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La terapia dell’animazione

Lo psichiatra Francesco Pantò cura gli hikikomori con manga, anime e videogiochi

🔊 Puntata 957


La terapia dell’animazione

Sapevate che gli anime giapponesi possono aiutare ad uscire da un forte stato d’isolamento? Vi riproponiamo questa puntata in cui parliamo del fenomeno degli Hikikomori, ovvero persone che per più di 6 mesi non hanno nessun tipo di relazione sociale fuori casa, nessun lavoro, nessuna amicizia e nessun desiderio di avere queste relazioni, oltre a quelle online. Questo ci spiega il dottor Francesco Pantò, nato e cresciuto in Sicilia, oggi medico psichiatra, specializzato nel fenomeno degli Hikikomori in Giappone, dove lavora. La sua passione per l’Oriente è nata in giovane età, a 10 anni, dopo aver visto un documentario. A 25 anni, avendo vinto una borsa di studio, si trasferisce in Giappone.

Ai nostri microfoni il dott. Pantò ci spiega che quello degli hikikomori è un fenomeno che comincia nell’adolescenza, spesso a scuola, a causa del bullismo e che la cultura giapponese richiede di essere performanti, belli e avere tanti amici. Per queste ragioni si può restare “schiacciati” da altre “scadenze” sociali: a 18 anni bisogna entrare in un’ottima Università, a 24 essere laureati e a 28 sposarsi.

Il dott. Pantò ha ideato la Terapia dell’animazione come mezzo per ovviare alle relazioni sociali che mancano, sfatando il mito che i videogiochi siano solo negativi. Continua dicendoci: “Invece di combattere la tecnologia, portiamola a nostro vantaggio, spingendoci a fare cose che non sappiamo fare”. Ci spiega che ad esempio con il videogioco “Pokemon Go”, gli hikikomori sono portati, per andare avanti col gioco, ad uscire fuori casa.

Nella puntata parliamo anche dei manicomi in Giappone, del problema degli hikikomori cinquantenni, di un’evoluzione della terapia dell’animazione, di un manga scritto dallo stesso dottor Francesco Pantò e diamo i dati sugli Hikikomori in Giappone e in Italia.

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