La generazione sempre connessa, e sola
Torniamo a proporvi l’intervista a Maria Luisa Iavarone, docente di pedagogia generale e sociale all’Università di Napoli Parthenope
🔊 Puntata 938 e 939
Siamo tutti consapevoli del fatto che i computer, e ancora di più i cellulari “smart”, continuamente connessi a internet, hanno occupato le nostre vite con una presenza pervasiva. Oggi però la preoccupazione comincia a spostarsi soprattutto sull’impatto che questo nuovo mondo ha sui giovanissimi, e sugli effetti neurologici per cervelli ancora in fase di sviluppo.
Proprio di questo ci parla la professoressa Maria Luisa Iavarone, Maria Luisa Iavarone, docente di pedagogia generale e sociale all’Università di Napoli Parthenope, dove insegna Didattica generale e tecnologie dell’apprendimento: di una ricerca, Adolescents Brain Cognitive Development, “ABCD”, (Lo sviluppo cognitivo del cervello degli adolescenti), promossa dal National Institute of Health di Baltimora.
Si tratta di uno studio decennale in corso (i primi 5 anni sono già passati) che coinvolge quasi dodicimila ragazzini per indagare gli effetti provocati nelle aree cerebrali dei giovanissimi esposti per ore ed ore a schermi e connessioni.
Perché i genitori non riescono a porre limiti sull’uso continuo degli smartphone? Seconda puntata dedicata all’intervista a Maria Luisa Iavarone, pedagogista e docente all’Università di Napoli Parthenope.
In questa seconda parte dell’intervista facciamo alla dottoressa una domanda cruciale: perché le famiglie sembrano impotenti? Perché non sono più capaci di porre limiti, in questo caso all’uso continuo degli smartphone? E come si può intervenire per contrastare questa deriva molto pericolosa?
Foto di Sagar Biswas da Pixabay