi isolati per vari motivi dalla realtà, ovvero di “vivere in una bolla”, ci raccontano due redattrici. “Io nella mia bolla ci sono entrata da piccola per la mia situazione famigliare – dice una di loro – me la sono creata io e ci stavo bene. Assomigliava a quelle sfere di vetro natalizie in cui ci sono le case e tutto è in miniatura”.

MATRIMONI FELICI E DOVE TROVARLI

 

 

“Prima di conoscere Cristina ero sempre uguale a me stesso e ne soffrivo. Mi dicevo: la vita non cambia. Da quando vivo con Cristina è aumentato molto il mio senso di responsabilità: non devo pensare solo per me, devo pensare a noi.”
Nella puntata di questa settimana Psicoradio parla delle relazioni di coppia, nello specifico di come riuscire a mantenere nel tempo un matrimonio felice. Fabio Tolomelli è un ex redattore di Psicoradio che quest’anno festeggia il quarto anniversario di nozze con la sua compagna. Lo avevamo già intervistato quando si era fidanzato e successivamente sposato con la sua attuale moglie Cristina Cavicchi. Fabio e Cristina affermano di non aver mai litigato una volta da quando vivono insieme. Per capire come fanno li abbiamo intervistati, sviscerando, a distanza di quattro anni, le varie sfumature della loro vita a due.

“Questa sintonia non è imposta da uno all’altro, ma  viene dalla comprensione reciproca dei problemi interiori e dal prendere coscienza dei propri errori senza mai rinfacciare nulla su cose dette o fatte. Con garbo ci si dice tutto quello che si pensa”. L’importante è non idealizzare mai troppo l’altra persona, bisogna accettarla per ciò che è.Continua il viaggio di Psicoradio alla scoperta del Giappone Nella seconda parte della puntata invece parliamo delle differenze tra Italia e Giappone attraverso il punto di vista di una ragazza giapponese che vive in Italia da diversi anni e che abbiamo intervistato: “In Italia parlano parlano e non si ascoltano!  La cosa bella  è che comunque la conversazione funziona e va avanti!” dice la ragazza in tono scherzoso, spiegando come in Giappone la comunicazione si basi più sull’ascolto. In generale nel Paese del Sol Levante predomina una cultura della riservatezza in cui ognuno rimane nella propria sfera, mentre “qui in Italia le persone si disturbano e si aiutano, e questa è una cosa bellissima.”
E per finire ascoltiamo le belle poesie che Andrea Cirotti, un ascoltatore di Psicoradio, ha voluto regalare alla redazione.

 

FIOCCANO VERSI

“Non amarmi per quello che sono, sarebbe troppo / Inquadrami, piuttosto idealizzami, ma continua a sognarmi così, di nascosto”.
Nata di 25” è una delle poesie che Filippo Montorsi, ex redattore di Psicoradio, poeta, oggi attore e maschera al Teatro dell’Arena de Sole, è venuto a presentare in redazione. Filippo ci porta nel suo mondo fatto di poesie, buon umore e personaggi di fantasia. Il risultato è una puntata effervescente, insolita, dalla quale emerge tutto il suo estro creativo.

Filippo ci racconta che le sue poesie nascono “nei momenti di mania e sovreccitazione”. Il suo immaginario è costellato di personaggi come Petronilla e Palazia, quasi due fantasmi che vagano alla ricerca della reincarnazione. Maramao è invece il protagonista della poesia “L’uomo nella casa senza porte” e  vive la solitudine come un dono. E non manca l’amore, tanto che Filippo ci dice di aver scritto questa poesia pensando “a una donna che non esiste, ma che un giorno forse in India, in Africa, a Budrio, incontrerò”. Il Natale alle porte ci mette in contatto con i nostri sentimenti più profondi, per questo i nostri redattori Piero, Luca e Vanes vi porteranno nei luoghi immaginati dalla loro mente. “Su piste non tracciate vagano errabondi viandanti / e scontrandosi sognanti le loro voci disincarnate si parlano nella tormenta” recita Piero; “Il sole era alto e splendente, il piccolo albero cresceva / le prime foglie spuntavano, i frutti erano ben formati, ma acerbi” è l’incipit della poesia di Luca; “Angeli dal mare fatato, aiutatemi adesso perché sono incazzato / venite e datemi un bacio sulla testina e tenetemi tranquillo sino a domani mattina” è il mantra di Vanes per i suoi momenti difficili. Questa settimana sulla porta di Psicoradio è apparso anche un nastro rosa. E’ nata la seconda figlia di Angela, una delle nostre tutor: benvenuta piccola Nora, “adesso va per il mondo ed esplora”! E a tutti i nostri psicoascoltatori auguriamo buone feste e buon 2019!

