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Autore: Psicoradio

L’alta formazione per la figura dell’attore. Un corso gratuito con durata annuale, iscrizioni sino al 26 febbraio

Sono aperte le iscrizioni per la IV edizione del corso “L’ alta formazione per la figura dell’attore”. Progettato nell’ambito di Teatro e Salute Mentale, ha durata annuale dal 25 marzo 2024 ed  è gratuito, le iscrizioni si chiudono il 26 febbraio 2024.

Diretto da Nanni Garella, il corso persegue l’obiettivo principale di mettere in relazione i giovani attori, i pazienti-attori in cura presso il Dipartimento di Salute Mentale e i docenti che seguiranno tutto il percorso al fine di creare le condizioni migliori per l’apprendimento delle tecniche necessarie alla formazione della figura professionale.

I moduli previsti  sono quattro: recitazione (sviluppo sentimenti scenici), tecniche vocali (espressività della comunicazione vocale), uso del corpo (espressività della comunicazione corporea), messa in scena (rappresentazione teatrale).
È inoltre previsto lo sviluppo di project work.

Tra i partner promotori:
Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna, Emilia Romagna Teatro Fondazione, La Baracca Onlus, Associazione Culturale Balletto Civile.

Durata e periodo di svolgimento:
Il corso di formazione prenderà l’avvio il 25 marzo e terminerà entro un anno, sarà articolato in 580 ore complessive, di cui 400 ore d’aula e 180 di Project Work, da svolgere individualmente.
Le lezioni saranno organizzate 3/4 giorni a settimana, il lunedì, martedì, mercoledì e giovedì pomeriggio, dalle ore 14:30 alle 18:30.
La frequenza alle lezioni è obbligatoria.  Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Il corso di formazione si svolgerà a Bologna presso S(Blocco5) in via Via Guido Zucchini, 11/a e in altre sedi del Comune di Bologna.

 

Destinatari, requisiti di accesso e iscrizione:
Persone residenti o domiciliate in Emilia-Romagna che hanno assolto l’obbligo d’istruzione e il diritto-dovere all’istruzione e formazione. Possono accedere al corso le persone con conoscenze e capacità attinenti all’area professionale, in possesso anche di minime esperienze nell’ambito dell’attività attoriale teatrale.

Entro il 26 febbraio 2024, inviare all’indirizzo mail info@arteesalute.org: un curriculum, una breve lettera motivazionale, modulo di iscrizione scaricabile dal sito www.arteesalute.org

Per informazioni: Chiara Cattani (dal lunedì al giovedì dalle 9:30 alle 13 e dalle 15 alle 16:30)
Telefono: 051/224420
E-mail: info@arteesalute.org;
Sito web: www.arteesalute.orgwww.aeca.it

Operazione Rif. PA 2023-20213/RER approvata con delibera di Giunta Regionale n. 2096 del 04/12/2023 e cofinanziata con risorse del FSE+ 2021-2027 e della Regione Emilia-Romagna

Casa di Tina: era una casa molto carina, senza soffitto, senza cucina…

La “Casa di Tina”, a Bologna, è una villetta in mattoni rossi con un bel giardino, il soffitto c’è, e anche una cucina molto utilizzata; nella Casa di Tina possono entrare tutti, adulti e bambini, per partecipare alle attività e aiutare. E’ del Comune, affittata all’Ausl, che a sua volta l’ha affidata ad una rete di 13 associazioni della Salute Mentale (fanno parte del Comitato Utenti Familiari ed Operatori del DSM di Bologna.)
Psicoradio ha passato una mattina alla Casa di Tina, animata tutti i giorni da attività gestite da associazioni che collaborano fra di loro. Quel giorno si imparava a fare il burro! E il gruppo di lavoro ci ha invitato a pranzo, offrendoci proprio un ottimo risotto al burro.

“Ci sosteniamo fra noi e diamo aiuto a tutte le persone che entrano e hanno bisogno” ci racconta Maria Parracino, presidente dell’associazione Cristina Gavioli. “Le associazioni collaborano anche nel quotidiano; ma un vero problema da risolvere sarebbe riuscire ad avere un custode o una persona fissa.”. Quella mattina abbiamo conosciuto anche Samanta e Fabrizio, due persone con fragilità, ma che, ci hanno detto, si sentono più forti dopo essere stati alla Casa di Tina “come riempiti di energia”.

