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Dungeons e draghi a Psicoradio?

Simone e Paolo ci raccontano la loro esperienza con i giochi di ruolo

🔊 Puntata 956


Dungeons e draghi a Psicoradio?

Draghi, dadi e avventure vissute negli scantinati. Forse sono queste le prime cose che ci vengono in mente quando si pensa ai giochi di ruolo. Ma di cosa sono fatti in realtà questi giochi? Oltre alle avventure fantasy, giocatori che interpretano cavalieri, il manuale di gioco e il “D 20”, il famoso dado a 20 facce che determina gli avvenimenti in gioco… a Psicoradio abbiamo scoperto che questi giochi possono anche essere d’aiuto in ambito “psi”.
A dircelo sono Simone e Paolo, entrambi giocatori appassionati. “Sicuramente questi giochi aiutano a vincere la timidezza; anch’io quando ho iniziato a giocare ero più timido rispetto a come sono ora” ci dice Paolo, e Simone è d’accordo. Ma il gioco di ruolo può essere un supporto psicologico? Simone: “A me ha aiutato molto con i problemi che ho avuto, come per esempio la fiducia in me stesso e l’isolamento”. Anche Paolo, che è laureato in psicologia, è della stessa opinione: “Secondo me può essere un supporto, semplicemente perché i rapporti che ci sono nel gioco sono reali, noi dobbiamo sempre considerare che stiamo giocando con persone, non c’è un intelligenza artificiale dietro”. Ci siamo anche chiesti cosa si provi ad interpretare un personaggio; con la risposta di Simone abbiamo capito meglio come funziona interpretare un ruolo. “È un po’ come fare l’attore – però non vieni pagato e sicuramente non finirai a vincere un premio Oscar per la miglior interpretazione!”.

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