“Gli artisti contemporanei parlano di quello di cui la società di solito non vuol parlare… L’arte contemporanea suscita dubbi, produce confusione, mette ansia.”
Psicoradio parla ancora di arte e lo fa con la prof.ssa Silvia Evangelisti, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Bologna, e per molti anni direttrice di Arte e Fiera.
In questa puntata proviamo a spiegare come è cambiata la concezione e la percezione dell’arte nel corso dei secoli, con particolare riferimento all’arte contemporanea, che ha molto a che fare con il mondo psichico.
“Fontana cercava un modo di andare al di là della tela… e apre un varco sulla pelle del mondo, sul visibile, che conduce verso invisibile, l’infinito. Mio nipote a 4 anni, lo aveva capito, quando mi ha detto “ Mi piace Fontana perché chissà cosa c’è dietro”.
“Gli artisti contemporanei hanno cominciato a guardarsi dentro, a tirar fuori ciò che è nascosto… Ma l’arte non si limita a compiere un’operazione liberatoria, per esempio quella di tirar fuori i propri mostri. È invece l’operazione di capire che li devi vedere, e affrontare.”
Luoise Buourgeois crea enormi ragni neri, che chiama “Maman”; e tu li vedi, giganteschi, e sono le tue paure. “E’ una presa d’atto che diventa di grandissima importanza collettiva per la società. E il senso forte è che nel momento in cui questa cosa esce dal privato dell’artista è uscita diventa patrimonio di tutti.”
“L’artista guarda dentro di se; a quel punto i canoni si sfaldano, e la comprensione diventa un rapporto a due, tra l’opera e chi guarda.”