Stavo chiuso in camera
“Racconto i miei anni di ritiro perché ad altri non accada”
🔊 Puntata 942
Puntata 942: Stavo chiuso in camera
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“Ho pochissimi ricordi del tempo passato, proprio perché non succedeva nulla…” Inizia così l’intervista a Vittorio, redattore di Psicoradio, che racconta ai nostri microfoni la sua esperienza di ritiro sociale – in altre parole, i due anni e mezzo nel buio della sua camera, tra videogiochi e rapporti online con gli amici, quando la cameretta era diventata il suo rifugio.
“Se voi prendete una persona, e la immergete in acqua tiepida e poi iniziate a riscaldare lentamente l’acqua, la persona aumenterà il suo limite di sopportazione prima di saltare fuori (…) l’isolamento è un po’ come questa immagine (…) L’acqua si riscalda e inizi a stare male così lentamente che non colleghi più la vasca allo stare male”.
“Quello stare male era fatto da tante cose, da odio verso le persone, tristezza, malinconia e fantasie di suicidio ”.
Il ritiro di Vittorio è stato graduale, a partire dall’adolescenza e dalle assenze da scuola. A inizio 2016 è iniziato il ritiro vero e proprio, con la chiusura quasi totale.
La ripresa delle relazioni con persone della sua età è partita dalla condivisione di droghe leggere, con amici che le procuravano e con il consumo in compagnia. Un altro passo avanti è coinciso con il primo lavoro, che rese necessario stabilire una routine quotidiana. “Ma la vera svolta è arrivata con la mia seconda esperienza lavorativa, nel mio negozio di video giochi e giochi da tavolo… il fatto che fossi lì tutti i pomeriggi portava i miei vecchi amici a passare a salutarmi, così mi sono ricreato un gruppo sociale ed ho smesso di sentire il bisogno di stare chiuso in casa per lunghi periodi”. Dopo la chiusura del negozio, per via del Covid, Vittorio ha iniziato il proprio percorso di cura presso il Centro di Salute Mentale.
“Se qualcuno è nella mia situazione, quello che deve cercare di fare è crearsi un bisogno, una necessità, un interesse che per realizzarsi includa l’uscire e l’incontro con le persone”.
Vittorio ci ha detto che ha voluto raccontare per “informare, informare il più possibile, perché a chi succede e riesce ad uscirne non sempre viene dato un microfono per raccontare la sua esperienza”.
Qual è oggi il suo più grande rammarico? “Essermi arreso al senso di inadeguatezza che vivevo fin da piccolo e non averlo combattuto. Ho perso tempo e opportunità che è difficile recuperare”.