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Sleghiamoli subito (anche gli anziani)

Intervista a Giovanna Del Giudice, portavoce della campagna per l’abolizione della contenzione “… e tu Slegalo Subito”

🔊 Puntata 735


Sleghiamoli subito (anche gli anziani)

Sabato 13 febbraio, l’evento “Città libere da contenzione – per non dimenticare”, ha ricordato la morte di Elena Casetto, avvenuta un anno e mezzo fa mentre Elena era legata nel reparto di psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Psicoradio ha intervistato Giovanna Del Giudice, portavoce della campagna nazionale per l’abolizione della contenzione nei luoghi di cura “… e tu Slegalo Subito”.

La discussione prende spunto da una riflessione della redazione di Psicoradio sulla contenzione in ambito geriatrico; la prima domanda a Del Giudice riguarda il termine: cosa si intende nello specifico per contenzione? “Quando parliamo di contenzione, e in particolare di contenzione meccanica, ci riferiamo all’impedimento al libero movimento della persona in cura”, spiega Del Giudice, sostenendo che questo impedimento configuri una vera e propria “violazione dell’articolo 13 della Costituzione, che dice che la libertà personale è inviolabile e che non può essere tolta se non per disposizione di legge.” Legare le persone è la forma di contenzione meccanica più utilizzata, ma per limitare i movimenti si usano anche bandine, spondine, tavolini, tende a rete intorno al letto… Inoltre esiste anche la contenzione ambientale, per esempio quando le porte e le finestre sono sbarrate.

Ma allora cosa si deve fare per curare una persona agitata, o scarsamente cosciente, senza legarla o contenerla in altri modi? “Fa parte del nostro lavoro di operatori della psichiatria e della salute mentale avere la capacità di confrontarci con una persona che sta male” sostiene Giovanna Del Giudice, che continua: “Certamente non possiamo rispondere al dolore con una violenza come quella del legare. Dobbiamo invece mettere in moto capacità relazionali, per impedire che la persona si faccia del male o che faccia del male agli altri. E questo è alla portata di qualsiasi operatore che vede nell’altro una persona e non un corpo da domare. Noi dobbiamo rassicurare le persone e farci riconoscere come portatori di aiuto.”

E rispetto agli anziani la portavoce di “… e tu Slegalo Subito” spiega che “vengono legati quando sono in un’istituzione totale, nelle case di riposo, nelle RSA. Questa è una condizione che dipende da come si lavora in quei luoghi, e in particolare da quanti operatori devono seguire un certo numero di pazienti.”In prospettiva, il post Covid offre opportunità di cambiamento, “per non tornare alla normalità: la casa di riposo non può essere l’unica risposta, è possibile dare appoggi domiciliari, forme di cohousing, fornendo badanti di condominio, lavorando su una assistenza domiciliare integrata. Se la contenzione nasce in psichiatria, le persone che oggi hanno più bisogno di essere slegate sono gli anziani.” conclude Giovanna Del Giudice.

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