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Dal Cantafavole alla musica dei ricordi

Intervista al cantautore Gianluca Lalli che ama unire musica e letteratura e lavorare con alunni delle scuole e malati di Alzheimer

🔊 Puntata 733


Dal Cantafavole alla musica dei ricordi

“Mi trovo bene con le persone che hanno difficoltà perché se ne rendono conto mentre tutti gli altri non le vedono” racconta il cantautore marchigiano Gianluca Lalli ai microfoni di Psicoradio.Chi è Gianluca Lalli? Un appassionato di musica e letteratura – dalle distopie di Aldous Huxley e George Orwell sino alle favole di Gianni Rodari – che nelle sue canzoni e nei suoi progetti ama coniugare queste due forme d’arte. Ora sta preparando un nuovo disco intitolato “Letteratura in musica”, ispirandosi anche a “La nave dei folli”, un’opera di Sebastian Brant della fine del Quattrocento che è stata messa su tela da Hyeronimus Bosch e rielaborata da un grande intellettuale del Novecento come Michel Foucault. Lalli, che ha cantato per noi a cappella, senza l’accompagnamento degli strumenti, “La nave dei folli”, racconta che “la follia è sempre stata vista in Occidente come una cosa da scansare e dunque i folli trovavano allegoricamente collocazione su una nave che non andava da nessuna parte e che li faceva rimanere come in una specie di purgatorio.”

Nel corso del 2020 Lalli ha prodotto il disco “Le favole al telefono” in cui ha messo in musica alcune favole di Gianni Rodari. L’album è nato dal “Cantafavole”, il laboratorio di scrittura creativa che da diversi anni porta avanti con classi di alunni delle scuole elementari e medie. Ci ha spiegato cosa accade praticamente nel corso di questi laboratori : “Leggo le favole di Rodari e faccio ascoltare agli studenti le canzoni che ho tratto da queste favole. Poi andiamo in classe e ci dividiamo in gruppi: si sceglie una favola e ogni gruppo deve scrivere due quartine. Prendo queste quartine, le aggiusto un pochino e le musico. Alla fine della mattinata cantiamo insieme quello che abbiamo prodotto. I ragazzi in poche ore scrivono storie fantastiche e lavorano con la fantasia.” Il cantautore un paio d’anni fa ha anche portato un progetto denominato “La musica dei ricordi” in una clinica per persone affette da Alzheimer: “mi è venuto in mente questo progetto di musicoterapia, da provare in una clinica per malati d’Alzheimer, stando cinque ore al giorno, proponendo film ma soprattutto musica e canzoni dei loro ricordi, tutte quelle canzoni che li avevano emozionati durante la loro vita cosciente. Mi sono accorto che funziona, cioè che la musica ha un potere così forte, che va a fondo e che riesce a smuovere sentimenti anche in condizioni così terribili come quelle in cui può essere un malato di Alzheimer. Li ho visti cantare, ballare insieme a me”

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