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Continuano gli spettacoli nel più piccolo teatro al mondo 

Alla scoperta del Teatrì di Alghero con il fondatore Ignazio Chessa

🔊 Puntata 856


Continuano gli spettacoli nel più piccolo teatro al mondo 
856 Continuano gli spettacoli nel più piccolo teatro al mondo

L’attività lavorativa, come sappiamo, può essere utile alle persone con disagio psichico e non solo. Ne abbiamo parlato in questa puntata con Ignazio Chessa, attore e fondatore del Teatrì di Alghero.“ Il dolore grande ti annienta ti sfibra fisicamente, ti sfinisce, quindi qualunque salvagente viene apprezzato. Ecco, il teatro non mi fa avere paura di questo” dice Ignazio Chessa “artigiano” del teatro che nel 2018 ha fondato in un garage il teatro più piccolo al mondo, appunto Lo Teatrì.

“Sono scappato dalla Sardegna – racconta – e da ragazzo a Roma ho iniziato a fare teatro professionalmente in questo piccolo teatro a Trastevere che si chiamava “Il Torchio”, un teatro per ragazzi. Per tre mesi ho anche dormito sul palco perché ero senza casa e senza soldi”. Nel 1986 ha iniziato a frequentare la scuola di teatro MTM, teatro studio finanziato dalla regione Lazio. Dopo ha iniziato un periodo di collaborazioni in cui ha imparato a fare tutto. “La versatilità è nata lì: sono un artigiano del teatro”. “Non avevo ancora ben in mente, ma forse non ce l’ho neanche ora, quello che era il lavoro dell’attore, dell’artista. Ma c’è ancora qualcosa che mi spinge a farlo. Forse la maturità e la bellezza di questo lavoro non sono ancora arrivate”.
Dopo aver lavorato nei teatri di buona parte d’Europa, nel 1995 Ignazio è arrivato ad Alghero dove ha continuato a collaborare con diverse compagnie, accumulando materiale scenico sparso in vari garage.

Da qui è nata l’idea del teatro più piccolo al mondo, occupando un locale di 38 mq, allestendolo, con una platea di 16 mq. È questo il Teatrì, forse un grande rischio, visto che non si tratta di un periodo felice per il mondo dell’arte a causa della pandemia alle porte. Ma l’iniziativa ha avuto comunque molto successo. Ignazio sostiene che questi spazi “ricordano un po’ gli scantinati della Roma degli anni 80”, dove lui ha avuto i primi ingaggi e ha imparato ad allestire piccoli spazi. “Volevo trasmettere la facilità di pensare una cosa e farla”. Dalla sua fondazione ad oggi ci sono stati più di 100 spettacoli, nonostante il Covid-19, con eventi replicati anche 8 volte. “Salgo ancora sul palco con un mio repertorio di 10 spettacoli, l’ultimo si chiama “Fucilate l’artista” e parla della dualità della figura dell’attore, che in qualche modo viene giustificata con tematiche pirandelliane”. A differenza di quanto accade nella vita di tutti i giorni, dove invece la dualità è osteggiata.

Parte della redazione racconta poi di aver avuto esperienze nel fare teatro in prima persona. Gian racconta: “Ho fatto per alcuni anni teatro presso il teatro Navile a Bologna. Il teatro c’è sempre stato in casa mia e sì, mi ha aiutato in un certo modo”. A Claudio il teatro non piaceva per niente quando era piccolo, ma più passano gli anni più gli piace. Recentemente ha svolto infatti due laboratori teatrali con la compagnia Cantieri Meticci di Bologna: “Impegnativi – racconta – soprattutto nel mettersi a nudo. Ma l’ho fatto proprio per superare i miei limiti. È stato impegnativo ma mi ha fatto bene”. Gino ricorda invece quando, pochi anni fa, ha fatto teatro a scuola. “Non ricordo molto – dice – ma una cosa che tutti gli spettacoli avevano in comune era il panico da palcoscenico che provavo nel momento in cui iniziavano e il senso d’orgoglio nel momento in cui finivano”.

Ad oggi, nella primavera/estate 2023, “Lo Teatrì” è ancora in attività. E come tutti gli anni, con la bella stagione, si trasferisce temporaneamente all’aperto.

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