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Immersi in un mondo che chiede salvezza

Dialogo con Daniele Mencarelli, autore del libro che ha vinto il Premio Strega Giovani 2020

🔊 Puntata 724


Immersi in un mondo che chiede salvezza

La sofferenza e la speranza. Il dramma del trattamento sanitario obbligatorio di chi a vent’anni è “passato dai banchi a questo bianco lettino”, incontrando psichiatri talmente distratti da confondere un paziente con l’altro. Ma anche la consapevolezza che malessere e malattia non sono affatto la stessa cosa e che le persone sono molto più delle diagnosi che, inevitabilmente, quando stanno male, incontrano nella propria storia di cura. Psicoradio propone la prima parte di una conversazione che abbiamo fatto con Daniele Mencarelli, vincitore del Premio Strega Giovani 2020 con il romanzo autobiografico “Tutto chiede salvezza”, edito da Mondadori.

Con sagacia e limpidità insieme, Mencarelli ci racconta: “Nella fase di preparazione di scrittura ero spaventato di poter dare giudizi negativi sugli psichiatri. Di giudizi su di me nella mia vita ne ho avuti moltissimi e non voglio essere proprio io a darne. Ci sono psichiatri ed operatori straordinari, ma che possono sbagliare in buona fede. Sono umani come noi e, come noi, fanno errori, hanno momenti di stanchezza e mal di testa. La maledizione dei medici è che un loro errore coincide spesso con i momenti più drammatici della vita di una persona e questo può far fallire tutto, ‘bruciare’ il lavoro fatto”.

“Quello che mi spaventa – continua Mencarelli – è che mentre la ricerca e la scienza sono ormai concordi a vedere un individuo a 360 gradi e non solo come un ‘depresso’ o un ‘bipolare’, nelle grandi università italiane si privilegia ancora l’approccio biochimico. Lì si formano i medici del futuro e c’è il rischio che un giovane psichiatra fresco di studi possa dirmi che la mia depressione è dovuta soltanto ad una mancanza di serotonina. Ecco, questo ridurre la ricchezza di una persona alla sua diagnosi proprio non lo accetto”.

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