MA COME TITOLI

 

 

«Le parole sono importanti» diceva Nanni Moretti nel film “Palombella Rossa” prendendosela con una giornalista a bordo vasca. Nulla di più vero. E Psicoradio, da sempre attenta a come vengono usati i termini della salute mentale dalla stampa torna ad occuparsi del tema. L’occasione che ha acceso il dibattito tra i redattori questa volta è un titolo di Repubblica che accosta per l’ennesima volta la follia alla violenza. In seguito alla recente notizia di cronaca nera dell’ennesimo omicidio-suicidio in ambito familiare, avvenuto vicino a Catania, il noto giornale ha infatti titolato: “Catania: tragedia della follia. Uccide la moglie e i due figli piccoli, poi si spara”. Il titolo è poi stato cambiato eliminando le parole “tragedia della follia” solo dopo che molte persone hanno espresso sulla pagina Facebook della testata rabbia e fastidio per un titolo superficiale e offensivo.
La redazione torna quindi, ancora una volta, a riflettere sul tema dell’uso improprio dei termini della salute mentale nella stampa.

 

«Follia è una parola che indica tutto e niente, il vero malato psichiatrico non si collega alla follia. Avere un’etichetta che ti definisce in modo negativo ti isola ancora di più dal resto delle persone» dice una redattrice di Psicoradio durante la tavola rotonda.
«È evidente che se uno arriva a fare un atto del genere ha una sofferenza dentro, magari non diagnosticata, ma nel momento in cui dici “è  follia” questa è una giustificazione, perché sembra come dire “non c’è niente da fare, non poteva fare altrimenti» dice un altro redattore.
E così, come nota un altro redattore: «La conseguenza è che si trasmette per l’ennesima volta un messaggio sbagliato, creando questa associazione follia uguale disagio psichico uguale violenza, e questo contribuisce a far allontanare le persone dalla risoluzione del problema».
Tornano attuali, purtroppo, tematiche che Psicoradio affronta da tempo e sulle quali nel 2008, ha realizzato in collaborazione con l’Università della Svizzera italiana, la ricerca “Follia Scritta”. Lo studio prendeva in analisi un campione di 234 titoli di 8 testate nazionali pubblicati in un periodo di 8 mesi. Come racconta l’ex redattore Marco, l’idea di “studiare” i titoli dei giornali è nata da un vecchio articolo, intitolato “I matti di Psicoradio” dedicato a Psicoradio. Marco avrebbe voluto far leggere al figlio quell’articolo, che pure parlava bene del suo lavoro, ma con un titolo così era impossibile. Anche il padre di Giovanna si era arrabbiato, perché non era certo quella l’immagine che aveva della figlia. I risultati hanno evidenziato come il 67% dei titoli che citano i termini della salute mentale erroneamente sono di cronaca nera, il 18% di cultura e spettacolo e il 15% si trovano infine nella sezione di salute. Dunque, secondo questa ricerca, la maggior parte dei titoli collegava il tema della malattia psichica ad eventi di sangue, violenti.

