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DOVE NASCE IL MALE

Il grido de Le Benevole

🔊 Puntata 462


DOVE NASCE IL MALE


“Le Benevole” del titolo sono le Erinni della tragedia greca, un coro che sorvola l’Europa e il mondo per ricordare i delitti, far uscire i rimorsi e cercare di pacificare gli animi. Il titolo di questo libro è un messaggio”.
La dottoressa Mariangela Pierantozzi, psicoanalista, psichiatra e tra i fondatori di OfficinaMentis, associazione psicoanalitica per la formazione e la ricerca clinica, parla ai microfoni di Psicoradio del romanzo “Le Benevole”, (2006) dello scrittore franco-americano Jonathan Littell. In realtà il libro è un punto di partenza per affrontare in due puntate un tema caro a Psicoradio, quello del “male”.

 

 

E infatti Le Benevole, ricorda la dottoressa Pierantozzi, è stato definito dallo psicoanalista André Green il migliore, tra i romanzi e i testi anche storici ambientati nel contesto del nazismo, per comprendere la radice del male.
Il romanzo narra in prima persona la vicenda di Maximilien Aue, un ex ufficiale delle SS, e gli orrori che lui stesso compie, senza che mai nessun rimorso venga espresso. 
Ma perché si possono compiere delitti tanto efferati senza mai pentirsi?
“Perché non c’è coscienza critica – risponde la dottoressa Pierantozzi alla domanda dei redattori. – Il male non è estraneo a noi, non è qualcosa che vive fuori da noi, non è da attribuire al diavolo nè ad altro mostro: il male è parte dell’uomo, e l’unica cosa che ci può fermare dal perpetrarlo è lo sviluppo della coscienza critica. Maximilien Aue, il protagonista del libro di Littell, è persona colta, ha gusti raffinati, ma la sua cultura è solo estetica e non etica.”
La dottoressa Pierantozzi continua l’intervista raccontando alcuni dei molti studi psicanalitici che hanno approfondito il tema del male nella vita umana, in particolare le teorie che mettono in relazione le emozioni vissute dal bambino con la percezione e il riconoscimento del male.

 

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