LA TEMPESTA DI SASÀ
Intervista a Salvatore Striano, attore e scrittore che incontra l’arte in carcere
🔊 Puntata 455
“Gli uomini quando vivono commettono un sacco di danni; quando scrivono difficilmente, perché correggono, cancellano… Io parlo dei grandi scrittori, che a me hanno aiutato tanto”
Cari psicoascoltatori, in questa puntata, vi facciamo conoscere uno scrittore particolare, Salvatore Striano. Nato nel 1972, è cresciuto nel cuore di Napoli, nei “quartieri spagnoli”, una delle zone più controllate dalla criminalità.
A sette anni vendeva sigarette nei vicoli , a nove rubava rossetti e mascara nei centri commerciali per rivenderli alle prostitute, alle quali conduceva i soldati americani, appena sbarcati al porto. A quattordici anni spacciava cocaina e diventava una della figure più carismatiche delle Teste Matte ( una storia che ha raccontato nell’omonimo romanzo).
Quando finisce in carcere con una condanna a dieci anni fa un incontro straordinario che gli cambierà la vita: incontra la letteratura, il teatro, e Shakespeare, che gli fanno cambiare completamente sguardo sul mondo. Recita in alcuni spettacoli in carcere, poi in film importanti come “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani e Gomorra di Matteo Garrone.
Oggi è attore e scrittore e gira nelle carceri e nelle scuole per raccontare di come la cultura possa salvare vite destinate al vicolo cieco della violenza. Il suo ultimo libro è “La tempesta di Sasà” (edizioni Chiarelettere), di cui parla nell’intervista con Psicoradio.