CSM24 UNA PORTA APERTA

Forse non tutti sanno che cos’è un CSM. E in cosa si differenzia da un CSM 24? Psicoredattori e psicotutor si sono dilettati a risolvere questo rompicapo: “Per me il CSM è il Consiglio Superiore della Magistratura”, “Consorzio Salumi Municipali”, “Come Sopra ma Meglio”, “Comitato Sulle Mulattiere” e così via. Scherzi a parte, queste sono le risposte bizzarre e fantasiose che hanno ipotizzato i redattori di Psicoradio, ma che cos’è davvero il CSM? È l’acronimo di Centro di Salute Mentale, primo luogo di riferimento sul territorio per chi soffre di un disagio psichico. Nei CSM lavorano medici psichiatri, infermieri, psicologi, educatori, assistenti sociali e di recente in alcuni servizi si sta facendo strada la figura degli “Esp”, i cosiddetti “esperti per esperienza” ovvero persone che soffrono o hanno sofferto di un disagio psichico e che grazie alla loro esperienza diretta supportano gli altri utenti.

I Centri di Salute Mentale sono regolati da leggi regionali, quindi giorni ed orari di apertura variano sensibilmente da regione a regione e da città a città.
In alcuni territori si stanno sperimentando i cosiddetti CSM 24 ovvero servizi aperti ventiquattro ore su ventiquattro. “La prima caratteristica del CSM 24 è la porta aperta”, dice Cristina Brandolin, infermiera in uno di questi centri a Trieste. E, circa le differenze tra i CSM 24 e le strutture residenziali, spiega: “Sono completamente diversi, perché mentre nelle residenze sono i pazienti a doversi adeguare a regole e tempi della struttura, nei CSM 24 le attività sono modulate sulle esigenze dei pazienti che non vengono sradicati dalla loro quotidianità”.
I redattori di Psicoradio si sono poi interrogati sul senso e utilità del CSM 24 nel corso di una tavola rotonda in cui emergono le riflessioni di chi i centri di salute mentale li frequenta da anni.

CHI HA PAURA DELL’INCHIOSTRO NERO

 
 

 

 

Partire dal colore nero per rappresentare il variopinto mondo del jazz, superare la paura dell’oscurità attraverso un laboratorio che unisce musica e disegno. L’edizione 2018 del Bologna Jazz Festival, quest’anno ha coinvolto otto ragazzi con disagio psichico della cooperativa sociale Bologna Integrazione onlus che fa parte dell’Anfass (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale).
Nell’ambito del progetto Jazz segni di libertà, un gruppo di disegnatori, coordinati da Andrea Bruno, noto artista illustratore, ha realizzato diversi disegni, usati per ravvivare gli interni e gli esterni di linee di autobus ogni giorno diverse, trasformate quindi in vere e proprie gallerie d’arte viaggianti, e alcune bacheche del centro della città di Bologna.

“Sin dagli anni ’30 alcuni musicisti, per il loro anticonformismo e la loro capacità di andare oltre le righe, sono stati individuati come persone folli”, ha raccontato ai nostri microfoni Vanni Masala, responsabile del progetto, sottolineando come il jazz e la musica siano legati al “mondo della follia”. “Basti pensare a Charlie Parker, che entrava e usciva dal manicomio, e poi anche Scott Joplin, Bud Powell, sino a Luca Flores”.
“Inizialmente avevo paura perché dovevo stare concentrato, pienamente concentrato, sul pezzo!”,  “Dipingere richiede allenamento e tecnica (…) Con la china puoi dipingere anche da solo (…) Può essere divertente, ma è anche faticoso”, ci hanno raccontato Fabio, Mattia, Salvatore, Stefano e Daniele, cinque degli otto artisti che abbiamo intervistato. “ E’ stata tanta la soddisfazione di vedere i nostri lavori circolare sugli autobus e ora proseguiremo le nostre attività artistiche”.
In chiusura Psicoradio vi riserva una chicca: artisti e redattori improvvisano in un gioco di libere associazioni di parole: pennellate di colore in una puntata che è anche una tela radiofonica.

 

DOVE SONO FINITI I SOGNI DI BASAGLIA?

  

“La foto che mi ha colpito di più è quella di Cecilia, un taglio sui suoi occhi che guardano verso l’alto. E’ un’ immagine che mi dà una grande speranza”. Alessio Coser, fotografo, e Jacopo Tomasi, giornalista, hanno raccontato ai microfoni di Psicoradio il loro percorso lungo la penisola visitando i luoghi della salute mentale. Un viaggio da nord a sud, da Trento a Palermo, diventato una mostra fotografica: “Dove sono finiti i sogni di Basaglia?” è un’ esposizione itinerante che dopo le tappe di Trento e Torino approderà a Bologna, da “Senape Vivaio Urbano”dal 30 novembre al 7 dicembre.

