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“Le persone più malate non sono quelle nei centri di cura”

Daniele Mencarelli ai nostri microfoni su stereotipi e salute mentale, ciò che fa soffrire e ciò che cura

🔊 Puntata 1027


“Le persone più malate non sono quelle nei centri di cura”

Era il settembre del 2025, la redazione stava preparando lo speciale dedicato agli stereotipi sulla salute mentale che fanno più male.  Abbiamo raccolto molte storie personali, molte riflessioni. Non vi avevamo però ancora proposto una di queste interviste, ma siamo sicure che ne vale la pena. Lo facciamo ora.

La nostra direttrice, Cristina Lasagni, intervista Daniele Mencarelli, poeta e scrittore, amico di Psicoradio, che conosce direttamente nella sua esperienza di vita quanto possano fare male gli stereotipi sulla sofferenza psichica.

Quello che più ferisce Mencarelli è quello per cui “la persona con un disturbo psichico sia per automatismo anche violenta, sempre comunque fuori controllo. Allora, l’idea che una persona in una fase acuta possa avere un momento di scarso controllo è un discorso, ma l’idea che ci sia sempre questo pericolo è una cosa che mi ha fatto molto soffrire, perché non è vero in generale.”

“Le persone più malate che io abbia mai incontrato”, continua Mencarelli, “non sono le persone che ho incontrato dentro i centri predisposti alla cura mentale, perché chi ammette a se stesso, al mondo, di avere un problema, ci lavora sopra, sa che con quel problema convivrà, mentre chi non lo ammette, incancrenisce solo certe caratteristiche.”

Mencarelli ci racconta l’importanza della scrittura nella sua vita, fin da quando era giovanissimo. “Quello che ha lenito veramente la mia condizione è stata da lettore, e poi da scrittore, con gli incontri, vedere che quando tutto diventa plurale, quando iniziamo a usare il noi, che sia per un disturbo psichico, che sia per tutto quello che riguarda l’umanità, nel momento in cui si diventa plurali e non ci si sente più soli, questa è la grande vittoria”.

Daniele Mencarelli è stato ospite alla mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2026 perché c’è stata la presentazione del film “Fame d’aria” diretto da Giuseppe Bonito, tratto dal suo libro omonimo.

E a proposito di cinema, nella puntata trovate anche l’appuntamento con la nostra rubrica “Psicocinema” dedicata al film “Schegge di paura” recensito dalla redattrice Barbara.

Buon ascolto!

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