Per chi fosse interessato a questa casa speciale che risponde al bisogno primario di un luogo accogliente, dove fare le cose insieme, ecco qualche informazione più dettagliata sulle attività che si svolgono alla Casa di Tina. Nata da non molto a Bologna – anzi, alla Bolognina, appena fuori dalle mura, in una zona abitata da persone che parlano tante lingue perché vengono da tanti paesi. – Ci sono attività del Dipartimento di Salute mentale (che rientrano nel programma P.R.I.S.M.A.) – Attività in collaborazione con cooperative sociali (che rientrano nel programma Paco). – Attività di singole associazioni con finanziatori privati come la Fondazione del Monte.

Se volete conoscere meglio la Casa di Tina, andate a Bologna, via di Corticella n.6 oppure esplorate il sito www.sogniebisogni.it

Associazione Cercare Oltre

Gli altri stermini

Il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, ci aiuta a tenere sempre vivo il ricordo di cosa furono nazismo e fascismo. Psicoradio tiene molto in particolare a tornare su quello che fu il Programma T4, che prevedeva l’uccisione di persone con sofferenza psichiche e con disabilità.

Gli stessi psichiatri condivisero il programma di eutanasia dei loro pazienti. Di questo abbiamo parlato con lo psichiatra Luigi Benevelli, autore del libro “Medici che uccisero i loro pazienti”. La psichiatria italiana fu contraria all’uccisione dei malati durante il periodo fascista ma è poco noto che negli ultimi anni del conflitto 30.000 persone ricoverate nei manicomi persero la vita a causa dell’inedia e dell’abbandono.

Vi riproponiamo quindi una puntata dedicata ad AktionT4 e una parte di quella che Psicoradio ha realizzato per ricordare lo sterminio di 500.000 persone di origine rom e sinti durante il fascismo e il nazismo che prese il nome di Porrajmos. Per parlare di questa brutta pagina di storia abbiamo intervistato Luca Bravi, professore dell’università di Firenze e storico del Porrajmos, e Thomas Fulli, membro della comunità sinti bolognese e della associazione italiana rom e sinti. Thomas è un attivista della sua comunità e va nelle scuole bolognesi a parlare del Porrajmos.

Porrajmos significa divoramento, annientamento totale della persona fisica, ma “in lingua stretta significa la grande morte” ci ha spiegato Thomas Fulli, “e i sinti e rom, le persone più anziane, volevano dimenticare e cancellare”.

 

Bobo Rondelli sulla copertina dell'album Come i carnevali

Le meraviglie di Francobeat e i carnevali di Bobo Rondelli

Bobo Rondelli sulla copertina dell'album Come i carnevali

In un’unica puntata riproponiamo le interviste che la redazione di Psicoradio ha realizzato qualche anno fa con i cantautori Bobo Rondelli e Francobeat negli studi di Radio Città del Capo di Bologna, in diretta, nell’ambito del programma Maps condotto da Francesco Locane.

Durante l’intervista Bobo Rondelli suona e canta alcuni brani dell’album “Come i carnevali”, compreso un pezzo dedicato proprio all’Emanuel Carnevali cui allude il titolo: un poeta e narratore vissuto nella prima metà del Novecento, molto amato da tanti artisti, scrittori e cantautori, italiani ma non solo. Rondelli discute con i redattori di Psicoradio di diversi temi tra i quali il rapporto con la famiglia e soprattutto con il padre, l’ego e diversi altri aspetti, con un tono particolarmente ironico ed istrionico, tra il serio ed il faceto. Una chiacchierata divertente, appassionata ed interessante.

ll cantautore e polistrumentista Franco Naddei, in arte Francobeat, parla invece dell’album “Radici”, nato in collaborazione con gli utenti della residenza psichiatrica “Le Radici” di San Savino, sulle colline di Riccione, che hanno scritto per lui le brillanti parole delle canzoni: Non ho toccato una virgola dei testi che mi hanno mandato”, racconta Francobeat. “Avevo di fronte un patrimonio poetico da cui volevo essere invaso. Volevo mettermi in bocca quelle parole, quelle immagini così surreali, taglienti, amaramente gioiose, scritte da gente pronta a barattare, in qualsiasi momento, una strofa felice per una sigaretta.”