 


Cecilia è una delle protagoniste della mostra. Da giovane ha vissuto il dramma del manicomio, oggi ha settant’anni e vive in un appartamento a Cagliari. Merito della legge 180 che quarant’anni fa ha portato alla chiusura dei manicomi, anche se il panorama della cura  oggi è ancora frammentario, “con realtà che viaggiano a velocità diverse – raccontano gli autori – Da un lato realtà modello come Trento, con utenti e familiari esperti che hanno vissuto sulla propria pelle la malattia mentale e collaborano con i medici, dall’altro situazioni più critiche, come quella di Palermo, dove mancano attività di integrazione sociale”.

 

UNA GIORNATA NELLA REMS DI PARMA

   

 

 

Cineforum, corso di cucina, ginnastica, giardinaggio e shiatsu. Queste sono solo alcune delle attività che si svolgono ogni giorno nella REMS di Casale di Mezzani in provincia di Parma, che dal 2015 è una delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza dell’Emilia-Romagna, insieme a quella di Bologna. Le REMS sono le strutture che hanno sostituito gli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari. Insieme al nome è cambiato anche il trattamento degli autori di reato con disagio psichico che scontano in questi luoghi la loro pena. La strada è quella del reinserimento sociale dei pazienti.

“I residenti non possono più stare un tempo indefinito in un luogo di custodia, come accadeva negli OPG”  racconta Giuseppina Paulillo, responsabile della struttura di Parma. I tempi di permanenza nelle REMS, possono variare dai 2 ai 10 anni, in funzione della pena applicata  dal giudice. La media di permanenza a Parma è di circa un anno. Psicoradio vi racconta una giornata tipo all’interno di questa struttura, che è il riadattamento di una vecchia scuola di paese, dotata di una sala comune per la colazione e le attività. Le misure di sicurezza sono ridotte alla presenza esterna di una guardia giurata e ad alcuni dispositivi che permettono di mettersi in contatto veloce e diretto con le forze dell’ordine in tempo reale, in caso di necessità. Nonostante questo, dal 2015 ci sono stati solamente tre allontanamenti: in tutti e tre i casi, nessuno ha commesso reati e, come sottolinea la dott.ssa Paulillo “nessuno aveva intenzione di reiterare il reato”.

 

UN BRANO PER RACCONTARCI

L’ultimo mercoledì di ogni mese Psicoradio va in onda in diretta su Radio Città del Capo di Bologna, scegliendo ogni volta un tema differente. Per inaugurare questa nuova stagione di puntate speciali dal vivo, una buona fetta dei redattori ha scelto di presentarsi agli ascoltatori attraverso un brano musicale che li rappresenta. Questa settimana proponiamo a tutte le altre radio in cui Psicoradio va in onda sul territorio nazionale la registrazione di ciò che è andato in onda.

Qualcuno ha scelto un brano italiano, altri hanno portato un brano di autori stranieri ed altri ancora, come Piero, hanno invece voluto presentare delle produzioni proprie: “Un anno fa, proprio il giorno prima di entrare a Psicoradio, ho pubblicato su internet il mio primo demo di musica ambient, riuscendo dopo un lungo percorso ad oltrepassare l’ansia e la paura di espormi come artista che ho avuto per tanto tempo.” Isaac invece ha proposto agli ascoltatori un pezzo di Jean Michel Jarre, “Oxygène part 4”, che lo ha avvicinato al mondo della musica elettronica: “E’ un pezzo molto particolare, perché lui è stato uno dei pionieri della musica elettronica e ancora oggi mi stupisce e riesce a darmi emozioni che nessun altro pezzo riesce a darmi”. Lorenzo ha scelto invece qualcosa di completamente diverso rispetto agli altri, privilegiando la sua passione calcistica che l’ha portato ad amare il Bologna Calcio: la sua scelta è caduta su “Bologna Campione” di Dino Sarti. Per sentire che cosa hanno scelto gli altri redattori, non dovete far altro che ascoltare questa puntata.

