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Pitbull

Uno spettacolo teatrale per non dimenticare chi ha sofferto negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

🔊 Puntata 605


Pitbull

“Viviamo in un posto che non si sa se è un carcere o un ospedale: veniamo doppiamente penalizzati come detenuti e come malati”.

Sembra passato tanto tempo dalla chiusura degli Ospedali psichiatrici Giudiziari (OPG), in favore delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), invece è passato solo qualche anno. Nonostante questo passaggio, il dolore provato dagli ex internati rimane attuale e non può essere cancellato dalla semplice attuazione di una legge.

Per questo motivo,  vi riproponiamo la puntata che avevamo realizzato su “Pitbull”, suggestiva piece teatrale allestita a fine 2014 dagli internati dell’ OPG di Reggio Emilia presso il centro sociale XM24 di Bologna, uno spazio sociale che vive in questa estate 2019 una situazione molto delicata.

In questo spettacolo gli internati raccontano le loro storie, riflettendo sul rapporto tra condizioni di vita e violenza.  “Dicono che è cattivo ma poi il Pitbull non è un animale cattivo, è un animale come tutti gli altri, sono gli altri che lo fanno diventare cattivo“. L’addestramento per far diventare feroce questo tipo di cane è simbolo della vita delle persone che sono finite internate negli OPG.

A margine dello spettacolo, Psicoradio ha intervistato uno degli attori-internatiFrancesco, (nome di fantasia) che spiega com’è la vita negli OPG e racconta le condizioni nelle quali lui e gli altri internati sono costretti a vivere. Dalle parole di Francesco emerge una realtà dura; il suo auspicio è che il diritto alla cura venga prima di ogni altra considerazione.

Monica Franzoni, responsabile del progetto teatro dell’OPG di Reggio Emilia e regista degli spettacoli realizzati al suo interno, racconta infine quanto sia importante il teatro per dare voce alla sofferenza, controllare rabbia, ansia e ricreare la relazione tra gli internati.

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