La follia che è anche in noi
Ricordiamo il professore Eugenio Borgna, scomparso il 4 dicembre, a 94 anni
Ricordiamo il professore Eugenio Borgna, scomparso il 4 dicembre, a 94 anni.
Era un grande psichiatra – Umberto Galimberti lo aveva definito “il più grande psichiatra vivente” – e Psicoradio ha parlato diverse volte di lui, lo abbiamo intervistato, abbiamo letto e commentato in radio qualcuno dei suoi libri. Sono più di 40, molti parlano anche a chi non è esperto, altri sono più rivolti a chi nel mondo della psichiatria ci lavora, ma tutti hanno titoli straordinari. Eccone qualcuno, quasi a caso: Come uno specchio, oscuramente. L’ascolto gentile: Racconti clinici. La follia che è anche in noi. Elogio della depressione. Le emozioni ferite. La solitudine dell’anima. Educare all’ascolto. Sofocle. Antigone e la sua follia. Mitezza.
Nel 2024 sono stati pubblicati gli ultimi due che, letti oggi, hanno titoli che sembrano una premonizione: In ascolto del silenzio, e, soprattutto, L’ora che non ha più sorelle. E’ ancora una volta la poesia a dettare il titolo: L’ora che non ha più sorelle è l’ultima ora della vita, è l’ora del morire, secondo la bellissima e dolorosa immagine di Paul Celan, uno dei grandi poeti amati da Borgna. I genitori di Celan erano morti dopo essere stati catturati dai nazisti, il poeta scampa all’Olocausto, ma soffre di disturbi psichici, e nel 1970 si toglie la vita a Parigi, annegandosi nelle acque della Senna.
Il libro di Borgna L’ora che non ha più sorelle è una riflessione sul suicidio, in particolare però quello femminile, e sulla sua fenomenologia. Perché Eugenio Borgna era uno psichiatra fenomenologo, e questo significa molte cose: innanzitutto, che credeva nell’ ascolto e nella comunicazione, ma nel suo senso più ampio, come scrive in La comunicazione perduta (2015). Comunicare vuol dire rendere comune (dal latino munus, dono), comunicare è dialogo. Significa entrare in relazione con la nostra interiorità e con quella degli altri, perché, secondo Borgna, la comunicazione è anche terapeutica, e può diventare sinonimo di cura. E noi entriamo in relazione con gli altri in modo tanto più intenso e terapeutico quante più emozioni siamo in grado di vivere, quanta più passione è in noi.Alcuni anni fa una redattrice di Psicoradio ha partecipato ad una intervista che stavamo facendo al professor Borgna. Dopo, ha detto che nessuno l’aveva mai trattata con tanta comprensione e dolcezza.
Cristina Lasagni