Per la rubrica psicoappuntamenti: fino al 18 novembre è possibile visitare a Como la mostra fotografica curata da Gin Angri, Donne cancellate, che raccoglie diari, lettere e relazioni mediche delle donne che sono state ricoverate tra il 1882 e il 1948 nel manicomio San Martino di Como. Queste donne erano tutte accomunate dal fatto di essere considerate “devianti”. Il progetto è a cura dell’associazione Oltre il Giardino.

NON DIMENTICARE IL PRESERVATIVO!

Cosa sono Prep, lue o chemsex? Ed è vero che l’HIV si trasmette con un bacio, con il sudore o con le lacrime? Si trasmette solo con i rapporti completi? Esiste un vaccino per l’epatite? Il preservativo è l’unica precauzione contro le malattie sessualmente trasmissibili? Che cos’è il ‘periodo finestra’? Psicoradio parla di ciò di cui si ha paura e vergogna di parlare: le malattie sessualmente trasmissibili, perché nascondere la polvere sotto il tappeto non ha mai funzionato.

E queste malattie del corpo hanno impatto anche sulla psiche. La redazione ne parla con la dottoressa Antonietta D’Antuono, responsabile dal 1987 dell’ambulatorio Mts (malattie a trasmissione sessuale) dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna. “Le infezioni più diffuse a livello quantitativo sono sicuramente la sifilide e la clamidia. La sifilide si credeva erroneamente sconfitta, mentre è ritornata in auge negli ultimi quindici anni. Per la clamidia si sta facendo strada l’ipotesi di fare degli screening soprattutto nelle donne molto giovani”. L’HIV è la malattia sessualmente trasmissibile che ancora fa più paura; come si comunica? Intanto, ricordando che la situazione è molto cambiata, e che ” è diventata una malattia cronica, con cui si convive, come il diabete, che permette una vita completamente normale” – continua la dottoressa D’Antuono. E poi, una serie utilissima di domande, un Vero/Falso sulla trasmissione sessuale delle malattie. Alla fine, dopo tante infezioni, rischi e malattie che si trasmettono con il sesso, Psicoradio chiude  la puntata tornando a parlare di piacere e amore, e regalandovi le poesie di tre grandi poeti.

E’ l’amore che è essenziale
Il sesso è solo un accidente.
Può essere uguale
o differente.
L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.

Fernando Pessoa

 

Giura che mi terrai nuda e legata
per una notte intera, a luci spente;
che se mento sarò martorizzata
a mezzogiorno, irrevocabilmente.

Patrizia Valduga

 

E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,
sul collo, sulla pancia, sulla schiena,
i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.(…)

Alda Merini

MATRIMONI FELICI E DOVE TROVARLI

“Prima di conoscere Cristina ero sempre uguale a me stesso e ne soffrivo. Mi dicevo: la vita non cambia.  Da quando vivo con Cristina è aumentato molto il mio senso di responsabilità: non devo pensare solo per me, devo pensare a noi.”

Nella puntata di questa settimana Psicoradio parla delle relazioni di coppia, nello specifico di come riuscire a mantenere nel tempo un matrimonio felice. Fabio Tolomelli è un ex redattore di Psicoradio che quest’anno festeggia il quarto anniversario di matrimonio con la sua compagna. Lo avevamo già intervistato quando si era fidanzato e successivamente sposato con la sua attuale moglie Cristina Cavicchi.  Fabio e Cristina affermano di non aver mai litigato una volta da quando si sono sposati. Per capire come fanno li abbiamo intervistati, sviscerando a distanza di quattro anni le varie sfumature della loro vita di coppia. “Questa sintonia non è imposta da uno all’altro ma dalla comprensione reciproca dei problemi interiori e dal prendere coscienza dei propri errori senza mai rinfacciare nulla su cose dette o fatte. Con garbo ci si dice tutto quello che si pensa”. L’importante è non idealizzare mai troppo l’altra persona, bisogna accettarla per ciò che è.

