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La forza che ci vuole per lasciare libero un figlio

Marie Françoise Delatour ci racconta cosa le ha insegnato il figlio che si è tolto la vita a soli 48 anni.

🔊 Puntata 1001R e 1002R


La forza che ci vuole per lasciare libero un figlio

Marie Françoise Delatour ha dedicato un libro a suo figlio e alle esperienze vissute insieme a lui: Antonio, una persona con una sofferenza psichica, morto a soli 48 anni.
Abbiamo parlato con l’autrice di “Antonio che cosa ci hai insegnato”, e dalla lunga intervista, del maggio 2024, abbiamo tratto due puntate di Psicoradio.

Oggi ho un’altra visione del mondo, della salute mentale, dello stigma, della speranza… e di tanti altri temi”. 

Marie Françoise Delatour è presidente dell’associazione “Cercare oltre” ed è stata a lungo presidente  del CUFO Comitato Utenti Famigliari e Operatori della salute mentale.

“Antonio era un bel ragazzo, simpatico, gioioso; quando stava bene aveva il suo carattere e le sue pretese e si aspettava molto dalla vita. Uno come tutti noi.”
Alla domanda “cosa le ha insegnato Antonio?” Marie Françoise risponde: “Io credo che alla fine di questo percorso, che è stato lungo e anche travagliato,  personalmente ho imparato molto sull’amore incondizionato. Che significa amare le persone così come sono, accettare se stessi e gli altri per quello che sono e non per quello che uno si aspetta o vorrebbe. Più in generale, ho imparato molte cose sul dare e ricevere.”

La cosa più difficile e più importante è accettare le scelte di un figlio, che è un adulto, anche se con problemi mentali: “Quando Antonio ha cominciato a stare male il mio sentirmi madre è cresciuto e mi ha fatto sentire responsabile di quello che succedeva a lui; ed è cresciuto il mio bisogno di poter fare qualcosa per farlo stare meglio.

Nell’ultima parte della vita di Antonio ho imparato però che era sbagliato fare così, era quasi una mancanza di rispetto nei suoi confronti; abbiamo imparato a fare un passo indietro pensando che il figlio non ci appartiene. Un genitore deve rispettare le  sue volontà e il suo desiderio, deve anche rispettare il suo star male, anche fino alla decisione estrema del suicidio.”

Nell’intervista, Marie Françoise ricorda anche quello che definisce un errore che avrebbe voluto non ripetere mai: e cioè chiamare il 118 e attivare un TSO, il trattamento sanitario obbligatorio. Le lezioni più dure, per lei, sono state l’odio e lo stigma manifestati nei confronti di Antonio (e di moltissime persone con una diagnosi psichiatrica) da parte della società, ma soprattutto di alcuni membri della famiglia.

Il libro “Antonio che cosa ci hai insegnato” è scaricabile gratuitamente sul sito “Sogni e Bisogni”.

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