Insieme per contare e cambiare
Una conferenza autogestita per riaprire il dibattito sullo stato di salute dei servizi e per denunciare l’arretramento culturale che mette a rischio le conquiste concretizzate dopo la legge 180.
🔊 Puntata 934
Riprendiamoci i diritti! È un bel titolo quello della seconda Conferenza Nazionale Autogestita per la salute mentale che si è tenuta a Roma il 6 e il 7 dicembre e che ha visto di nuovo insieme molte persone, molti operatori e operatrici, ma anche sindacati e soprattutto moltissime associazioni che vanno da UNASAM (unione nazionale delle associazioni che si occupano della salute mentale), a Psichiatria Democratica, a Salute e Carcere.
Danno l’idea di una forza che sta cercando di ricrearsi, di riprendere parola e combattere per i diritti nel campo della salute mentale, spesso molto a rischio.
E’ un’iniziativa che vuole riaprire il dibattito sullo stato di salute dei servizi territoriali, che vuole denunciare l’arretramento culturale che mette a rischio le conquiste che si sono concretizzate dopo la legge 180.
Sugli obiettivi della conferenza abbiamo intervistato Gisella Trincas, Presidente di UNASAM, l’associazione delle associazioni che si occupano della salute mentale, e abbiamo intervistato anche Peppe Dall’Acqua, uno storico psichiatra che ha lavorato insieme a Franco Basaglia, e ha continuato a lavorare per una psichiatria più giusta e più utile.
La prima domanda a Gisella Trincas è stata sul perchè di una conferenza autogestita. Questa la sua risposta: “Oggi la situazione è drammatica, perché non c’è più nessuna interlocuzione con il governo. E’ stato anche eliminato il tavolo tecnico della salute mentale, che si era costituito nel 2019. Quel tavolo tecnico era un tavolo tecnico democratico, importante, era uno strumento non solo di consultazione del ministero ma era anche uno strumento propositivo i cui i componenti, partendo da un analisi di quello che era lo stato dei servizi in Italia, hanno formulato una serie di proposte per il superamento delle criticità. Sono esattamente quelle proposte che il tavolo tecnico ha portato alla conferenza governativa del 2021 quando il Ministro era Roberto Speranza”.
Purtroppo le conclusioni sono rimaste lettera morta, compreso il documento dedicato alla contenzione, che puntava a limitarne l’uso, tutt’ora diffuso non solo nei servizi di salute mentale ma anche nelle strutture per anziani, nelle comunità. Ricordiamo che grazie al lavoro di alcune associazioni e di molte persone ci sono luoghi dove non è mai stata praticata, come a Trieste e a San Giovanni in Persiceto (BO), a dimostrazione che non legare si può.
Torniamo alle parole di Gisella Trincas ai microfoni di Psicoradio: “Purtroppo si sta arretrando nelle pratiche dei servizi, perché sono stati impoveriti nel personale: non ci sono medici, assistenti sociali, psicologi, educatori. Molti servizi hanno dovuto chiudere, alcuni servizi sono stati accorpati, altri hanno ridotto gli orari di apertura. Quindi di fronte a servizi con personale dimezzato e con risorse finanziarie pari a zero, la soluzione che si diffonde è quella di mandare le persone nelle comunità terapeutiche”.
Dichiarazione conclusiva della Conferenza