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Poesie palestinesi contro la guerra: Fadwa Tuqan


Poesie palestinesi contro la guerra: Fadwa Tuqan

Psicoradio riprende una sua vecchia consuetudine, quella di leggere, all’inizio di ogni puntata, una poesia e presentare la poetessa o il poeta che l’ha scritta. In questo caso si tratterà di poesie scritte da donne e uomini palestinesi. La poesia è sempre stata molto importante nella cultura araba ed è diventata, in questo caso, un atto di resistenza, perchè ha il potere di farci sentire e quasi vivere le emozioni di chi l’ha scritta, di farci vedere il mondo con i suoi occhi e di provare i sentimenti che cerca di trasmetterci.

La poesia che apre questo piccolo elenco è dell’autrice Fadwa Tuqan, nata a Nablus, poeta e scrittrice, una delle voci più note della poesia palestinese. I suoi scritti parlano della lotta del suo popolo, dell’orrore della guerra, ma anche delle condizioni delle donne e dell’amore. Fadwa Tuqan ha viaggiato in Europa e in Medio Oriente, e ha studiato alla Oxford University.

Quando, nel 1967,  la sua città natale è stata occupata dagli israeliani, le sue poesie sono cambiate. Hanno iniziato a raccontare soprattutto di questa occupazione, rafforzando l’impegno politico e civile della poeta. Fadwa ha continuato a scrivere, per tenere viva questa resistenza contro l’occupazione, fino alla sua morte a Nablus nel dicembre del 2003.

La poesia che vi leggiamo si intitola Mi basta.

Mi basta morire sulla mia terra
essere sepolta in essa
sciogliermi e svanire nel suo suolo
e poi germogliare come un fiore
colto con tenerezza da un bimbo del mio paese.

Mi basta rimanere
nell’abbraccio del mio paese
per stargli vicino, stretta, come una manciata
di polvere
ramoscello di prato
un fiore.

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