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Chi sono oggi i poveri vergognosi?


Chi sono oggi i poveri vergognosi?

Psicoradio entra al servizio migranti

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Puntata 204

“Io penso che in questo momento starei meglio nel mio paese. L’Italia era un sogno, mi sono illusa. Mi dispiace parlare così, ma in questo modo non si trattano nemmeno gli animali”.
Brigitte è una ragazza nigeriana che alcuni redattori di Psicoradio hanno intervistato mentre era allo sportello migranti ASP “Poveri vergognosi” di Bologna, che offre accoglienza e servizi agli immigrati, in modo particolare ai richiedenti asilo.

“Un piccolo ingresso,e poche sedie che non bastavano per tutti. Tante lingue diverse”. Il redattore di Psicoradio, Gabriele, è rimasto molto colpito dall’incontro con i migranti: sognatori, fuggiaschi, delusi.

“Nel passato avevo gli occhi foderati di prosciutto – racconta – e pensavo che dovessero starsene a casa loro. Adesso so che tanti una casa non ce l’hanno neanche”. Molti scappano da situazioni di guerra, di miseria, di povertà, cercano una via di salvezza nelle rotte verso l’Italia.

“Dormo ogni sera di stazione in stazione, ma non voglio tornare nel mio paese, perché ho paura che i militari mi facciano ancora del male”.
Tutti speravano in una vita migliore, ma molto spesso non è così.
Senza un permesso di soggiorno, vengono rinchiusi nei CIE, i centri di identificazione ed espulsione in attesa di regolarizzare la loro posizione.

La puntata si chiude con un racconto del poeta ugandese Okot p’Bitek. ”Non c’è un orario per allattare un bambino”, sulla diversa concezione del tempo tra la cultura occidentale e quella africana.

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