Continua il viaggio di Psicoradio alla scoperta del Giappone

Nella seconda parte della puntata invece parliamo delle differenze tra Italia e Giappone attraverso il punto di vista di una ragazza giapponese che vive in Italia da diversi anni e che abbiamo intervistato: “In Italia parlano parlano e non si ascoltano!  La cosa bella  è che comunque la conversazione funziona e va avanti!” dice la ragazza in tono scherzoso, spiegando come in Giappone la comunicazione si basi più sull’ascolto. In generale in Giappone c’è una cultura di riservatezza in cui ognuno rimane nella propria sfera mentre “qui in Italia le persone si disturbano e si aiutano e questa è una cosa bellissima.” E per finire ascoltiamo le poesie che l’ascoltatore Andrea Cirotti  ha regalato alla redazione.

Psicoradio LIVE! GoodMorning Bologna

Avvisiamo gli psicoascoltatori che dalla prossima settimana torna l’appuntamento con le dirette di Psicoradio, in onda ogni ultimo mercoledì del mese alle 13:00 su Radio Città del Capo.

MARAT E SADE IN TOURNÉE IN GIAPPONE

“Occorre tirarsi fuori dal fosso per i capelli, rovesciare se stessi da dentro in fuori e guardare il mondo con occhi nuovi.” Questa frase è un estratto dall’opera teatrale dal titolo “La Persecuzione e l’assassinio di Jean Paul Marat”o più semplicemente “Marat/Sade”, che racconta di come il marchese de Sade inizia a preparare, all’interno del manicomio di Charenton in cui è rinchiuso, uno spettacolo teatrale sull’assassinio di Jean Paul Marat, impiegando come attori gli internati del manicomio. Quest’opera è stata portata in scena dagli attori di “Arte e Salute onlus”, la compagnia teatrale di Bologna diretta da Nanni Garella, già qualche tempo fa. Ma quest’anno, il quarantesimo dalla legge Basaglia è l’occasione per una  tourneé speciale, in Giappone.

Gli attori sono partiti per Tokyo e dintorni con una delegazione di psichiatri del Dipartimento di Salute mentale di Bologna, tra cui il direttore Angelo Fioritti, per portare nel paese del Sol Levante il modello terapeutico attivo in Italia dopo la legge 180 del 1978. Obiettivo del viaggio è mostrare ad una realtà in cui esistono ancora i manicomi che curare senza rinchiudere è possibile. Agli attori abbiamo chiesto aspettative e riflessioni sull’opera che andrà in scena. “La parte più bella? Quando alla fine cantiamo l’inno ‘Marat siam tutti qua, vogliamo la libertà’, è stato un momento di grande soddisfazione perché siamo andati oltre il pregiudizio del manicomio, questo  dà senso al nostro lavoro”, racconta uno degli attori, Luca. “La legge Basaglia è una conquista culturale ed etica che in molti ci invidiano, un modello che è nostro dovere esportare”, ha aggiunto  Marco Lombardo,  l’assessore al lavoro, alle relazioni internazionali e alle politiche del terzo settore del Comune di Bologna, partito con la delegazione.  “Viaggio, libertà esperienza, ecco quello che mi aspetto dal Giappone”, conclude Moreno , il “Marat” della compagnia Arte e Salute.

Tra apocalissi interiori e “La fine del mondo”

“Le apocalissi non si generano solo nella società ma anche dentro ognuno di noi, sono quei momenti di crisi in cui le persone si allontanano dal mondo e i propri  valori perdono di senso”. Lo dice ai microfoni di Psicoradio Nicola Martellozzo,  antropologo dell’università di Bologna, presentando il seminario su “La fine del mondo”, l’opera incompiuta di Ernesto De Martino, che si terrà sabato 27 ottobre al circolo CostArena di Bologna. “Ognuno di noi ha in sé la capacità di affrontare le proprie crisi – spiega Martellozzo – e De Martino ce lo fa vedere, ci insegna che il rinnovamento interiore è possibile”.
L’evento fa parte della rassegna (In)Attualità del Pensiero Critico