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CHE EMOZIONE QUANDO L’ITALIA VINCE I MONDIALI DI CALCIO!

La terapia del calcio

🔊 Puntata 546


CHE EMOZIONE QUANDO L’ITALIA VINCE I MONDIALI DI CALCIO!
   

 

“Al mondiale eravamo tutti pazienti psichiatrici,e venivame da tutti i paesi. Quel che mi ha colpito delle nostre storie è che tutti da bambini abbiamo sofferto;  giocare a calcio è riscattare un po’ quel bambino”.
Questa settimana Psicoradio ha intervistato Matteo Amendola, uno dei giocatori della nazionale di calcio italiana formata dagli utenti dei servizi psichiatrici. La squadra, allenata da Enrico Zanchini, il 17 maggio scorso ha vinto la Dream World Cup, il mondiale di calcio giocato dagli utenti dei centri di salute mentale di tutto il mondo, e Alessandro Cisilin, un giornalista del Fatto Quotidiano inviato ai Mondiali.
“A 9 anni  nella mia prima squadra di calcio ho trovato l’affetto che mancava in famiglia”, racconta emozionato Matteo, che oggi ha 39 anni. Aveva appeso le scarpe al chiodo a 21 anni, complice anche la malattia. E’ tornato in campo, in veste di allenatore e giocatore al tempo stesso,  grazie a una lungimirante idea dalla sua psichiatra: riunire i pazienti attorno a un pallone, calcio-terapia.

E ha funzionato: “Quest’esperienza ha aiutato a reinserirmi nella società civile”, continua Matteo, “I miei compagni da quando hanno iniziato a giocare non sono più stati ricoverati. Per me questa è una vittoria importante, al di là del risultato sportivo. “Ho sempre trattato i ragazzi come calciatori e non come pazienti’’, ha raccontato ai microfoni di Psicoradio l’allenatore Enrico Zanchini, che ha sottolineato come le dinamiche di spogliatoio non differiscano da quelle dei  cosiddetti “presunti sani”. “A chi ha disturbi seri non devono essere negate le cose belle della vita, e lo sport è sicuramente una di quelle. Lo sport agonistico, vero, ad alti livelli, con una maglia azzurra e uno stemma che sostituisca lo stigma”.

Il sentiero del teatro accanto alla follia

I TEATRI DELLA SALUTE MENTALE

Il  teatro, così importante per arricchire la cultura delle persone, può essere anche una terapia per chi soffre. Allora perché non fare squadra tra associazioni, teatro e università? A quarant’anni dalla legge Basaglia, il 28 maggio, a Bologna, il convegno “ I teatri di salute mentale” farà il punto della situazione per proporre la nascita di una rete nazionale dei teatri della salute mentale. Tra gli ospiti anche Giuliano Scabia, scrittore e drammaturgo, che terrà un intervento dal titolo “Il sentiero del teatro accanto alla follia (1969-2018). Il pomeriggio si aprirà con un intervento dell’artista Alessandro Bergonzoni, mentre attori e operatori di tutta Italia discuteranno in una tavola rotonda coordinata dal critico teatrale Massimo Marino, che intervisterà anche due direttori di dipartimento, Angelo Fioritti di Bologna e Fabrizio Starace di Modena, e operatori di diversi teatri della regione, i rappresentanti di diversi teatri della regione, come  Andreina Garella (Festina Lente teatro di Reggio Emilia ), Nanni Garella ( Arte e Salute di Bologna ), Davide Camporesi  ( TTO di Rimini ) Michael Tampanella (Diurni e Notturni di Piacenza ).

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