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La salute è di Casa

Intervista a Mirco Vanelli Coralli, direttore del distretto sociosanitario Ausl di Bologna

🔊 Puntata 755


La salute è di Casa

“Meno farmaci e terapeuti con più tempo a disposizione per noi”, desidererebbe uno dei redattori di Psicoradio. Come forse sapete, abbiamo iniziato la campagna “Io so cosa mi manca” sui bisogni espressi da chi vive un disagio psichico: nella trasmissione di questa settimana ne sentirete una parte, da quelli della nostra redazione e della redazione della web-radio Nuvole e passeggeri, fino ai “desiderata” del dott. Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di salute mentale di Bologna. Per venire incontro alle esigenze dei pazienti – non solo psichiatrici – l’Azienda USL sta cercando un nuovo approccio, anche attraverso l’apertura di strutture come le Case della Salute, che si propongono di cambiare le cose in questa direzione: in tutta la Regione Emilia-Romagna ce ne sono già 120, di cui 20 a Bologna. A queste, proprio da oggi si va ad aggiungere la nuova Casa della Salute Porto-Saragozza di via Sant’Isaia 90 appena inaugurata.

Ma cos’è una “ Casa della salute”? Si tratta di strutture “di prossimità”, che cercano di mettere a disposizione servizi e assistenza di tipo sanitario ma anche sociale. Entrando in una Casa della Salute si potrebbe trovare, per esempio, un consultorio, un punto prelievi, un ambulatorio di neuropsichiatria infantile, un punto vaccini… e, in quelli più attrezzati, anche la possibilità di eseguire esami diagnostici più sofisticati. Ne abbiamo parlato con il dott. Mirko Vanelli Coralli, direttore del distretto sociosanitario Ausl di Bologna, il quale ci ha spiegato che le Case della Salute non sono tutte uguali; in alcune l’offerta di specialisti è più ampia di altre. “Stiamo inserendo lo psicologo della Casa della Salute, che potrà avere un importante ruolo di raccordo con il medico di medicina generale e che potrà aiutare anche il paziente in questo percorso di sostegno e presa in carico. Ci deve essere un collegamento tra i professionisti che sono nella Casa della salute e il medico di medicina generale sul territorio.”

Per quanto riguarda i servizi di salute mentale, Vanelli Coralli ha illustrato un progetto proprio della Casa della Salute, dove “l’elemento innovativo è costituito dalla presa in carico anche di quei tanti disturbi minori affettivi, ansioso-depressivi che magari vengono inviati dal medico di medicina generale e valutati dallo psicologo della Casa della salute, quindi con un approccio non necessariamente farmacologico come previsto nel caso dei disturbi maggiori.” All’interno delle Case della salute è prevista anche la presenza di associazioni di vario tipo (c’è anche Psicoradio nella sede dell’ex Roncati), affinché questo possa creare “un effetto ponte con la comunità. Perché la parte più difficile è superare l’effetto solo prestazionale e fare un lavoro di comunità.” Alcune ricerche testimoniano i risultati che le Case della Salute possono produrre. Ad esempio, lo studio dell’Agenzia Sociale Sanitaria ha evidenziato che, dove sono in funzione, si sono ridotti gli accessi al Pronto soccorso, i ricoveri ospedalieri per alcune patologie che possono anche essere curate a livello ambulatoriale e si è intensificata l’assistenza domiciliare al paziente. La nostra esperienza, però, ci ha insegnato che quello che fa molta differenza nei servizi (non solo psichiatrici) è, oltre ai tempi di attesa e le risorse a disposizione, anche la qualità e il tipo di cultura delle persone che ci lavorano. Prendersi cura delle persone significa superare l’atteggiamento burocratico ed entrare davvero in relazione con chi ha bisogno.

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