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“Questa sentenza ha ammazzato un’altra volta mio zio”

L’intervista a Grazia Serra, nipote di Franco Mastrogiovanni, morto nel 2009 durante un TSO

🔊 Puntata 912


“Questa sentenza ha ammazzato un’altra volta mio zio”

In questa puntata vi aggiorniamo in merito a una vicenda di cui ci siamo occupati fin dal primo momento, quella del maestro Francesco Mastrogiovanni.

Mastrogiovanni fu ricoverato con un TSO e deceduto il 4 agosto 2009 dopo 87 ore di agonia, legato mani e piedi a un letto del reparto psichiatrico del “San Luca” di Vallo della Lucania; in quell’estate caldissima, Mastrogiovanni fu lasciato senza bere e senza mangiare per quattro giorni. Ad accorgersi dei segni sul suo corpo fu per primo il medico legale, il quale, non richiedendo l’autopsia ma disponendo l’esame autoptico, fece aprire il caso.

La battaglia portata avanti dalla famiglia ha condotto a un lungo iter giudiziario: inizialmente furono condannati in primo grado solo i medici, assolti gli infermieri; la Corte d’Appello di Salerno condannò invece tutti i sanitari coinvolti (sei medici e undici infermieri) con l’accusa di omicidio colposo, sequestro di persona e falso ideologico in cartella. Nel 2018 la Corte di Cassazione confermò poi tutte le pene, ad esclusione del reato di morte come conseguenza del sequestro di persona, caduto in prescrizione.

Grazia Serra, nipote di Franco Mastrogiovanni, ha combattuto in tanti modi in tutti questi anni: “Noi abbiamo sempre detto, come familiari, che non ci auguravano assolutamente il carcere per queste persone. Ciò che fa male e che poteva essere importante era che, almeno simbolicamente, queste persone smettessero di fare il lavoro che stavano facendo”, dichiara a Psicoradio, riferendosi a una sospensione temporanea della loro attività.

La famiglia Mastrogiovanni aveva anche avviato un processo civile per ottenere un risarcimento: notizia di questi giorni è che la Corte d’Appello di Salerno ha rigettato la richiesta. “Ha fatto male leggere le motivazioni di questa sentenza. Si dice che la contenzione era blanda, che mio zio poteva alzare il torace, mettere le gambe per terra. La sua non sarebbe stata una morte ‘lenta’ ma improvvisa. Eppure, sappiamo che non è così, perché c’è un video che mostra chiaramente l’agonia di mio zio”.

Il podcast su Spreaker.

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