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LINCIATI CINQUE ITALIANI IMMIGRATI IN UN PAESINO VICINO NEW ORLEANS

na vicenda raccontata a Psicoradio da Enrico Deaglio, scrittore e giornalista

🔊 Puntata 417


LINCIATI CINQUE ITALIANI IMMIGRATI IN UN PAESINO VICINO NEW ORLEANS

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Apparentemente tutto è nato per una capra abbandonata per strada, che aveva infastidito un dottore e provocato una sparatoria. In realtà, la storia è molto più complicata e più orrenda, se possibile.

“Stiamo parlando di un paese piccolissimo, di una contea e della parrocchia di Madison che aveva 12000 neri privati ancora, nonostante la fine della schiavitù, di ogni diritto e 300 bianchi che votavano e amministravano”

E’ la storia di quando ad emigrare erano gli italiani, in questo caso dal sud Italia, a sostituire la manodopera degli schiavi che erano stati liberata da poco. E’ la storia raccontata in Storia vera e terribile tra Sicilia e America, di Enrico Deaglio.

C’era bisogno di loro, ma erano considerati come pericolosi stranierei. Anche ufficialmente, nei testi giuridici, non erano neanche “bianchi”, ma “dagos”, una via di mezzo, frutto degli incroci tra i nordafricani venuti con Annibale e gli italiani del sud.

“Nel sud degli Stati Uniti se i 4 milioni di neri avessero avuto il diritto di voto subito dopo la guerra civile quando vennero liberati, avrebbero semplicemente preso il potere politico perché erano praticamente la maggioranza della popolazione…i neri ebbero il diritto di voto 100 anni dopo”.

Quando viene chiesto a Deaglio la differenza tra immigrazione di ieri e oggi ci spiega: “C’era un atteggiamento ugualmente allora come adesso negativo…all’epoca si sapeva benissimo che venivano per lavorare, che era un paese che aveva bisogno di manodopera…fornita dall’immigrazione che veniva dall’Europa e quindi dall’Italia. Stupiva che queste persone potessero anche loro richiedere dei diritti e considerarsi diciamo uguali agli altri”. “Le differenze con oggi ci sono naturalmente, perché per esempio oggi si dice degli immigrati stanno venendo a prendere il nostro lavoro”.

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