Persone e metodi che hanno sconfitto l’alcol
Percorsi di vita determinati dalla dipendenza, che alla fine è stata sconfitta
🔊 Puntate 959, 960, 961
Tanti alcolismi quanti alcolisti
“Parliamo di alcol per parlare di altro, parliamo di altro per parlare di alcol” è una citazione dello psichiatra Vladimir Hudolin, che ha creato i CAT, Club Alcologici Territoriali. Questi club sono luoghi piccoli e protetti, dove si incontrano persone che condividono una problematica con l’alcol. Psicoradio intervista Patrizia Guccini, responsabile del CAT di Bologna, che ci racconta come funzionano i gruppi e quali sono gli aspetti positivi della condivisione delle esperienze.
Solitamente, le persone che iniziano un percorso con il CAT arrivano già con gravi dipendenze e percorsi riabilitativi alle spalle. Qui prendono coscienza del legame che hanno con la sostanza e cercano, attraverso le relazioni, di spezzarlo, avendo come scopo la piena sobrietà. Gli operatori del CAT si chiamano “servitori insegnanti” perché si prendono cura dei partecipanti attraverso l’ascolto e sono pronti a intervenire anche in prima persona nelle discussioni.
La storia di Enzo
Enzo, nome di fantasia, racconta ai microfoni di Psicoradio che le riunioni del SERT (i servizi per le tossicodipendenze, parte del Servizio Sanitario Nazionale) e il confronto con altre persone con il suo stesso problema sono stati il primo passo per non dipendere più da alcool e cocaina.
Ci ha spiegato che è grazie al suo “angelo custode”, una dottoressa del SERT, che ha smesso di bere, ed è stata lei a salvarlo dalle situazioni più difficili, quando le riunioni non bastavano.
Enzo ha iniziato presto la sua dipendenza dalle sostanze: l’eroina era molto in voga negli anni della sua giovinezza, ma ha smesso quasi subito. In seguito comincia a lavorare come facchino, un mondo duro, “dove assumere alcool e cocaina era la norma per arrivare alla fine di una lunga giornata di lavoro”.
Tutte le sue giornate erano scandite dall’alcool e dalla droga: nonostante questo è sempre riuscito a nascondere tutto alla famiglia perché negare è, ci ha spiegato, una strategia di tutti gli alcolisti. Tuttavia si arriva, ad un certo punto, all’inevitabile rottura: le continue bugie portano la famiglia al collasso.
Tornare a respirare
Questa puntata inizia con una poesia di Fadwa Tuqan, poeta e scrittrice, una delle voci più note della poesia palestinese, che trasforma la sua poesia in un atto di resistenza. Durante i mesi di giugno e luglio ogni puntata di Psicoradio è stata introdotta da testi di poeti palestinesi.
A seguire, Psicoradio riprende il suo speciale dedicato alle storie di persone che hanno vinto la dipendenza da alcol, raccogliendo la storia di una donna che dopo anni è riuscita a liberarsene. L’alcol è stato sempre presente nella sua vita; però a un certo punto il consumo aumenta in modo esagerato, tanto da far preoccupare la famiglia e passare molte notti al pronto soccorso.
Quando viene poi ricoverata in un reparto di psichiatria, si rifiuta di andare al SERT, perché: “non sono una drogata”, afferma con determinazione.
Sul lavoro, la sua situazione è sempre stata complicata. Dopo un lungo e pesante mobbing, tocca il fondo. Questo la fa sprofondare nella depressione provocando una ricaduta nella dipendenza, dopo che per nove mesi era riuscita a non bere.
E’ allora che il suo psichiatra le consiglia di andare alle riunioni del CAT. Le prime riunioni sono difficili: “Il primo mese è stata molto dura, perché si sente la mancanza fisica della sostanza. Poi si respira e allora sembra di essere in un altro mondo”.