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L’OMBRA DELLE MADRI

Psicoradio analizza alcuni versi di una poesia che l’antropologa Margaret Mead ha dedicato alla figlia Catherine

🔊 Puntata 299


L’OMBRA DELLE MADRI


“Che io non sia un inquieto fantasma che segua ossessivo l’andare dei tuoi passi […] tu devi essere libera di prendere un sentiero la cui fine io non senta il bisogno di conoscere.”

Sono alcuni versi di una poesia che l’antropologa Margaret Mead (1901-1978) ha dedicato alla figlia Catherine. La poesia è stata pubblicata nella sua autobiografia “L’inverno delle more”. I redattori di Psicoradio si sono interrogati sul senso di questi versi e hanno raccontato alcuni vissuti personali rievocati dalla lettura della poesia.

Essere genitori non è facile: quale deve essere il ruolo di madri e padri rispetto ai figli? Fino a che punto una madre può erigere dei muri per proteggerli? Psicoradio affronta uno dei tabù della nostra cultura: le ambivalenze del ruolo materno, la possibilità che una madre possa svolgere anche ruoli negativi nei confronti dei figli. Lo facciamo intervistando la psicoanalista junghiana Marina Valcarenghi, che ha presentato a Bologna il suo ultimo libro: “Mamma non farmi male”.

“Quando i figli vengono sistematicamente feriti o colpiti dall’atteggiamento della madre, ci si trova di fronte a un complesso di madre negativa” che la psicoanalista indaga nel suo libro. Parliamo quindi di mamme cattive? A Marina Valcarenghi questa definizione non piace e spiega il perché ai redattori di Psicoradio. “Io non parlo di “mamme cattive” ma di mamme sofferenti, che attraverso la loro sofferenza possono danneggiare i loro figli, oltre che se stesse. Una mamma psicologicamente sofferente molto spesso riconosce il suo disagio, ma più di rado riconosce le conseguenze che ricadono sui figli”. Per esempio, una donna, può sapere di essere depressa, ma non si rende conto automaticamente dell’insicurezza, del senso di colpa, della fragilità emotiva che possono scaturire nei suoi bambini.

“L’obiettivo del mio libro – aggiunge la psicoanalista – non è solo quello di descrivere i più frequenti disturbi psichici delle donne, ma anche quello di evidenziare le conseguenze che possono derivare ai figli dalle patologie psichiche delle madri per incoraggiarle a prendersi cura di sè non solo per loro stesse ma anche per le loro creature.”

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