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TRA TENDE E GABBIE

La psichiatria nel mondo: Mongolia e Indonesia

🔊 Puntata 263


TRA TENDE E GABBIE


Questa settimana la redazione fa tappa in Mongolia e Indonesia.
Cosa succede a chi soffre di un disagio psichico in questi Paesi così lontani e diversi? La dott.ssa Tulgamaa Damdinsuren ha spiegato alla redazione che in Mongolia, grande cinque volte l’Italia, esiste un solo ospedale psichiatrico che è anche il centro di salute mentale nazionale.
Chi non vive a Ulaanbaatar, la capitale mongola dove si trova l’ospedale, è dunque svantaggiato, anche se per venire incontro alla natura nomade del popolo mongolo sono state create delle “tende di supporto”: qui la cura psichiatrica e la riabilitazione si svolgono appunto sotto le gher, le tradizionali tende nomadi.

 

 

Secondo la dott.ssa Damdinsuren, infatti, “il nomadismo non avrà mai fine in Mongolia, ma il clima rigido, di inverno si raggiungono anche i meno 40°, mette a dura prova i nomadi, anche da un punto di vista psicologico. Perché se un giorno hai 1.000 capi di bestiame che ti danno latte, carne, lana e il giorno dopo muoiono tutti per il freddo e ti ritrovi senza niente, questo è uno shock terribile da affrontare”.

 

Per l’Indonesia Psicoradio ha intervistato la dott.ssa Fitrie Chadija, che racconta: “la malattia mentale è considerata di origine soprannaturale, per questo la gente va dai Dukun, i guaritori tradizionali”. Inoltre, lo stigma applicato a chi soffre di un disagio psichico in Indonesia è tanto forte che si continua a praticare il Pasung (Bazunga), ovvero a incatenare queste persone e isolarle o addirittura chiuderle in gabbia.

 

Le ospiti di questa puntata hanno visitato insieme ad altri psichiatri “del mondo” il DSM di Bologna nell’ambito del progetto AIFO/Unione europea, volto a migliorare la salute mentale nei paesi a basso e medio reddito.

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