Una mente troppo in movimento
“Capire di essere diversa mi permette di essere quella che sono”
🔊 Puntata 943

“Sono stata una bambina iperattiva. Oggi ho 65 anni e ho scoperto di avere l’ADHD in età adulta. Poco dopo mi hanno anche diagnosticato un disturbo autistico”.
Poco tempo fa una nostra ascoltatrice ci ha scritto per raccontarci di questa scoperta; l’abbiamo intervistata insieme allo scrittore Daniele Mencarelli, che è venuto a trovarci. Tra le altre cose, della sua storia ci ha colpito il fatto che da piccola venisse presa in giro dagli altri bambini per il suo comportamento e per una scritta, “neurosedativo“, su un farmaco che le era stato prescritto.
Quando era bambina nessuno riusciva a dare un nome alla sua patologia; oggi sa che soffre di ADHD, ovvero di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività. Dopo la diagnosi la sua vita è cambiata in meglio, perché finalmente ha iniziato a mettere insieme i pezzi di una storia di sforzi continui e frustrazioni. “Capire che sei diverso è sicuramente un vantaggio perchè mi permette di essere come sono. Di dirmi Io sono speciale“, ci ha detto l’ascoltatrice.
Una storia che, secondo lo psichiatra e psicoterapeuta Giovanni Migliarese, assomiglia a quella di molti altri. Ci ha spiegato che si tratta di un disturbo del neurosviluppo, caratterizzato da un eccesso di attività e dalla difficoltà nel mantenere l’attenzione e il controllo del comportamento. Chi ne è affetto, inoltre, fatica ad utilizzare in maniera adeguata le sue risorse attentive, si distrae facilmente, esaurisce rapidamente la sua attenzione. Può anche dare segni di iperattività e di impazienza, possono essere complesse le relazioni con gli altri e anche l’autostima può essere intaccata.
I sintomi appaiono fin dall’infanzia, causando problemi in almeno due contesti (ad esempio a casa, a scuola o al lavoro) e possono perdurare in adolescenza e in età adulta, generando difficoltà a gestire le relazioni e a controllare le emozioni. Queste caratteristiche influenzano negativamente la vita delle persone che soffrono di questo disturbo e di chi è a contatto con loro.
Tutto ha trovato un nome quando la nostra ascoltatrice ha saputo di soffrire di ADHD: soprattutto all’inizio ha provato un senso di liberazione; poi la sofferenza si è trasformata in consapevolezza.