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Un motore sempre acceso: vivere con l’ADHD

Con la psichiatra Rita di Sarro, una bussola per orientarsi nel disturbo di deficit d’attenzione e iperattività

🔊 Puntata 947


Un motore sempre acceso: vivere con l’ADHD

Ci sono persone per cui il tempo non è lineare, il corpo è sempre in movimento, gli oggetti svaniscono nel disordine e la mente è un motore che non si spegne. E’ il mondo di chi convive con l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), il disturbo da deficit di attenzione e iperattività che può manifestarsi negli adulti e nei bambini. Si tratta di un universo fatto di bambini che saltano sui banchi e sfogliano quaderni pieni di disegni e orecchie, di creatività e caos, di adulti in conflitto con la capacità di organizzarsi, che si sentono intrappolati in un tempo sospeso, che sfugge e si contrae.

A spiegarci l’evoluzione di questo disturbo è la psichiatra Rita di Sarro, direttrice del programma integrato Disabilità e Salute del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna. In questa puntata scopriremo i criteri con cui viene fatta una diagnosi, il modo in cui l’ADHD si manifesta nelle diverse fasi della vita, e molto altro, per esempio come si chiarisce una questione molto importante: come distinguere un semplice tratto del carattere da un vero e proprio disturbo che interferisce con la quotidianità. “Il Dsm-5 (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali) definisce un comportamento come disturbo solo se interferisce con la vita della persona – spiega Di Sarro -. Se non crea difficoltà scolastiche, lavorative o sociali, allora non è considerato una patologia”.

C’è addirittura chi riesce a trasformare il suo eccesso di energia in una risorsa: “Non è un caso che tanti campioni dello sport abbiano l’ADHD – osserva Di Sarro – perché il movimento è per loro il mondo ideale, il loro vero linguaggio”. I segnali dell’ADHD sono diversi nei bambini e negli adulti. La dottoressa illustra i criteri diagnostici, distinguendo tra iperattività e difficoltà di attenzione: “Nei bambini vediamo soprattutto un’incapacità a stare fermi e a concentrarsi. Negli adulti invece il caos si manifesta a casa o al lavoro, con un disordine eccessivo. E’ scoppiata una bomba, dicono alcuni pazienti”. L’ADHD incide anche sulla capacità di pianificare e gestire il tempo. Secondo la psichiatra “Molti vivono come Alice nel paese delle meraviglie e si riducono a fare tutto all’ultimo minuto, perché il tempo è per loro un concetto estremamente variabile”. E tra dimenticanze e ritardi, questo aspetto ovviamente si riflette anche nelle relazioni sociali ed affettive. La cura varia a seconda dell’età: se si tratta di bambini si lavora soprattutto con i genitori e gli insegnanti, mentre per gli adulti si utilizzano principalmente il supporto psicologico e i farmaci.

Il racconto della dottoressa Di Sarro continua, facendo luce su un disturbo spesso frainteso, anche perché dietro ad ogni diagnosi non c’è solo una definizione clinica, ma una persona con il suo modo unico di esistere.

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