Skip to main content

MI PIACE FONTANA PERCHÉ CHISSÀ COSA C’È DIETRO

L’arte contemporanea produce dubbi e domande anche a un bambino di 4 anni

🔊 Puntata 437


MI PIACE FONTANA PERCHÉ CHISSÀ COSA C’È DIETRO


“Gli artisti contemporanei parlano di quello di cui la società di solito non vuol parlare…  L’arte contemporanea suscita dubbi, produce confusione, mette ansia.”
Psicoradio parla ancora di arte e lo fa con la prof.ssa Silvia Evangelisti, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Bologna, e per molti anni direttrice di Arte e Fiera.
In questa puntata proviamo a spiegare come è cambiata la concezione e la percezione dell’arte nel corso dei secoli, con particolare riferimento all’arte contemporanea, che ha molto a che fare con il mondo psichico.

“Fontana cercava un modo di andare al di là della tela… e apre un varco sulla pelle del mondo, sul visibile, che conduce verso invisibile,  l’infinito. Mio nipote a 4 anni, lo aveva capito, quando mi  ha detto “ Mi piace Fontana perché chissà cosa c’è dietro”.
“Gli artisti contemporanei hanno cominciato a guardarsi dentro, a tirar fuori ciò che è nascosto… Ma l’arte non si limita a compiere un’operazione liberatoria, per esempio quella di tirar fuori i propri mostri. È invece l’operazione di capire che  li devi vedere, e affrontare.”
Luoise Buourgeois crea enormi ragni neri, che chiama “Maman”; e tu li vedi, giganteschi, e sono le tue paure. “E’ una presa  d’atto che diventa di grandissima importanza collettiva per la società. E il senso forte è che nel momento in cui questa cosa esce dal privato dell’artista è uscita diventa patrimonio di tutti.”
“L’artista guarda dentro di se; a quel punto i canoni si sfaldano, e la comprensione diventa un rapporto a due, tra l’opera e chi guarda.”

 

 

 

|

Articoli Correlati