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“L’impossibile può diventare possibile”

L’arte sui lenzuoli del collettivo Monte Mario racconta la rivoluzione di Basaglia

🔊 Puntata 932


“L’impossibile può diventare possibile”
Quindici lenzuoli artistici con frasi di Franco Basaglia, appese lungo un corridoio dell’ex manicomio Roncati di Bologna, hanno trasformato uno spazio un tempo dedicato alla segregazione in un luogo di riflessione. L’installazione, curata dal collettivo romano Artisti di Monte Mario, è stata esposta in occasione della Giornata della Salute Mentale lo scorso ottobre e ha prolungato la sua permanenza per oltre una settimana. Il titolo scelto era “Tra ragione e follia. Il pensiero di Franco Basaglia nelle opere del Collettivo di artisti di Monte Mario”.
Frasi potenti come “L’impossibile può diventare possibile” e “Da vicino nessuno è normale” invadono i lenzuoli colorati, ricordando la rivoluzione di Basaglia, padre della legge 180/1978 che decretò la chiusura dei manicomi in Italia. La mostra è stata presentata dallo psichiatra Roberto Boccalon e dall’antropologa curatrice del collettivo Dafne Crocella, i quali hanno sottolineato l’importanza culturale e sociale di questa esposizione itinerante che sta attraversando l’Italia per celebrare il centenario di Basaglia.
Gli Artisti di Monte Mario – che lavorano nella ex lavanderia del Santa Maria della Pietà, un tempo manicomio regionale di Roma e ora trasformato in centro culturale – sono artisti che si occupano di tematiche legate alla salute mentale, prendono il nome da un quartiere della zona nord ovest di Roma e sono un gruppo multiculturale molto affiatato e unito, formato principalmente da donne appassionate d’arte.
Su uno dei lenzuoli leggiamo la scritta sbiadita “e un simbolico odore di merda”, è il ricordo di un’esperienza vissuta da Basaglia stesso. Da giovane antifascista, Basaglia fu incarcerato e il suo primo impatto con la prigione fu il fetore dei vasi da notte. Anni dopo, divenuto direttore del manicomio di Gorizia, ritrovò quel medesimo odore di morte e disperazione, simbolo di disumanità e degrado. Scioccato, disse alla moglie Franca Ongaro: “Io lì non ci torno più”, ma lei lo spinse a restare e a cambiare quel luogo. E così fece, trasformando per sempre il modo di pensare la psichiatria e la cura della salute mentale: “l’impossibile può diventare possibile”.
Qui le frasi di Basaglia:

“la follia è una condizione umana in noi la follia esiste  come lo è la ragione”

“la follia non viene mai ascoltata perciò che dice o che vorrebbe dire”

“in noi la follia esiste ed è presente come la ragione”

“e tu slegalo”

“corpo vissuto”

“il malato è l’espressione di una nostra contraddizione sia sociale che medica”

“una società per dirsi civile dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia”

“la follia è diversità oppure paura della diversità”

“abbiamo dimostrato che l’impossibile diventa possibile”

“da vicino nessuno è normale”

“entrare fuori uscire dentro”

“irrecuperabilità del malato è spesso implicita nella natura del luogo che lo ospita”

“senza accoglienza ascolto comprensione non c’è cura ma controllo…e un simbolico odore di merda”

 

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