La musica è la mia voce
Questa è la storia di Mirco, un musicista/operatore macchine utensili che ci racconta come la musica gli abbia ridato voce, quando non l’aveva più
🔊 Puntata 965
Mirco Rabiti, a tre anni, rimane quasi strangolato dalla catena del suo cane. Per lo shock perde l’uso della parola, che inizia a recuperare soltanto alle elementari. “Il bambino è già tanto se si salva” era stato il commento dei medici. “Però se si salva, il bimbo rimarrà muto”. “So che per sei mesi non ho emesso una vocale, un suono. Sono arrivato alla prima elementare che forse parlavo appena appena” .
Gli resta, come lui stesso descrive, “una balbuzie veramente da avere le mani attaccate ai banchi”. Per un buon percorso riabilitativo i dottori suggeriscono ai genitori un ambiente familiare, il più possibile tranquillo, cosa che non avviene nel caso di Mirco: “Papà purtroppo io l’ho vissuto in negativo, ne avevo paura; è strano da dire: tu, figlio unico, hai paura di tuo padre, dovrebbe essere che non vedi l’ora di abbracciare tuo padre, ma io non mi ricordo di essere mai stato in braccio a lui”.
Inoltre il padre non sostiene la sua passione per la musica. “Io devo tutto a mia mamma, ma veramente tutto”. Per Mirco, infatti, la musica “è un regalo divino” e un “linguaggio universale” che gli permette di avere una socialità e di uscire dalla sua condizione di chiusura suonando con altre persone.
Comunque, in un primo momento riesce a fare della sua passione la sua professione: “Ho affrontato un po’ tutti i tipi di sale, dai dancing alle balere alle discoteche, anche i night”.
Ma anche quando sarà costretto a cercarsi lavoro in una officina meccanica non smetterà mai di suonare e studiare musica, tanto da completare il triennio in musica applicata al Conservatorio, mentre ora sta frequentando un biennio master class.
Nella nostra puntata potrete ascoltare due frammenti di brani da lui composti, il primo dedicato alla moglie Paola e il secondo all’artista Alessandro Bergonzoni.