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LA LIBERTÀ È TERAPEUTICA

E la lotta non finisce mai

🔊 Puntata 539


LA LIBERTÀ È TERAPEUTICA

 
 

Filippo Renda, psichiatra, ricorda quando partecipò alla chiusura di una istituzione manicomiale “Una desolazione assoluta. Quaranta persone in un salone con letti singoli, e forse un comodino. E un solo bagno, una sola doccia per tutti. Un altro salone chiuso con le sbarre. La lotta per guardare fuori dalla finestra, o mettersi accanto ai termosifoni d’inverno. Una vita vissuta senza nulla da fare tutto il giorno, senza nessuno stimolo”.
E’ la situazione che Renda trovò – non tanto tempo fa – dietro i cancelli del San Gaetano, l’istituzione psichiatrica di Budrio, in provincia di Bologna. Erano gli ultimi anni del ‘900; nel 1978 la legge 180 aveva decretato la progressiva chiusura dei manicomi, e il dottor Renda era stato chiamato a Budrio per accompagnare il percorso di trasformazione, fino alla chiusura, del San Gaetano. “Scrissi un progetto che prevedeva che ogni persona avesse un percorso terapeutico cucito addosso” racconta a Psicoradio. E il ricordo va a Candido e Silvano; internati in istituzioni psichiatriche fino da bambini, si erano incontrati al S. Gaetano da ragazzini ed erano diventati amici inseparabili.
Una vita dentro alle mura, senza scuola, senza imparare nulla… Chiuso l’Istituto, fu trovato per loro un appartamento “perché potessero continuare a vivere insieme anche fuori dell’ospedale”. E un lavoro in una cooperativa agricola. ”Prima ero un disgraziato, non sapevo fare niente. Adesso so fare tutto” diceva fiero Candido a chi incontrava.
A sentire oggi questi racconti, sembra una favola. Ma l’attuazione della legge 180 non fu cosa facile anche perché venne fortemente osteggiata da una parte dello stesso personale psichiatrico. Anche a Bologna, allora, uno psichiatra rilasciò un’intervista al Resto del Carlino dichiarando : ‘’in questa città scorrerà il sangue delle persone, a causa dei pazienti liberati.”
Oggi, dopo 40 anni, la legge 180 non ha ancora raggiunto una piena applicazione: in Italia rimangono molte situazioni disastrose, come denunciano i dati pubblicati dal Siep, (la Società Italiana di epidemiologia psichiatrica) che disegnano un’Italia dove la psichiatria funziona solo in alcune zone.
“Non è solo un problema di psichiatria – commenta il dottor Renda – Al sud ci sono regioni nelle quali la psichiatria è disastrosa come tutto il resto della sanità’’.
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