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Rock Spectrum

Autismo e musicoterapia

🔊 Puntata 627


Rock Spectrum

In questa puntata parliamo di autismo con Stefano Cainelli, musicoterapeuta e fondatore di  Mente Locale. Il progetto tratta con la musica le persone con autismo ad alto funzionamento. Da questa sperimentazione è nato un gruppo musicale,  Rock Spectrum: la musica suonata è il rock e i suoi musicisti tutte persone con autismo. “Queste persone percepiscono la musica come la percepiamo noi. Questo significa che la musica è un terreno di condivisione”

Il progetto Mente Locale
Stefano Cainelli, musicoterapeuta, collaboratore del Dipartimento di Psicologia dell’Università   di Trento, ha creato il progetto Mente Locale che tratta con la musica persone nello spettro autistico ad alto funzionamento. I disturbi dello spettro autistico si determinano quando il bambino è ancora nella pancia della madre. Possono comportare in seguito diverse alterazioni nelle abilità sociali: per esempio mantenere viva l’attenzione, mettersi nei panni degli altri, capire le persone e la reciprocità delle emozioni. Spesso i comportamenti sono ripetitivi, e alcuni interessi possono assorbire completamente la persona. Le cause di questo disturbo sono molteplici e ancora al vaglio degli studiosi. È un disturbo che dura tutta la vita ma che può migliorare con la terapia precoce.

Rock Spectrum
Il gruppo nato dai laboratori musicali si chiama “Rock spectrum”: rock è la musica suonata, spectrum perché tutti i suoi musicisti sono persone con autismo. Obiettivo di questi laboratori è faviorire l’incontro e l’interazione tra queste persone attraverso la musica. Come spiega il dott. Stefano Cainelli: “Le persone con autismo percepiscono la musica come la percepiamo noi. La valenza emotiva dei brani musicali è percepita nello stesso modo. Questo significa che la musica è un terreno di condivisione”. Quali sono gli stereotipi da sfatare sull’autismo?  “Che non provano emozioni, ad esempio. Oppure che non hanno voglia di relazione – in realtà ne hanno molto bisogno – ma non sanno come fare. Devono acquisire delle competenze per stare con gli altri. Per questo Asperger ha creato il termine neuro diversità: è una mente che funziona in modo diverso e va accettata per quello che è”.

 

Sono bizzarro sono originale
e mi chiedo se lo sei anche tu
sento voci nell’aria
vedo che per te non è lo stesso e non lo trovo giusto
non voglio sentirmi blu (…)

Queste parole sono di Benjamin, un bambino con la sindrome di Asperger, a cui era stato assegnato il compito di scrivere una poesia che iniziasse con “Io sono”.

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