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Storie di genitori coraggiosi: Antonio e la sua voglia di indipendenza

Vivere con un figlio con sofferenze psichiche, e lasciarlo libero di fare le sue scelte

🔊 Puntata 904


Storie di genitori coraggiosi: Antonio e la sua voglia di indipendenza

“Per me Antonio non è morto, è andato via per un viaggio molto lontano e lo sento ancora presente” ci confida nello studio di  Psicoradio Marie Francoise Delatour, la madre di Antonio. “Ho veramente l’impressione di aver sofferto assieme a lui, e non ho percepito il distacco”. Questa è la seconda parte dell’intervista a Marie Françoise Delatour, che ha scritto un libro dedicato al figlio, morto ancora giovane dopo più di venti anni di convivenza con la sofferenza psichica.
Per ascoltare la prima parte: puntata 903

Marie Francoise Delatour è  presidente di “Cercare oltre”, un’associazione che, come dice il nome, studia e percorre tante strade diverse alla ricerca di qualche possibile miglioramento delle condizioni di chi soffre; è stata a lungo anche presidente del CUFO, Comitato Utenti Famigliari e Operatori della salute mentale.

Nella vita di Antonio si sono succeduti psichiatri e psicoterapeuti, però secondo Marie Francoise “Antonio cercava un maestro di vita, aveva bisogno di un interlocutore forte, gli è mancato un amico sincero che gli facesse da fratello maggiore.” Ha trovato, invece, una signora, “una curandera con cui aveva un rapporto straordinario”, continua Marie Francoise, “e poi un altro elemento fondamentale della sua vita è stato il suo cane, un  pastore tedesco: è stato la sua guida,  il suo terapeuta, e anche il dover esserci per aiutare qualcun altro.” Un simbolo perfetto di amore incondizionato.

Secondo Delatour “quando in famiglia c’è un figlio che sta male, il ruolo della madre è fondamentale; altrimenti la famiglia si sfascia”. E’ lei che deve trovare un equilibrio tra la malattia e la cura del figlio malato, e il resto della famiglia. Spesso, poi, i genitori non reggono il peso della fragilità del figlio, per paura e perché non accettano la “disgrazia di avere un figlio “bacato”. ‘Perché è successo proprio a noi?’, si chiedono.”

Delatour riflette sulla “tremenda differenza tra disabilità visibile, per esempio un ragazzo down, che tutti riconoscono, e la disabilità mentale, che non ha un reale referto di laboratorio, non si vede e che viene discriminata.” “Non ci si deve vergognare della malattia,” conclude Marie Francoise “perché non c’è colpa. Invece esiste ancora una forte disinformazione, e molta ignoranza.”

Concludiamo con una osservazione di Barbara, redattrice di Psicoradio, che ha collaborato a questa puntata: “Quando il figlio diventa maggiorenne i genitori devono rispettare le sue scelte e non cercare di forzare la cura, visto che non possono entrare nelle sedute psichiatriche. Lo dico secondo il mio parere di redattrice di Psicoradio e di persona con un problema psichico.”

Il libro “Antonio cosa ci ha insegnato” è scaricabile gratuitamente dal sito Sogni e Bisogni.

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